ANTIVIRUS > Idee contro l’epidemia di disinformazione| Un testo essenziale per sviluppare gli anticorpi contro la follia di massa

Proponiamo nella sua versione integrale, la prefazione del volume “Antivirus – Idee contro la pandemia di disinformazione” di CinabroEdizioni perché riteniamo oggi, la sua funzione assolutamente necessaria. Per chi oggi, intende rimanere lucido e non vuol farsi trascinare dalla follia galoppante che sta travolgendo, una gran parte della popolazione di questa nazione, sarà un corroborante per l’anima. Un testo dunque su cui riflettere, per comprendere ancora meglio la funzione dei saggi e delle brevi interviste raccolte all’interno dell’opera. In vista dei tempi a cui stiamo andando incontro, i contenuti profetici meritano la lettura, la meditazione e ancora di più, la condivisione e la segnalazione ai nostri amici più cari. Aurhelio

Correva l’anno 2020, quando all’improvviso, verso le 20 e 30 di un anonimo lunedì di inizio marzo, al TG1 annunciarono la conferenza straordinaria del Capo del Governo. A parlare fu il Presidente del Consiglio di un esecutivo un po’ ‘sgangherato’ che, molto probabilmente, entro l’estate sarebbe imploso a causa degli innumerevoli e insanabili dissidi interni. Iniziò così – dopo la fase degli ‘aperitivi e del volemose bene’, quella per cui ‘non c’è nessun pericolo’ dicevano ‘perché il virus è poco più di un’influenza’ dicevano e quindi ‘si devono mantenere aperte tutte le attività’ dicevano – la fase del famigerato lockdown, o meglio, facendo propria l’azzeccata traduzione italiana dell’abusato termine inglese, della così detta reclusione o confinamento. Fino a un mese prima nessuno si sarebbe immaginato quello che, di lì a poco, sarebbe accaduto e all’inizio di questo periodo inedito, tra un ‘andrà tutto bene’ color arcobaleno, applausi dai balconi e strane forme di patriottismo alle finestre, qualche aperitivo in video-conferenza e una lezione di fitness in tinello, in molti hanno pensato che starsene a casa non fosse così male. Oppure fare la fila chilometrica al supermercato, oppure scoprirsi delatori dell’indisciplinato vicino, in una specie di whistleblowing condominiale. Oppure accendere la TV e morbosamente ascoltare esperti, scienziati, giornalisti e tanti, tantissimi pseudo-tali, che ogni giorno ci ripetevano come la peste del XXI secolo era finalmente giunta in Europa, dopo le annunciate profezie degli oracoli 2.0, quali case farmaceutiche, fondazioni filantropiche, profittatori senza scrupoli. Nel frattempo, il sole non lo vedevamo più, l’aria non si respirava più, le passeggiate in centro o le corsette al parco non si potevano più fare, pena il trattamento da terrorista. E gli amici, i fratelli, i familiari e gli affetti stabili divenivano pixel che vanno e vengono a seconda della connessione internet. Così, dalla sera alla mattina, ci ritrovammo privati di alcune ‘libertà costituzionalmente riconosciute’, all’interno di un clima di panico e paura generalizzata, dove i morti al Nord c’erano veramente, e anche più del normale, mentre tanti medici, infermieri, operatori non esitavano a prestare il loro fondamentale servizio in prima linea. Encomiabile la loro dedizione al dovere. Tra la confusione e il bombardamento mediatico, la cattiva e manipolata informazione, l’incompetenza e la schizofrenia delle ordinanze e dei decreti, ecco che il Sistema costruì la grande gabbia, a custodia della quale non bastavano le solerti forze di pubblica sicurezza pronte a colpire chiunque indiscriminatamente, ma serviva la polizia del pensiero, la così detta thinkpol che diveniva la realtà che supera la fantasia dei romanzi di Orwell o di Huxley. Così è arrivato il virus.

E, reclusi in casa, i figli della borghese, sicura, libera e ricca società occidentale – che all’improvviso si è scoperta fragile, timorosa, in balia di eventi solo apparentemente imprevedibili – si ritrovano imprigionati nel corpo e soprattutto nell’anima, chiusi nel corpo e nell’anima. Perché le difese spirituali, la grande muraglia necessaria a contrastare le orde di Gog e Magog, ormai da tempo hanno più di una breccia aperta: e tra le dolenti note, non possiamo non citare la Chiesa cattolica, la principale istituzione religiosa esistente in Occidente, ancora una volta ‘politicamente’ troppo corretta per essere vera, disposta a inchinarsi senza colpo ferire alla legge della scienza, rinunciando a dettare con coraggio, carattere e determinazione una linea spiritualmente forte. Così, la laica quarantena collettiva si sovrappone alla Quaresima pasquale, ma qui non c’è voglia di pregare o purificare se stessi, imparando a conoscersi nel silenzio e nella solitudine. Perché all’uomo del terzo millennio serve ingannare il tempo e se stesso, ha bisogno di cucinare, mangiare e bere, di seguire tutte le serie TV possibili, alla ricerca della disattenzione e della distrazione che lo fa sentire meno solo, meno piccolo, meno indifeso. Tuttavia, nella mente di quest’uomo comincia a farsi strada la disperazione poiché, se fino a ieri poteva avere, avere tutto e subito, avere sempre di più e ora, avere e reclamare diritti, adesso, che tutto è fermo, intravede il non senso di una vita condotta a mille all’ora, alla rincorsa del nulla e del superfluo. Ora non può più correre e in una breve pausa di lucidità, svanita momentaneamente l’ebbrezza della corsa, scorge il baratro verso cui è diretto. Ma non riesce a dare una spiegazione a tutto questo, perché non ha gli strumenti per capire e non basta una vaga sensazione per distruggere la bolla del Grande Fratello. D’altronde, senza troppi indugi, ricorderemo come René Guénon abbia già chiaramente esposto il processo di solidificazione e dissoluzione che caratterizza questo mondo, e la nuova crisi sanitaria, sociale, economica e politica, nella quale siamo entrati come cavie in un laboratorio, non ha fatto altro che confermare quanto spiegato dal metafisico francese. Non solo, ma ha posto in tutta evidenza un dato ormai troppo evidente per essere controvertibile. L’uomo debole, quello della bolla del Grande Fratello, il figlio prediletto della società occidentale, è destinato a soccombere. Non sopravvive un individuo privo di riferimenti e principi, senza patria, famiglia, radici e memoria, che non crede più in nulla. Non sopravvive il produttore-consumatore assuefatto dai bisogni materiali, il numero anonimo alla ricerca del profitto, in competizione coi suoi simili per realizzare quel nuovo desiderio che, a detta della TV o dei social, fa stare meglio, sentire più forte, essere vincente e alla moda, pieno di like e con ‘tutto intorno a sé’. Non sopravvive l’uomo debole felice di essere schiavo del Sistema, libero di sfogare in spazi preordinati quel poco di rabbia che ancora gli rimane, come il moribondo che vive l’irrequietezza terminale. Non sopravvive, perché il Sistema ha gioco facile dinanzi a un soggetto passivamente indaffarato nel nulla, che non ha tempo di porsi domande essenziali in quanto atrofizzato nelle normali funzioni intellettive. A che serve fare mille cose, fare tutto e subito, fare tanto e di corsa, consumare in un moto perpetuo lavoro, ufficio, vacanze, cene, pranzi, esperienze, sensazioni, emozioni, luoghi, persone, paesaggi, albe, tramonti, notti, figli, mogli, amici? A che serve fare (per avere), se poi non si è? Il taoismo insegna con semplicità disarmante e immediatezza intuitiva che la via del fare è l’essere. Ecco illuminarsi, con poche parole, la strada di colui che non si adegua all’omologazione, di colui che sa, tuttavia, che per essere non bastano i proclami e le buone intenzioni, ma bisogna adoperarsi, invertendo la rotta di una vita che non va consumata come una bibita gassata, ma vissuta come la più grande opportunità che ci è stata donata. Per l’uomo che non vuole soccombere di fronte a una realtà che ha dimostrato tutta la fragilità intrinseca, c’è la possibilità di resistere e di reagire, a patto che la reazione di cui si fa portatore non si limiti a riprendere solo ciò che gli è stato levato nei sessanta giorni di reclusione, riappropriandosi solo di quella che era la sua ‘vita normale’. La sua resilienza, al contrario, si traduce nel saper cogliere nella vita precedentemente ordinaria le potenzialità straordinarie, sublimandola in forma attiva, propositiva e costruttiva, trasformandola in esperienza di qualificazione, verifica, riscatto, conoscenza e azione. La sua resilienza si traduce nel riscoprirsi uomo prima di tutto, ovvero Spirito, anima e corpo, ma poi anche comunità, ovvero solidarietà e fratellanza in un complesso organico legato da un comune sentire, in cui si crede, si lotta e si resiste, in nome degli stessi valori e dei medesimi principi. Le interviste inserite in questo agile saggio rappresentano ‘arnesi’, utensili per consentire la realizzazione del lavoro di cui sopra. Infatti, il filo conduttore che le unisce, frutto dell’impegno infaticabilmente profuso in tutto il ‘periodo del confinamento’ dalla redazione di AzioneTradizionale.com e dai tanti amici e collaboratori che hanno partecipato, risiede nella voglia di destare l’uomo, di contribuire a mantenere la schiena dritta, di tenerlo vigile e consapevole, di risvegliare e vivificare nel cuore il fuoco dello Spirito, capace di emettere luce e di sprigionare calore. Luce e calore, ovvero alcune delle simboliche caratteristiche della Verità che, nei tempi delle falsità dominanti imposte dall’informazione di regime e dall’accettazione acritica e senza contradditorio, brillano e riscaldano le anime di chi crede e non vuole essere schiavo del Sistema imbonitore e ingannatore.

Nonostante dall’orizzonte si ammassino sempre più nuvole nere e la pioggia sembri non voler smettere, la Speranza va oltre la speranza, al punto di dare nuova linfa al rivolgimento in atto. Una rivoluzione che non è spontaneismo o sterile agitazione, ma è il risultato di quel lavoro da compiere prioritariamente su se stessi attraverso l’acquisizione della Conoscenza spirituale dei principi e dei valori, ovvero della Dottrina, e l’applicazione della stessa nell’Azione tradizionale, sacrificio quotidiano svincolato dai frutti dell’azione medesima. Questa è la rivoluzione dell’uomo che, armato di fede, si impegna a formare il carattere e a rettificare lo stile di vita, facendolo con gioia e leggerezza, perché non è appesantito dai meschini interessi di parte o dalla logica dell’utile e del profitto. Faccia al sole, sorridente e piena di vita, egli è disposto al sacrificio per i suoi fratelli, per la sua comunità, per i suoi cari, per il suo popolo, per i suoi padri. «Gli uomini felici sono coloro che si donano, gli insoddisfatti coloro che soffocano l’esistenza in un perpetuo tirarsi indietro, chiedendosi continuamente che cosa stanno per perdere. Virtù, grandezza, felicità tutto ruota attorno al donarsi. Donarsi completamente, sempre. Fare ciò che si deve: generosamente, con il massimo impegno, anche se l’oggetto del dovere è senza grandezza apparente»1. 

In conclusione, le interviste raccolte nel nuovo saggio edito da Cinabro Edizioni sono un sostegno per chi ha l’aspirazione, prima ancora della volontà, di essere alternativo e non omologato al Sistema. Essere in virtù del quale si è capaci di fare e grazie al quale anche l’avere, intrinsecamente connesso al fare, potrà collocarsi nella posizione che gli compete. Nessuno può negare, infatti, come durante una guerra i ‘numeri’ siano importanti e l’aspetto quantitativo sia di aiuto nella realizzazione delle iniziative. Tuttavia, il punto focale sta nel riconoscere le priorità, evitando di focalizzarsi esclusivamente sui mezzi e gli strumenti, poiché solo in presenza di uomini forti nello Spirito e saldi nell’anima si potrà affrontare il quantitativamente soverchiante Sistema, combattendolo lontano dal terreno a lui privilegiato. Ecco allora sorgere cittadelle in grado di intaccare il gigante di argilla, edificate grazie al duro e incessante lavoro di una rivoluzione silenziosa e poco spettacolare. Una rivoluzione che, parafrasando e riprendendo le parole di Guido De Giorgio, trova origine nel fuoco che «rappresenta quello che potremmo chiamare dinamismo tradizionale, cioè il lavoro efficace che l’uomo deve compiere per realizzare le formule apparentemente statiche e monotone che sono espresse dal complesso tradizionale. La tradizione si applica a tutti indistintamente, essa dunque deve assumere una formulazione priva di qualsiasi carattere personale; ma ciascuno ha da assimilare per proprio conto la formula, destarla col fuoco interiore, farne veicolo di trasfigurazione, un lampeggiamento progressivo che s’innalza dalla sfera umana a quella divina per restituire l’uomo alla sua vera destinazione che è il cielo»2

Raido

1 L. Degrelle, Militia, Edizioni di Ar, Padova 2003, pp. 52 e 53.

2 G. De Giorgio, La Tradizione Romana, Edizioni Flamen, Milano 1973, p. 246.

Antivirus. Idee contro l’epidemia di disinformazione

Autori: R. Amani – T. Brandi – C. Corbucci – G. Favro – C. Ferri – R. Giacomelli – Heliodromos – A. Marcigliano – F.A. Marconi – G. Marconi – G. Marletta – M. Martucci – C. mutti – G. Onorato – D. Perra – E. Perucchietti – M. Rossi – E. Zarelli

Curatore: AzioneTradizionale.com
Collana: PolitikónPagine: 126 – Prezzo: € 12,00
Prima edizione: giugno 2020 – ISBN 978-88-32031-14-0

IL LIBRO: Psicosi, isterismi collettivi, fiducia cieca nelle versioni ufficiali, prona e acritica fiducia negli ‘esperti’: l’emergenza per la pandemia da Covid-19 ha dimostrato – ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno – che il virus più pericoloso è quello che infetta la mente e i sentimenti dell’uomo, rendendolo pedina passiva e succube della sua esistenza, incapace di guardare con lucidità ad eventi sempre più rapidi e complessi, fuori dalla narrazione mainstream. Con questa raccolta di brevi interviste da parte di esperti, giornalisti e studiosi dei più diversi ambiti, vengono fornite idee, direttive e indicazioni per contrastare la macchina della manipolazione delle menti che, con l’entrata in scena del Coronavirus, ha incrementato la sua attività.

IL CURATORE: AzioneTradizionale.com è un sito di informazione indipendente che dal 2006 fornisce gratuitamente analisi e commenti alla luce della Tradizione su notizie di cronaca, geopolitica, attualità, economia e società, fornendo anche contributi di approfondimento esclusivi su storia, letteratura e, non ultimo, sulla Dottrina Tradizionale. In piena emergenza per la pandemia da Covid-19, AzioneTradizionale.com ha lanciato ‘Anti-Virus’, web-tv contro l’epidemia di disinformazione, rubrica che attraverso decine di video-interviste, con migliaia di visualizzazioni, ha diffuso quotidianamente interviste e contributi di autorevoli e liberi pensatori, al fine di fornire una prospettiva libera e verticale sulle patologie esistenziali che, oggi più che mai, attanagliano l’uomo occidentale. Ciò, con l’obiettivo di non accontentarsi delle pillole di verità propinate dai media allineati e, parallelamente, recuperare la propria centralità di uomini e donne chiamati, qui e ora, a restare vigili e ben orientati in questi tempi di caos e inquietudine generalizzati.


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