Civitavecchia | L’attività del Comitato 14 Maggio svolta nel 2015

  
Il 2015 è passato e per il Comitato 14 Maggio è tempo di fare un bilancio delle sue attività. A partire dalla sua fondazione il Comitato si è subito adoperato, al fianco delle autorità pubbliche locali, nella commemorazione delle vittime dei bombardamenti, in occasione della ricorrenza annuale degli attacchi sulla popolazione civile avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale. Prioritario per il Comitato è inoltre il decoro del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti motivo per cui ci si è attivati nella pulizia del piazzale antistaste la lastra commemorativa di via Mazzini, dove annualmente, a seguito delle cerimonie ufficiali e lo spegnimento dei riflettori, l’intera zona si trasforma in parcheggio per bici e cumuli di immondizia. 

Nel mantenere il decoro della zona, il Comitato ha fatto le dovute segnalazioni alla autorità competenti, ha sensibilizzato la cittadinanza mediante comunicati stampa, ha piantato fiori, ha provveduto al posizionamento di appositi cartelli nei pressi del Monumento e, mediante l’impegno diretto dei propri membri nelle pulizie, non senza l’ausilio dei negozianti della zona, ha dato l’esempio.

– 14 maggio: Fondazione del Comitato 14 Maggio e deposizione di fiori in occasione della cerimonia ufficiale del 72°anniversario dei bombardamenti alleati su Civitavecchia.

– 14 settembre: Denuncia pubblica del parcheggio selvaggio di biciclette davanti al Monumento alle Vittime dei Bombardamenti e installazione di appositi cartelli che invita a maggior riguardo verso la Lapide posta in ricordo di quanti persero la vita sotto le bombe nel 1943.

– 21 settembre: Segnalazione alle autorità competenti dell’abbandono di rifiuti nei pressi del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti.

– 30 settembre: Pulizia del Monumento alle Vittime dei Bombardamenti di via Mazzini e la deposizione di 10 gerani nei vasi antistante la lastra commemorativa.

 – 9 ottobre: Posizionamento di appositi cartelli che invitano ad un maggior riguardo nei confronti del Monumento ai morti nei bombardamenti.  
Comitato 14 Maggio

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Cortocircuito liberal-progressista | Lo schiavismo procreativo e la compravendita di bambini

I difensori dei diritti dell’uomo, si vantano di rappresentare i valori di un mondo che ha abolito la compravendita di esseri umani, in auge con lo schiavismo. Allo stesso tempo però, sostengono il diritto alla prenotazione, alla manipolazione genetica ed alla compravendita di neonati. È il cortocircuito del liberal-progressismo, un mondo di disvalori che si autofagocita, in favore della barbarie umana.
C.S. Aurhelio 

 

Unioni civili, Costanza Miriano: “Sono nervosi. Abbiamo smascherato il trucchetto del governo”

 Segnaliamo una interessante intervista rivolta a Costanza Miriano, da parte di www.intteligonews.it

 
“Le unioni civili sono inutili e dannose, servono solo al governo per dire che ha fatto qualcosa de sinistra come dice Moretti”. Intervistata da IntelligoNews, la giornalista e scrittrice, nonché membro del Comitato organizzatore del Family Day, Costanza Miriano parla della grande mobilitazione popolare che il 30 gennaio scenderà nelle strade di Roma per difendere il diritto dei bambini ad avere una padre e una madre, dell’atteggiamento delle gerarchie ecclesiastiche e della spaccature sempre più evidenti che stanno animando il dibattito politico sul ddl Cirinnà.
Riguardo al Family Day, Repubblica.it parla persino di via libera da parte del Papa, clima cambiato rispetto al 20 giugno?

“Sì, assolutamente sì. Ma a me la politica ecclesiastica non appassiona molto. Non mi spiegavo prima come non ci fosse stato un appoggio delle gerarchie ecclesiastiche, così come ora mi sembra scontata la posizione della Chiesa su questi temi. Io credo che sia solo una questione di metodo. Papa Francesco ha un’inculturazione diversa rispetto a quello a cui eravamo abituati. Anche la Chiesa come tutti i cuori ha un momento di contrazione e dilatazione. La Chiesa di Benedetto era una Chiesa identitaria, quella di Francesco tende ad aprire. Ma è solo una questione di metodo, Bergoglio tende a sottolineare quello che unisce. Io personalmente preferisco la cura dell’identità perché i ponti vanno bene, ma devono poggiarsi su due muri non sul vuoto. Oggi il mondo è talmente vuoto di punti di riferimenti che i ponti rischiano di non essere compresi”.

In particolare a cosa si sta riferendo?

“Nel caso dell’omosessualità non significa dire che è tutto uguale. Bisogna dire che la tendenza omosessuale è oggettivamente disordinata, ma che tutti sono figli di Dio, che devono essere rispettati e che Dio perdona qualsiasi azione. Tuttavia bisogna dire che i matrimoni fra coppie dello stesso sesso non sono il vero bene dell’Uomo. Come dice Parolin questa è una sconfitta per l’umanità. Quello che sta al fondo delle unioni civili non sono i diritti. Ci Unioni civili, Costanza Miriano: ‘Sono nervosi. Abbiamo smascherato il trucchetto del governo’ mancherebbe non siamo in Iran, tutti possono vivere la loro vita sessuale liberamente. In realtà la battaglia per le unioni civili è per un riconoscimento culturale, si spera che legge cambi il modo di vedere delle persone”.

Si vuole cambiare il sentire del popolo?

“Esatto, infatti il grande merito di Mario Adinolfi è quello di aver smascherato il rischio dell’utero in affitto”.

E adesso il presidente Mattarella e la Consulta stanno alzando qualche dubbio di costituzionalità sul ddl Cirinnà…

“Questo è stato il merito di chi ha lottato finora per smascherare le bugie. Inizialmente quando andavo a dibattiti televisivi il gioco era far vedere una coppia gay dicendo che finalmente avrebbero potuto amarsi. Capisco che in passato ci sono state delle ferite che non voglio negare, ma non è più così. Al contrario oggi i ragazzi hanno bisogno di chiarezza”.

E anche i giuristi dicono che questa legge è scritta male…

“I giuristi non fanno giudizi morali, semplicemente ci ricordano che la Costituzione parla di famiglia fondata su un uomo e una donna. Le leggi devono stare in una cornice costituzionale, quindi se si vuole questa legge si deve prima cambiare la Costituzione. Ma come ha detto Bagnasco cambiare la Costituzione non è la priorità quando ci sono famiglie che fanno la fame”.

Certo ci sono famiglie che dormono in macchina, forse bisognerebbe pensare di più al welfare state?

“Ma infatti le unioni civili sono un’operazione di make up del governo per fare qualcosa “de sinistra” come dice Nanni Moretti. Poi qualcuno dovrebbe spiegarmi perché l’utero in affitto che è privilegio di pochi ricchissimi sia qualcosa di sinistra. Perché sfruttare donne povere è qualcosa di sinistra? Comunque rimane il fatto che serve a dare una patina di sinistra alle politiche del governo”.

Stanno arrivando consensi da settori che il 20 giugno rimasero a casa?

“Pubblicamente si percepiscono adesioni da tutte le anime del mondo cattolico, ma non solo. In piazza ci saranno tanti amici del rinnovamento e di CL. Abbiamo smascherato il trucchetto e questa cosa dell’utero in affitto solleva perplessità da tutte le parti”.

Anche nei talk televisivi è cambiata l’aria?

“Sì, sì percepisce tanto nervosismo dall’altra parte. Alba Parietti una volta disse “finalmente questi due giovani possono tenersi per mano in Tv”. Ecco ora non ci casca più nessuno. Quasi tutti sanno che questa legge vuole legittimare una sfruttamento, che già c’è stato, di una donna e la compravendita del suo bambino. Su questo punto si riesce a fare leva su tutta l’opinione pubblica”.

Ma non è solo la stepchild adoption, anche la questione della reversibilità. Allargare questo diritto a tutti alla fine porterà a garantirlo più a nessuno…

“Certo, perché allora io non posso lasciare la pensione ad un’amica con cui ho abitato e diviso le bollette? Come fanno a stabilire la natura della nostra unione? Una coppia dello stesso sesso ha valore solo se intrattiene rapporti sessuali? La reversibilità ha un senso perché spesso accade che una donna per crescere i propri figli si trova costretta a rinunciare al proprio lavoro, quindi è un diritto sacrosanto poterle garantire la pensione del marito qualora quest’ultimo venga a mancare. Ma stiamo parlando di una coppia aperta alla procreazione che ha fatto dei sacrifici per tirare su delle altre persone per il bene della collettività”.

Le foibe… in un fumetto | Foglio Goriziano

Segnaliamo una importante iniziativa che abbiamo colto da internet. La riporta Foglio Goriziano che ringraziamo per l’importante opera di divulgazione a riguardo. 

  

Quando si parla di fumetti, non sempre di parla di “strisce” comiche. Anzi, proprio la scuola fumettistica italiana ci ha insegnato con esempi del calibro di “Linus”, citandone uno per tutti, che nei “baloon” nascono anche storie e situazioni che possono diventare spunto per riflessioni ben più profonde sulla nostra società, la nostra cultura e la nostra storia. Ed è proprio uno dei capitoli più bui della storia del nostro territorio a essere raccontato nelle pagine dell’ultimo numero di “Battaglia”, il vampiro siciliano riportato solo quest’anno (nel 2015) in edicola grazie alla passione di due colonne del fumetto all’italiana, Roberto Recchioni, curatore editoriale di “Dylan Dog”, e Leomacs, tra i fumettisti di punta di casa Bonelli. Nel quinto episodio della sua “rinascita” editoriale, dal titolo “…e le foibe?”, Battaglia si trova sul nostro Carso, tra le tavole che riprendono le linee architettoniche di Trieste e le sferzate di bora, nel maggio del 1945, dopo l’occupazione titina della città. Una pagina della nostra che si riapre per essere raccontata, seppure in chiave noir-fantasy, dopo un silenzio durato troppo a lungo e rotto solamente pochi anni fa grazie all’enorme successo del musical civile “Magazzino 18” di Simone Cristicchi. “…e le foibe?” è ancora in edicola, con i disegni di Walter Venturi e la sceneggiatura di Giulio A. Gualtieri.

Notizia estratta da: http://www.fogliogoriziano.com/cultura/le-foibe-in-un-fumetto/

Il prossimo 7 febbraio, per le vie del quartiere Giuliano-Dalmata a Roma, si corre la III edizione della Corsa del Ricordo

  

E’ ormai una tradizione che si è consolidata negli anni. Domenica 7 febbraio torna l’appuntamento con la Corsa del Ricordo la manifestazione podistica organizzata dall’Asi Comitato Provinciale di Roma in collaborazione con l’Asi Atletica Roma.

L’evento è alla terza edizione ed è nato per commemorare sportivamente, proprio in concomitanza con la “Giornata del Ricordo”, la tragedia delle Foibe e delle deportazioni subite in Istria, a Fiume e in Dalmazia dalle popolazioni Giuliano-Dalmata durante l’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale.

La triste pagina di storia è stata per troppo tempo nascosta e colpevolmente ignorata fino a quando nel 2004 il Governo Italiano ha istituito, per cancellare anni di oblio, di commemorarla ogni 10 febbraio.

Alla Corsa del Ricordo, nelle prime due edizioni, hanno aderito con entusiasmo alcuni personaggi del mondo dello sport come il campione olimpico di marcia Abdon Pamich, fiumano di nascita, e Nino Benvenuti, triestino e molto sensibile agli eventi di quegli anni.

La Corsa del Ricordo si svolgerà, come tradizione, nel quartiere Giuliano-Dalmata di Roma dove molti degli esuli, negli anni post bellici si stabilirono fino a formare una forte comunità che ancor oggi tiene vive le tradizioni ed il ricordo delle popolazioni costrette a lasciare i luoghi natii.

Il percorso ricalcherà quello dello scorso anno, 10 chilometri a ridosso della via Laurentina, su un circuito di cinque chilometri da percorrere due volte. Il tracciato, fatto di saliscendi, impegnerà a fondo i partecipanti che quest’anno si prevede possano essere oltre 500. La partenza e l’arrivo saranno posti in Via Oscar Sinigaglia proprio nel cuore del quartiere Giuliano Dalmata.

Mail: info@asiroma.org – atletica@asiroma.org Sito web: www.corsadelricordo.it

Ufficio Stampa Gianluca Montebelli mail: gianlucamontebelli@yahoo.it Cell.333.6554876

Il Rancio del Campo | Domenica 24 Gennaio

  
L’Associazione Campo della Memoria ha organizzato l’iniziativa comunitaria “Il rancio del Campo” per il 24 gennaio 2016.Lo scopo dell’iniziativa è lo stare insieme tra quanti, anche in momenti diversi dell’anno, si dedicano alla cura e alla manutenzione del Campo, e coloro che si sentono vicini al Campo delle Memoria.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

L’incontro tra i partecipanti è previsto nel parcheggio del Campo per le ore 13.30. 

Le adesioni per il pranzo, per il quale è richiesto un contributo di € 10,00, dovranno essere comunicate ai seguenti contatti: 

389 219 1806

334 314 1595

campomemoria@tiscali.it 

In alto i cuori!

RigenerAzione Evola | La militanza contro l’accademia

Segnaliamo una iniziativa davvero necessaria e interessante. Finalmente un progetto teso alla riaffermazione del messaggio evoliano, quale strumento per la qualificazione dell’uomo e non mero strumento di apologetica ottusa. La presentazione ufficiale ci sarà il 30 Gennaio a Roma. 

  

Dal sito

Obiettivo del Progetto è la divulgazione dell’opera e del messaggio di Julius Evola, quale esponente della Tradizione. Nostra stella polare sarà l’obiettivo di FARE CHIAREZZA intorno all’opera di testimonianza di una figura così spesso dimenticata o incompresa. Non è di nostro interesse il “gossip evoliano”, il gusto (sterile) per la polemica o la semplice accademia dell’apologia chiusa in se stessa. Evola, quindi, come punto di partenza per il dibattito, per l’analisi dei nostri tempi – anche criticamente – e, soprattutto, per capire dove stiamo andando: come ambiente culturale, umano e politico.

Il sito: http://www.rigenerazionevola.it

Nuovi milioni di disoccupati in vista: siamo pronti | Maurizio Blondet

  
I media hanno finalmente scoperto che 62 ricchi hanno la ricchezza della metà dell’altra popolazione del mondo. Grazie ad Oxfam, la ong inglese, possono pubblicare dati come se fossero una sorpresa. 7 milioni di italiani, l’11,5% della popolazione, vivono in “grave deprivazione materiale”, e nel 2004 erano solo, si fa per dire, il 6,4 per cento: è stato quasi un raddoppio. Il numero di quelli che, pur avendo un lavoro, sono poveri, è parimenti cresciuti: dall’8,9 all’11per cento. Nel complesso 22 italiani su cento sono miseri, e il loro numero è aumentato- Nello stesso periodo, è triplicato il numero dei miliardari in Italia: erano 13 nel 2004, sono 39 oggi a possedere almeno mille milioni di euro. Ciò mentre il paese ha perso il 25 % delle attività economiche a cominciare dall’entrata nell’euro e poi nella grande depressione dal 2008.La politica dei governi ha solo aggravato le disuguaglianze. Se questi sono stati l’effetto generale del capitalismo globalizzato in tutto il mondo, la particolarità italiana sta nel fatto che è il paese peggio governato dalla UE. E non date la colpa (solo) ai governi; è la Casta multiforme e parassitaria, esemplificata da direttori generali di ministeri con stipendi pari a quello del presidente Usa, o apparati regionali criminosi, che si sono pagate profumatamente per la mancata distribuzione, l’incompetenza, il saccheggio dei produttori.

Fra le cose che non si sottolineano abbastanza, c’è la rivelazione che questa disparità estrema della ricchezza costa 7 punti di Pil: la celebrata “efficienza” del capitalismo senza freni è una reale e concreta palla al piede dell’economia.

Il punto che noi siamo arrivati con questa condizione sociale nel secondo avvitamento della recessione innescata nel 2008 coi subprime americani. Il crollo delle banche italiane, che fa’ stupidamente godere quelli che “il papà della Boschi si è fatto consigliare da Carboni” ( la Massoneria governa le banche toscane dai tempi in cui i Savoia cacciarono il Granduca; mazziniani come Augusto Duchoqué furono al centro del cosiddetto “trasformismo creditizio” a capo della Banca Nazionale Toscana, e al patriota Giacomo Alvisi, con le sue Banche del Popolo social-mazziniane, dobbiamo la prima bolla in cui lasciarono le penne i lavoratori toscani rossi, che ci avevano creduto: niente di nuovo sotto il sole), dicevo la fuga degli “investitori” dalle banche toscane e dai loro titoli a interessi quasi zero, che ha messo a nudo i 200 miliardi di crediti marci del sistema bancario italiano, sono solo la risacca locale del crollo globale in corso.

Nelle prime due settimane del 2016 sono collassate le azioni di Wall Street, collassati i mercati cinesi; si inabissano gli emergenti, precipitano le borse dei petrolieri arabi, cade la Russia in un attimo. Cadono anche i mercati dove le banche centrali pompano liquidità a perdifiato, o dove impongono interessi negativi per i depositi; misure del tutto inefficaci nella colossale tempesta perfetta innescata.

In Usa, la menzogna della ripresa non regge più, e i titoli crollano. “La menzogna consensuale è svanita, qualcosa di grosso è cambiato”; avverte l’analista Wolf Richter. “E’ arrivato il mostro della deflazione, è davvero arrabbiato”, annuncia Chris Martenson, un altro.

Svanita la menzogna “consensuale”, gli operatori Usa scoprono per esempio che le azioni Intel (i microchip)son cadute di oltre il 9% in un colpo; ma come, anche la grande sofisticata industria avanzatissima? La realtà è che il business del digitale è nel pantano. -16% le vendite di PC. Basta dire che a Taiwan – la centrale dell’industria, dove si fabbricano e progettano semiconduttori del mondo intero – ha oggi una disoccupazione al 12 per cento, pari a quella italiana.

Cosa è successo? Quello che il capitalismo fa’ succedere in modo ricorrente, se lasciato agire liberamente: il 1929. La grande depressione, a deflazione maligna. Il motivo è spiegato da una tabella. Riguarda gli Stati Uniti? No, il mondo intero:

Il debito è cresciuto il doppio del Pil

La finanza, mentre toglieva potere d’acquisto ai salari, ha finanziato la “crescita” indebitando i salariati, gli imprenditori, gli stati, il mondo. Risultato: il debito è salito del doppio rispetto alla crescita del Pil. E’ facile capire che se tu prendi prestiti per il doppio dei tuoi guadagni, finisci presto a far la fila alle mense Caritas.

E’ la grande ricaduta, come nel ‘37

I segnali c’erano, e da anni: il calo tremendo dei traffici marittimi segnalati da Baltic Dry Index. Da molto temo la Cina ha preso a “esportare deflazione” nel mondo, svendendo la sua sovrapproduzione, poniamo, di alluminio e acciaio che le sue industrie non assorbono più, e cessando di comprare rame come prima,facendone calare il prezzo. Ma non basta: un giorno gli storici del futuro (se ci sarà un futuro) si domanderanno per quale malvagia idiozia le grandi potenze, tutte insieme – in un clima mondiale di per sé deflattivo da fine del ciclo del debito- si sono messe ad applicare attive politiche per aggravare la deflazione. La monarchia saudita guidando con la sovrapproduzione follemente volontaria,

il calo storico del prezzo del greggio, da 100 a 28 dollari, per distruggere lo shale americano, mettere in difficoltà i russi e contrastare il concorrente-nemico Iran. Washington che sceglie proprio questo momento per far tornare l’Iran all’onore del mondo, in cui gli ayatollah non vedono l’ora di rovesciare milioni di barili del loro greggio, deprimendone i prezzi a livelli che un giorno saranno considerati suicidi. Non bastasse, gli Usa hanno provocato il caos in una parte notevole del mondo, che ha cessato di essere un “mercato” di consumo o luogo di attrazione del turismo; hanno imposto (all’Europa) sanzioni alla Russia che provocano recessione a questa e a quella, con riduzione di consumi. La Unione Europea a guida germanica ha dato il suo decisivo contributo alla deflazione imponendo austerità, il pareggio di bilancio degli stati, il rientro dai debiti, taglio dei salari come unica via per riacquistare competitività mondiale. La cancelliera Merkel passerà alla storia (se ci sarà una storia) come quella che ricalcò le orme del cancelliere Heinrich Bruening, che nel 1930 “curò” la crisi economica (nata dall’America, 1929) e la disoccupazione galoppante con fori riduzioni delle spese dello stato, aumento dei dazi doganali, tagli ai sussidi di disoccupazione (“così quei fannulloni si metteranno a lavorare”) e, nel ’31, “decretò una riduzione generale dei salari, che furono tagliati del 15%” per rendere più competitivi i lavoratori. A quel punto, non-lavoratori: sette milioni di salariati, un terzo della forza produttiva di allora, aveva perso il lavoro, perché le loro industrie, aggravate da costi incomprimibili (leggi: gli interessi sui debiti contratti con la finanza, tasse, ammortamenti ed affitti) cessarono di pagare i debiti, e anche le banche fallirono con loro.

Poi, venne Hitler e il risanamento dell’economia con i metodi creativi del banchiere Schacht, ariano d’onore. Per gli americani, la politica di Roosevelt fallì nel 1937, quando –come oggi – un piccolo tentativo della Fed di alzare i tassi (l’occupazione era un poco migliorata) provocò un nuovo collasso più tragico del ’29 dei mercati azionari (il Dow Jones crollò del 46%!), una nuova recessione, fallimenti a catena di imprese, e i disoccupati aumentarono dal 14 a quasi 20%.

Nel 1937 il Dow Jones crollò, come oggi

La crisi che si apre è molto più grave (allora la Cina non esisteva come mercato né produttore ed esportatore di disordine finanziario), e di lunga durata, perché stavolta nessun dittatore “populista” potrà prendere il potere ad imbavagliare la finanza speculativa e il Bruening del nostro tempo; sicché anche noi avremo altri milioni di disoccupati. Che si andranno ad aggiungere a quelli rimasti sul lastrico dalla crisi del 2008 debitamente aggravata dalle ricette di austerità diligentemente applicate da Monti e Bersani per conto di Bruxelles e di Draghi, e mai riassorbiti – in un paese che ha il tasso di inattività più alto d’Europa. Quanti saranno, anzi saremo? Da 3,5 milioni a 6? Dal 12,4 al 22 per cento della Spagna, al 25% della Grecia? Difficile dirlo.

Teniamo, nel delineare il nostro scenario, che vivono qui 5 milioni di stranieri – che si sentono stranieri, se non estranei e nemici – che finiranno in disoccupazione, ed occuperanno le strade ed i centri di aiuto e provvidenze. Teniamo conto che la depressione globale aggraverà anche le zone del mondod a cui già provengono a milioni i clandestini e i profughi: quanti milioni in più scenderanno nelle nostre coste, si presenteranno ai confini, premeranno per entrare? Saranno disarmati o no? Chi darà l’ordine alla nostre forze armate di sparare? (e quali forze armate?)

Intravvedo uno scenario in cui bisognerà andare a far la spesa al supermercato in convoglio e scorta armata, perché altrimenti centinaia di affamati per le strade ci rapineranno il cibo dal carrello. Le vecchiette che si avventurano da sole dal panettiere si vedranno portar via il borsellino da grossi senegalesi o cosiddetti siriani, o anche da italiani troppo a lungo senza lavoro né speranza di averne mai uno; ai semafori le portiere delle auto verranno aperte da mendicanti minacciosi di tutti i colori.

Esagero?

E’ lo scenario che ha in mente il capo dell’esercito elvetico, generale Andé Blattmann, quando qualche giorno fa ha confidato: “…Le prospettive economiche sono cupe, si assiste a sbarchi imprevisti di flussi migratori di massa. Impossibile non stupirsene. Così, da una parte, alla crisi si aggiunge maggiore concorrenza sul mercato del lavoro, dall’altra dobbiamo sobbarcarci i costi degli aiuti. Inoltre, non si possono escludere disordini sociali; il vocabolario si fa pericolosamente aggressivo». Per concludere: «Dobbiamo prepararci a conflitti, crisi e catastrofi». Per questo, la Svizzera ha pensato bene di riattrezzare il proprio esercito, «pronto a combattere per il Paese e per la nostra gente”. Gli svizzeri si difenderanno. E noi?

 Maurizio Blondet – 19 gennaio 2016 | www.maurizioblondet.it 

L’Islam e la Violenza | Importante convegno, sabato a Roma

Riportiamo la locandina del l’importante convegno che si terrà sabato prossimo a Roma. Numerose sono le personalità invitate ed estremamente significative le relazioni che verranno proposte al pubblico. 

  

Sabato 23 gennaio 2016, nell’ambito delle attività collegate ai Corsi di Laurea e Laurea magistrale in Studi Politici e Internazionali, l’Università degli studi Link Campus University e il Centro studi Dimore della Sapienza propongono il convegno:

L’ISLAM E LA VIOLENZA

Precisazioni necessarie
Sabato 23 gennaio 2016, ore 15:00

Sala della Biblioteca “Francesco Cossiga e Guido De Marco”

Link Campus University

 

SALUTI

Vincenzo Scotti

Presidente Università degli studi Link Campus University

Carlo Corbucci

Presidente onorario Centro Studi Internazionale “Dimore della Sapienza”

INTERVENGONO

Hujjatulislam Abulfazl Emami

Associazione Islamica “Imam Mahdi”

Omar Camiletti

Centro Culturale Grande Moschea di Roma

Anna Maria Cossiga

Antropologa, docente di Geografia e Geostrategia, Università degli studi Link Campus University

Ghorban Alì Pourmarjan

Direttore Istituto Culturale dell’Ambasciata della R.I. dell’Iran

Mario Polia

Archeologo, storico delle religioni

Pietrangelo Buttafuoco

giornalista e saggista

 

MODERA

Tiziana Ciavardini

Antropologa e giornalista
Il Centro Studi Internazionale “Dimore della Sapienza” e Link Campus University, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, organizzano insieme un evento per fornire delle precisazioni sul valore della parola ISLAM e sulla sua relazione con la questione della violenza, cercando di chiarire dubbi e confusioni, al di là del linguaggio spesso pregiudiziale dei media. Interverranno esponenti musulmani appartenenti alle due maggiori correnti dell’Islam (Hujjatulislam Emami, Omar Camiletti), autorevoli studiosi e accademici (Mario Polia e Anna Maria Cossiga), personalità diplomatiche (G.A. Pourmarjan) e il noto giornalista, intellettuale e scrittore Pietrangelo Buttafuoco. Saluti di Vincenzo Scotti (ex-ministro, Università degli studi Link Campus University) e Carlo Corbucci (avvocato, presidente onorario Centro Studi Dimore della Sapienza). Modera la giornalista e antropologa Tiziana Ciavardini.

Spazio Ritter | Concluso il sostegno, post attentato, dalle realtà militanti di Roma e del litorale nord

  
La scorsa settimana, con l’ultimo invio si è conclusa la campagna di sostegno per Spazio Ritter, a seguito del vile attentato incendiario messo in atto dai soliti ignoti. 

Tutto nacque con uno slogan: La solidarietà è concreta o non è. 

Numerose Comunità Militanti italiane e moltissimi singoli hanno aderito al nostro appello e con l’acquisto della maglietta dedicata, singoli contributi o concerti di sottoscrizione siamo riusciti a mettere insieme qualche mattoncino per la ricostruzione. 

Per tale motivo con questo post vogliamo ringraziare tutti, confermando che il loro sostegno è stato prezioso. 

  

A La Vecchia Sezione, a Raido, all’emporio legionario NIEMALS!, ai singoli sottoscrittori giunga la conferma che tutto è andato per il meglio. 

Saremo lieti, il 13 Febbraio, di essere presenti presso lo Spazio Ritter per la presentazione del Terzo quaderno di formazione militante di Raido. Con l’occasione approfitteremo per scambiare due chiacchiere con tutti coloro che vorranno essere presenti e poi proseguire la serata presso Il Presidio all’insegna della musica leggera con i SottoMentiteSpoglie. 

   
 

#fuocodellasolidarieta, #spazioritter, #jesuisritter 

Così la Cirinnà legalizza nei fatti l’utero in affitto | Massimo Introvigne

  
Il portale per i professionisti del diritto di famiglia delle Edizioni Giuffré ilfamiliarista.it, in questi giorni molto citato da Repubblica e a suo modo autorevole, scrive che «fuori luogo – o frutto di palese ignoranza giuridica – sono le polemiche sull’utero in affitto», che non avrebbe niente a che fare con la Cirinnà e che comunque è pratica già «sanzionata penalmente». Con tutto il rispetto per un sito che pubblica anche spesso articoli ben fatti e utili, questo argomento sembra piuttosto adatto a un portale per i professionisti del gioco delle tre carte.
Sarebbe strano che gli illustri giuristi che hanno promosso l’appello del Centro Studi Rosario Livatino (clicca qui), tra cui docenti universitari e un presidente emerito della Corte Costituzionale, siano tutti “palesi” ignoranti in materia di diritto. Naturalmente non è così. Non so se chi cura queste pagine del familiarista.it sia ignorante. Tenderei a sospettare che sia piuttosto in mala fede. Perché è vero che non si può affittare (per ora) l’utero delle donne in Italia. Ma ci sono sentenze italiane che affermano che si può affittare all’estero, nei Paesi dove non è vietato, e poi portare il “figlio” in Italia. L’argomento, in verità molto diffuso, secondo cui non bisogna preoccuparsi perché l’utero delle italiane è già tutelato diventa così vagamente razzista perché invece non è tutelato l’utero delle ucraine o delle indiane.

L’articolo 5 della Cirinnà è un po’ pasticciato perché recita: «All’articolo 44, comma 1, lettera b), della legge 4 maggio 1983, n. 184, dopo la parola: “coniuge” sono inserite le seguenti: “o dalla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso” e dopo le parole: “e dell’altro coniuge” sono aggiunte le seguenti: “o dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso” ». L’articolo 44 comma 1 lettera (b) della legge 184 del 1983 recita: «I minori possono essere adottati [senza ricorrere al normale e complesso iter di adozione] … dal coniuge nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell’altro coniuge». Con la modifica diventerebbe: «I minori possono essere adottati [senza ricorrere al normale e complesso iter di adozione] … dal coniuge o dalla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell’altro coniuge o dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso». Si tratta di capire bene perché l’utero in affitto c’entra.

Per farsi capire perfino da certi giuristi della Giuffré, nulla di meglio di un libricino di una serie destinata a spiegare il gender ai bambini delle elementari, Piccola storia di una famiglia. La storia comincia bene: «per fare un bimbo ci vogliono un ovino e un semino». Fin qui tutti d’accordo? Bene, è già qualcosa. Ci vengono quindi presentati «Franco e Tommaso» che vivono insieme, si vogliono tanto bene e vorrebbero un bambino ma hanno un problema. Bambini e giuristi della Giuffré, alzi la mano chi ha capito qual è il problema. «Ma hanno due semini e manca l’ovino!». Bravissimi. Ecco fatto il secondo passaggio.

Piccola storia di una famiglia ci propone il terzo: come fanno Franco e Tommaso a procurarsi l’ovino? Trovano una clinica che distribuisce ovini e una ragazza gentile che si chiama Nancy: il nome non suona italiano e così forse la legge è rispettata. «I dottori hanno fatto incontrare l’ovino e il semino portati da Franco e da Tommaso e li hanno messi nella pancia di Nancy: lì Lia ha cominciato a crescere! Lia ha due papà: nessuno dei due l’ha portata nella pancia ma entrambi, insieme, l’hanno messa al mondo: sono i suoi genitori». La prima parte i bambini la capiscono, la seconda sembra più da azzeccagarbugli. Come diavolo hanno fatto Franco e Tommaso a «mettere al mondo» Lia? Il bambino intelligente capisce che l’ha messa al mondo Nancy – e poi che fine ha fatto? – e un bambino intelligentissimo potrebbe alzare la mano e chiedere, se l’ovino non è né di Franco, né di Tommaso, e neppure di Nancy, dove diamine lo hanno preso. E chiedere perfino se il semino era di Franco o di Tommaso, perché uno dei due non ha messo nemmeno il semino ed è un “genitore” abusivo. 

Che però diventa legittimo con la Cirinnà. Infatti, l’art. 5 modifica la legge sulle adozioni, la quale ora recita che «i minori possono essere adottati dalla parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso nel caso in cui il minore sia figlio anche adottivo dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso». Se il semino di Franco ha funzionato, Lia è figlia biologica di Franco. Se non ha funzionato e si è dovuto chiedere aiuto ai dottori gentili anche per trovare un altro semino, Franco adotterà Lia e la Cirinnà consentirà comunque a Tommaso di adottare anche lui Lia in quanto figlia adottiva di Franco, senza passare dalla normale trafila. Ecco dunque spiegato a chi non sia affetto da «palese ignoranza giuridica» come la Cirinnà favorisce e anzi organizza l’utero in affitto.

Lo fa solo tramite l’articolo 5 per cui, se fosse tolto quello, il problema dell’utero in affitto non si porrebbe più? La risposta è no. Resterebbe, infatti, l’articolo 3 n. 4 che recita: «Le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. La disposizione di cui al periodo precedente non si applica alle norme del codice civile non richiamate espressamente nella presente legge nonché alle disposizioni di cui al Titolo II della legge 4 maggio 1983, n. 184». 

Torniamo a breve sul resto di questa norma, ma per ora c’interessa la frase finale che sembrerebbe escludere dall’automatica applicazione alle coppie di omosessuali “civilunite” la materia della legge 184 del 1983, cioè la materia delle adozioni. Sembrerebbe, appunto. Perché non sono escluse «le disposizioni della legge 4 maggio 1983, n. 184» ma solo «le disposizioni di cui al Titolo II della legge 4 maggio 1983, n. 184». Dunque, qualcuno potrebbe dire, quelle del Titolo II, ma non quelle degli altri Titoli. Nella legge 184 c’è anche il Titolo III che riguarda l’adozione internazionale. Sappiamo anche noi che si può sostenere che il Titolo II contiene norme generali che in quanto tali si dovrebbero applicare anche alle adozioni internazionali. Ma questa tesi non è ovvia: e come pensa il gentile lettore che i giudici italiani – di cui conosciamo già i salti mortali per far rientrare gli uteri affittati all’estero nella normativa esistente – interpreterebbero questo articolo della Cirinnà?

Cambia qualcosa se anziché di adozioni si parla di «affido rinforzato», secondo la geniale pensata di alcuni parlamentari del Pd? Cambia solo il nome, perché l’affido è concettualmente un’altra cosa, è temporaneo e prevede la possibilità che il bambino possa poi tornare dai genitori – qui Lia tornerebbe da Nancy, che ha affittato l’utero, o dalla signora gentile che ha fornito l’ovino, o da tutte e due? – e quello che è spacciato per affido, tra l’altro con una grave ferita inferta all’istituto dell’affido in genere, che aiuta tanti minori, è in realtà l’adozione sotto altro nome.

Infine, se sparissero l’articolo 5 e nel n. 4 dell’articolo 3 si facesse riferimento a tutta legge 184 e non solo al Titolo II, saremmo tutelati contro l’utero in affitto? In realtà no, perché la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha già stabilito, in particolare nel caso delle unioni civili austriache (sentenza “X contro Austria”), che nessuno Stato europeo è obbligato a regolare le unioni omosessuali in materia simile al matrimonio (non importa il nome) ma, se lo fa, non può poi discriminare le coppie omosessuali rispetto a quelle formate da un uomo e una donna in materia di adozioni. E dal momento che nelle coppie formate da marito e moglie ciascuno può adottare il figlio biologico o adottivo dell’altro coniuge senza passare dal normale iter dell’adozione, in forza dell’attuale articolo 44 della legge 184, l’estensione dal coniuge al “civilunito” omosessuale dello stesso diritto sarebbe inevitabile applicando una giurisprudenza europea che esiste già.

Quello che fa scattare l’applicazione della giurisprudenza è il fatto che la Cirinnà introduce di fatto il “matrimonio” fra omosessuali, chiamandolo “unione civile” per pure ragioni tattiche. Lo disse all’inizio di questa avventura l’onorevole Scalfarotto, intervistato da Repubblica il 16 ottobre 2014: «L’unione civile non è un matrimonio più basso, ma la stessa cosa. Con un altro nome per una questione di realpolitik». Chi si contenta del fatto che le “unioni civili” della Cirinnà non si chiamino matrimonio, finirà per avere anche il nome “matrimonio”. Il 28 dicembre 2015, sul Corriere della sera, Micaela Campana, responsabile welfare e terzo settore del Pd e attivissima in questi giorni nell’organizzare per conto di Renzi il consenso parlamentare alla Cirinnà, così si esprimeva: «Il Pd, appena dopo l’approvazione delle unioni civili, non può che incamminarsi sulla strada dei matrimoni gay».

In verità, nella Cirinnà c’è già una norma destinata a fare da apripista al cambio di nome delle unioni civili in “matrimoni”. È l’articolo 8, numero 1, lettera (b), che delega il governo, entro sei mesi dall’entrata in vigore della Cirinnà, ad adottare un decreto legislativo che contempli «l’applicazione della disciplina dell’unione civile tra persone dello stesso sesso regolata dalle leggi italiane alle coppie formate da persone dello stesso sesso che abbiano contratto all’estero matrimonio, unione civile o altro istituto analogo». Ecco già introdotta nella legge la parola “matrimonio”. Basterà “sposarsi” in Spagna o in Francia, e ci si potrà anche chiamare marito e marito, o moglie e moglie. A quel punto, spunterà un giudice che dirà che si discrimina chi si “civilunisce” in Italia rispetto a chi si “sposa” all’estero, e che anche quello dei “civiluniti” omosessuali dev’essere chiamato “matrimonio”. E il piatto matrimoniale sarà servito, con contorno di adozioni e utero in affitto.

Ripetiamolo ancora una volta, a scanso di equivoci. Le unioni civili della Cirinnà non andrebbero bene neanche se chiudessero le porte ad adozioni, utero in affitto e cambio di nome in “matrimonio”. Qui abbiamo solo voluto rispondere a chi sostiene, in modo arrogante e maleducato e dando dell’ignorante a chi dissenta, che nella Cirinnà l’utero in affitto non c’è. Mentre è vero precisamente il contrario.

Articolo estratto da La Nuova Bussola Quotidiana

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-cosi-la-cirinna-legalizza-nei-fattilutero-in-affitto-14966.htm

Le Stelle Danzanti, immagini e brani dal romanzo di Gabriele Marconi | A Roma

Comitato 10 Febbraio – Comunicato

  
Siamo lieti di annunciare il sostegno e la partecipazione ad una bellissima mostra presso la Casa del Ricordo, allestita nell’ambito delle Celebrazioni per l’Impresa fiumana. E siamo orgogliosi dell”edizione speciale” de “Le Stelle danzanti” di Gabriele Marconi dedicata all’attività del Comitato 10 Febbraio.”L’Impresa fiumana – spiega l’autore – fu un sogno condiviso e realizzato. Uno slancio d’amore che non ha eguali nella storia. D’Annunzio, sì, fu l’interprete ispirato di quello slancio, il Comandante, il Vate che guidò quella straordinaria avventura, ma protagonisti assoluti furono i tantissimi giovani che, disertando o scappando da casa, si riversarono nella città irredenta e là rimasero per oltre un anno”.

Cos’è il Movimento per la Vita ed il Progetto Gemma

  

Una mamma in attesa nasconde sempre nel suo grembo una gemma (un bambino) che non andrà perduta se qualcuno fornirà l’aiuto necessario. Progetto Gemma offre ad una mamma un sostegno economico che le può consentire di portare a termine con serenità il periodo di gestazione, accompagnandola nel primo anno di vita del bambino. 

E’ un’idea in più per collaborare con gli oltre 331 Centri di aiuto alla vita che offrono in tutta Italia accoglienza e sostegno alle maternità più contrastate. Il contributo degli adottanti è un segno tangibile di presenza e di aiuto concreto, nonchè una prima risposta per dare coraggio alle mamme. Attraverso questo servizio, con un contributo minimo mensile di 160 euro, si può adottare per 18 mesi una mamma e il suo bambino. Chiunque può fare queste adozioni: singoli, famiglie, gruppi parrocchiali, di amici o di colleghi, comunità religiose, condomini e classi scolastiche. Hanno aderito al Progetto anche Consigli comunali e perfino gruppi di carcerati. Spesso l’adozione viene proposta come dono per matrimoni, battesimi, nascite o in ricordo di una persona cara. Dal 1994 al 2011, i bambini nati grazie a Progetto Gemma sono stati circa 15.000 e solo per l’anno 2011 le mamme aiutate sono state più di 1000. Che gioia sapere che un bambino è nato e una madre non ha abortito grazie alla tua solidarietà: sentirsi non solo genitori di un bambino, ma anche fratello o sorella di una mamma che finalmente sorride.

Se vuoi dare un contributo per aiutare una mamma ed il suo bambino che deve nascere, chiama il n. 02-48702890: adotterai entrambi ed avrai aiutato una nuova vita a nascere. Progetto Gemma è il servizio per l’adozione prenatale a distanza di madri in difficoltà, tentate di non accogliere il proprio bambino.

Movimento per la vita – Civitavecchia

https://www.facebook.com/Movimento-per-la-vita-civitavecchia-105119022974802/
  

Siamo tutti sullo stesso barcone | Ciclo di Conferenze a Roma

Per tutti gli amici di ROMA (e Roma Nord in particolare):
  
Quattro Incontri su temi di assoluta attualità e importanza che si terranno nella Parrocchia Santa Gemma Galgani, via Monte Meta 1, zona Montesacro Alto (Piazza Monte Gennaro). VI aspettiamo!

Gli incontri in programma sono:

– Sabato 16 gennaio, h 18.00: GENDER: un’ideologia in guerra con la realtà (G. Marletta);

– Sabato 20 febbraio, h 18.00: PORNOGRAFIA, ciber-sex e nuove tendenze: impatto sulla mente e sulle relazioni (Alessandra Conti, psichiatra)

– Sabato 19 marzo, h 18.00: I SOCIAL NETWORK: per una connessione responsabile (Josy Cusumano, psicoterapeuta);

– Sabato 16 aprile, h 18.00: LA FABBRICA DEGLI SCHIAVI: mode, ideologie e maniopolazione di massa (G. Marletta).

“Grillo a bordo del Britannia nel 1992” | Radio IRIB, riporta una notizia che fa comprendere le attuali dinamiche politiche

  

Mentana: “Beppe Grillo era a bordo del famoso Britannia nel 1992.”
Emma Bonino: “Non so a che titolo fosse lì”

Beppe Grillo, nel 1992, era a bordo della Britannia – Da Radio IRIB

Sì, proprio quella Britannia, sulla quale i potentati della perfida Albione costrinsero il Governo Italiano a dare il via alle privatizzazioni industriali, ovviamente allo scopo di arricchire ancora di più chi tiene in mano. Assieme all’attuale leader del M5S erano presenti Mario Draghi, Mario Monti, Emma Bonino, Giuliano Amato, vari esponenti della famiglia Agnelli, il presidente della Banca Warburg, Herman van der Wyck, il presidente dell’ Ina, Lorenzo Pallesi, Jeremy Seddon, direttore esecutivo della Barclays de Zoete Wedd, il direttore generale della Confindustria, Innocenzo Cipolletta e decine di altri manager ed economisti internazionali, invitati dalla Regina Elisabetta in persona.

Mentana era al porto di Civitavecchia con la troupe del TG5, intervistò per qualche minuto Beppe Grillo che era sbarcato dal tender del panfilo Britannia, Grillo al microfono che lei impugnava disse che a bordo del Britannia erano state discusse cose molto interessanti. La sua risposta è importante, perchè colloca Grillo in una posizione netta rispetto alla politichina che sta tentando di affermare manipolando giovani cervelli.

Anche Emma Bonino ha confermato la presenza a bordo del comico genovese: “Non so a che titolo fosse lì, ma la cosa mi parve abbastanza strana. Oggi tutto è più chiaro”

In quei giorni vi furono indignate prese di posizione della stampa nazionalista. Vi furono preoccupate interrogazioni parlamentari di esponenti del Msi. E vi fu un coro di voci allarmate che denunciarono la «regia occulta» dell’incontro, le strategie dei «poteri forti», la «svendita dell’industria italiana». L’uso del panfilo della Regina Elisabetta sembrò dimostrare che la crociera del Britannia era stata decisa e programmata dal governo di Sua Maestà. E il fatto che l’evento fosse stato organizzato da una società chiamata «British Invisibles» provocò una valanga di sorrisi, ammiccamenti e battute ironiche.

Cominciamo dal nome degli organizzatori. «Invisibili», nel linguaggio economico-finanziario, sono le transazioni di beni immateriali, come per l’appunto la vendita di servizi finanziari. Negli anni in cui fu governata dalla signora Thatcher, la Gran Bretagna privatizzò molte imprese, rilanciò la City, sviluppò la componente finanziaria della sua economia e acquisì in tal modo uno straordinario capitale di competenze nel settore delle acquisizioni e delle fusioni. Fu deciso che quel capitale sarebbe stato utile ad altri Paesi e che le imprese finanziarie britanniche avrebbero potuto svolgere un ruolo utile al loro Paese. «British Invisibles» nacque da un comitato della Banca Centrale del Regno Unito e divenne una sorta di Confindustria delle imprese finanziarie. Oggi si chiama International Financial Services e raggruppa circa 150 aziende del settore. Nel 1992 questa organizzazione capì che anche l’Italia avrebbe finalmente aperto il capitolo delle privatizzazioni e decise di illustrare al nostro settore pubblico i servizi che le sue imprese erano in grado di fornire.

Come luogo dell’incontro fu scelto il Britannia per tre ragioni. Sarebbe stato nel Mediterraneo in occasione di un viaggio della regina Elisabetta a Malta. Era invalsa da tempo l’abitudine di affittarlo per ridurre i costi del suo mantenimento. E, infine, la promozione degli affari britannici nel mondo è sempre stata una delle maggiori occupazioni del governo del Regno Unito.

  
Il link sul sito: http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/167041-mentana-“beppe-grillo-era-a-bordo-del-famoso-britannia-nel-1992-”-emma-bonino-“non-so-a-che-titolo-fosse-lì”

AURHELIO | Lettera-appello ai nostri sostenitori > Gennaio 2016

  
Salve a tutti, con questo comunicato ci rivolgiamo a chi ci è stato vicino, in questi anni, nonostante le numerose difficoltà. Abbiamo mantenuto l’impegno per l’affermazione di una visione tradizionale della vita e del mondo e di una concezione spirituale dell’esistenza, anche e soprattutto nel comprensorio del litorale nord di Roma.
Contro tutte le rese, nonostante tutte le diserzioni, contro le tentazioni di mollare la battaglia che ci propone questo mondo moderno.

Qualche mese fa, un nostro militante ha pubblicato una foto – senza accorgersi che era protetta da copyright (cosa non facile)  – in relazione ad un articolo sul nostro sito. A seguito di ciò, il legittimo autore dello scatto ci ha accusato di violazione del copyright.

Per tale motivo ad una prima richiesta di una ingentissima somma di risarcimento, con la minaccia che nel caso non fosse stata esaudita saremmo stati portati a processo, abbiamo usufruito della buona disponibilità di un nostro amico Avvocato per risolvere il problema è segnalare la nostra disponibilità a rimuovere la foto oltre che riconoscere una somma seppur modesta per l’effettivo utilizzo. L’Avvocato ha lavorato duramente e quasi gratuitamente per spiegare che la nostra iniziativa, non è a scopo di lucro e che svolge spesso attività di solidarietà proprio per perseguire le sue finalità (nel particolare si possono conoscere le nostre attività sulla pagina http://www.aurhelio.it/chi-siamo/ ). 

A fronte di questa evidenza, con tutti gli sforzi del nostro Avvocato di fiducia, il legale dell’autore della foto non ha voluto sentire ragioni e minacciando che al contrario ci avrebbe portato a processo, ci ha richiesto un rimborso pari ad una somma della metà dell’importo iniziale (praticamente un terzo del nostro bilancio annuale) da saldare, a partire dal 15 del mese di dicembre, con il pericolo di dover pagare la cifra iniziale ed anche le spese processuali.

Per ammortizzare tale somma, oltre ai notevoli contributi che i militanti versano ogni mese, per sostenere le iniziative che portiamo avanti, ci occorre un aiuto.

Un aiuto vitale.

Facciamo quindi appello a chi sostiene il nostro percorso, a chi ha a cuore tutte le nostre attività e lo sollecitiamo, senza ovviamente alcun obbligo, a visitarci nei nostri giorni di apertura o a contattarci per un darci in sostegno. 

Ci sono varie possibilità: dal versare una quota sostenitore per il tesseramento 2016 oppure in quanto soci, usufruire delle nostre produzioni grafiche ed editoriali. Già molti conoscono i nostri canali, nel caso in cui si intenda conoscerli meglio, è possibile contattarci e saremo lieti di fornire tutte le informazioni. 

Inoltre, nel caso in cui si vogliano fare delle erogazioni liberali, si potrà fare riferimento ad uno dei nostri militanti o alle coordinate segnalate in calce e fare un versamento, per il quale si potrà ottenere una ricevuta, deducibile in parte dal proprio reddito. 

Ringraziando di cuore in anticipo, siamo certi che la sensibilità verso la nostra iniziativa e contro questa tegola che ci è capitata – che potrebbe mettere a repentaglio l’esistenza stessa dell’iniziativa e di tutte le attività che vengono svolte – potrà prendere corpo concretamente. Adesso siete a conoscenza che il nostro futuro, dipende anche da voi. Grazie in anticipo.

In alto i cuori – Aurhelio

Centro Studi Aurhelio | Via della Libertà 22– 00058 Santa Marinella – cst.aurhelio@gmail.com – www.aurhelio.it