A Santa Marinella il Natale senza Natale | Cronache di un finimondo e tardo impero senza botti


Abbiamo atteso il passaggio del Santo Natale, per trascorrere le feste con il cuore puro e l’animo pieno di sguardi e sorrisi ma, il dovere, prima o dopo ci chiama alla riflessione e – se proprio non riusciamo a incidere nella realtà per mutare il corso degli eventi – essa quantomeno ci impone, di dichiarare la nostra estraneità, rispetto ad una china ormai assunta inesorabilmente da chi ha dato – da una parte, e da chi ha ricevuto, dall’altra – il mandato a governare questa città.

Natale festa della Luce o delle tarde luminarie

Con una sistematicità decennale, ormai le luminarie compaiono l’ultima settimana – dieci giorni – prima di Natale, quasi fossero un obbligo al quale proprio non si può sfuggire. A metà, tra gelida consuetudine e la prestazione minima garantita, vengono appese tardi, in porzioni di strade sempre più piccole, sfuggendo a qualsivoglia simbologia natalizia. Vogliamo credere che la loro installazione sia decisa da qualche burocrate anonimo che ha ormai smarrito il senso più profondo del significato della festa della luce, quale è il Natale. Rinascita, Sole di Giustizia, tempo sacro che irrompe nel tempo profano. Bene, da oggi ci sono più di trecento giorni. Confidiamo in una resurrezione per il prossimo anno. Basterà un appunto il 29 Dicembre per il Natale 2017?


Gli eventi natalizi

C’era una volta Marcozzi che il 23 agosto, finita l’estate (ma non finiva il 21 settembre?), prometteva la ripresa degli eventi con il periodo natalizio. Oggi no, oggi la cosa terribile è quella di avere delegati e addetti alla promozione del turismo che si fanno belli per aver organizzato feste insulse spendendo decine di migliaia di euro e poi di aver organizzato eventi mediocri spendendo gli ultimi soldi in bilancio. Poi però c’è stato il Terremoto e si sono addirittura vantati di non averli organizzati per niente o, in alternativa, avere fatto solidarietà (con i soldi degli altri). Adesso indossano la veste dei moralizzatori per averli addirittura vietati, per favorire il contenimento delle spese. Ci vuole il loro coraggio.

Bene, se mai soldi sono stati spesi bene, sono stati proprio quelli che l’amministrazione garantiva per saldare la cultura, le tradizioni, l’identità della cittadina e i valori religiosi. Ma cosa ci si può aspettare da questa gente che non ha né arte né parte, che ha completamente smarrito il senso del Sacro e della religione, pur riempiendosi la bocca di Natale, feste natalizie e periodo festivo? Cosa può concepire chi vive parassitariamente all’ombra del potere? È presto detto, concepire solo occasioni di festeggiamento coatte. Utili agli utili idioti che come zombie di Romero, sono in cerca di un senso della vita ormai completamente smarrito.

Far iniziare i lavori dei marciapiedi al centro della città sotto le feste

Per questo serve l’aiuto di Lucifero, è evidente.

Mezza città è totalmente fatiscente per colpa di lavori interrotti, mal gestiti, impianti sportivi chiusi e abbandonati e cosa si riesce a creare? Il mostro inesorabile della ruspa assassina nei giorno delle feste – quei giorni nei quali quattro anime timorose, avrebbero potuto solcare i marciapiedi desolati del centro cittadino – rende il percorso ad ostacoli. La sommità della premura amministrativa, magari fosse solo per puro calcolo cinico ed economico, sarebbe stata quella di far sfruttare ai commercianti il periodo delle vendite per i regali natalizi.

No, nemmeno quello. Bisogna smarrire il lume della ragione.


Vietati i botti di Capodanno

Il gran finale lo si raggiunge con l’ordinanza che vieta di sparare i botti nelle festività natalizie. Già scienziati di altissimo livello, in altri luoghi, hanno espresso logiche perplessità su come e quando – ma soprattutto da chi – potrà esser fatta rispettare una simile ordinanza.

Immaginate la polizia municipale che il 31 di dicembre gira gatton gattoni per cogliere in flagranza di reato sparatori clandestini di botti illegali? Immaginate schiere di cacciatori che in barba ad ogni regolamento sparano la loro cartucciera in aria sbeffeggiando poveri bimbetti che tra mortaretti e raudi, si mimetizzano tra la sempre più rara vegetazione di giardinetti per provare il brivido dell’esplosione?

Vogliamo parlare degli animalisti estremisti (antispe, quelli che equiparano l’uomo alle bestie, per intenderci) che intendono vietare tutto ciò che va contro, solo ed esclusivamente, le loro convinzioni da Testimoni di Gechi? Probabilmente i dieci minuti a Capodanno, negli ultimi cento anni, debbono aver fatto stragi inenarrabili di animali per provocare le loro così turbolente ire.

Vogliamo parlare, al contrario, di tutti i fine settimana da Marzo ad Ottobre, nei quali il centro di Santa Marinella sembra essere diventato il Castello del Boss delle cerimonie (Dio l’abbia in gloria) o il teatro dei peggiori matrimoni da casalesi? Quei botti non sono pericolosi, quei botti non disturbano persone e animali? Strani quei botti, sono botti che non suscitano indignazione. Ogni fine settimana no, dieci minuti a capodanno sì. Ci sarebbe da aprire una parentesi, sul fatto di vietare tutte le cose che possono rappresentare un minimo di sfida avventurosa, di promuovere tutto ciò rappresenta debolezza, pietismo, umanitarismo peloso. Sarebbe volare troppo alto, il tema lo custodiamo per il futuro, ce ne sarà sicuramente occasione.

Befana e Tombolata

Con una befanata ed una tombolata, si vorrebbe dar ad intendere che quest’anno si si è fatto qualcosa di natalizio. Nemmeno poi rivestirle di una benché minima coperta di solidarietà no, nemmeno quello. Basta che ci si diverta, magari con l’immancabile patrocinio del Comune.


Cosa rimane del Natale

Al netto della festa dei bambini, la festa della luce, i giocattoli, le lucine, lo shopping compulsivo, gli auguri, l’albero, la befanata e la tombolata e di quelle terribili canzoni pop americane di Natale, cosa rimane?

Nulla, il vuoto smarrimento per un appuntamento con il Sacro di cui si è perso completamente il senso.

La Natività, il Presepio, i simboli del Natale appesi alle luminarie, il rivedersi nelle strade nei giorni di festa, i negozi chiuse e le famiglie unite, le canzoni di Natale e le poesie imparate a memoria, i saggi delle scuole. Le messe di Natale. L’identità, la civiltà, la cultura pur anche solo popolare che si innerva su migliaia di vite della comunità cittadina. Quello che dovrebbe essere la Tradizione sacra di una comunità, quello che dovrebbero essere sol anche tradizioni culinarie, folclore, racconti.

Ebbene, tutto questo, pare non sia importante per chi ci governa, per chi è stato mandato a governare. È un processo osmotico, con la popolazione di questa città.


Non perdiamo la speranza e combattiamo fino alla fine

Per coloro che credono, che combattono per una visione tradizionale dell’esistenza, per una visione spirituale della vita e del mondo, è brutto da vedere ma non disperiamo.

Proprio “quando tutto sembrerà perduto, tutto sarà salvato”. Questo è Natale, anche se “loro”, in fondo, semplicemente, non lo sanno e non lo potranno mai trasmettere.

Centro Studi Aurhelio