25 Aprile a Santa Marinella: un cortocircuito virale antifascista | La faziosità rende immuni i neo partigiani di risulta

Per tutelare le associazioni partigiane, i divieti del governo nazionale divengono persecuzioni anticristiane e le feroci ordinanze del Sindaco solo carta straccia. Praticamente con un pastrocchio burocratico, i governanti dichiarano il 26 Aprile il giorno del liberi tutti.

Dopo esser rimasti basiti per l’autorizzazione della presidenza del consiglio dei ministri – in deroga a tutti divieti per sostenere il distanziamento sociale – alle associazioni partigiane di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile, il Sindaco Tidei per confondere ulteriormente le acque con una comunicazione dall’ufficio del cerimoniale rivolto alle autorità civili, militari, religiose e di volontariato, segnala che si recherà da solo la mattina del 25 aprile a deporre una corona d’alloro presso il monumento ai caduti di tutte le guerre. Aldilà dei confusi contenuti storici del comunicato, il fatto che il Sindaco possa recarsi da solo ad apporre una corona d’alloro (a meno che non abbia i superpoteri), è poco probabile. Quello che non si capisce è con quale criterio si consentirà ad eventuali presenti ad essere legittimati a presenziare all’evento.
Il divieto di assembramento, potrà non valere per i tesserati ANPI o per le associazioni in genere e come si farà a discriminare i presenti, facendosi esibire la tessera da ciascuno? Un guazzabuglio ideologico creato da Conte, sotto la pressione dell’azionista di maggioranza del suo governo. Dopo aver vietato per un mese e mezzo funerali, matrimoni, riti religiosi e la Santa Messa di Pasqua, concede una deroga per il 25 Aprileper gli amici partigiani. Ora, se il Sindaco Tidei non avesse emesso delle ordinanze ancora più stringenti rispetto alle norme emesse dal governo nazionale, forse sarebbe passato anche tutto liscio ma a questo punto, quali norme hanno realmente efficacia? Quelle nazionali o quelle comunali e come fanno i cittadini a discriminare quando valgono le une o le altre, in base agli eventi? Di fatto, tra un obbligo di mascherine e guanti, l’invito a denunciare e umiliare chi compra poche cose al supermercato e l’invocazione dell’uso punitivo delle forze di polizia per i trasgressori dei decreti presidenziali, per rifarsi una verginità dopo le leggerezze di inizio pandemia, la nota partigianeria è venuta a galla e ha mandato tutto in cortocircuito. Forse abbiamo capito, se ci si mette un fazzoletto rosso al collo anziché una mascherina, si diventa immuni al virus e si liberi da ogni vincolo. Pare che sotto sotto a guardarlo bene, questo Coronavirus, potrebbe addirittura risultare un po’ fascista.