Poesia | Giovanni De Paulis, quarto classificato al XXII PREMIO NAZIONALE DI POESIA, “SANTA TERESA” 2015

image

Le buone notizie sono contagiose. Non abbiamo fatto in tempo a pubblicare l’articolo relativo alla conquista del Primo premio nell’ambito del XXII PREMIO NAZIONALE DI POESIA, “SANTA TERESA” 2015 – da parte del Prof. Luciano Pranzetti – che siamo stati di nuovo stupiti.
Occorre rendere onore anche a Giovanni de Paulis, quarto classificato, che, in questa competizione ha già lucrato un primo e un terzo premio. La sonnacchiosa Santa Marinella dunque, in questa XXII edizione, ha fatto, in pratica, il pieno. Una poesia intensa e significativa che, come tutte le vere opere d’arte, si gode nel momento dell’approccio, si apprezza con la meditazione sui verdi e ci interroga sul senso della vita. 
Un plauso, dunque, anche a Giovanni De Paulis che dona lustro poetico alla nostra cittadina. 
 
Anche per lui, lasciamo spazio alla composizione …. 
 
 
LA VITA

di Giovanni de Paulis

 
Mentre che andavo a prendere il giornale
dal tabaccaio dentro al vicoletto,
ho visto che da un grosso cassonetto
sporgeva un alberetto di Natale.
 
Aveva ancora qualche ciondoletto,
la neve di bambagia e un bel puntale.
A quel vedere son rimasto male
perché guardando bene quel quadretto.
 
Vi ho visto quel percorso che la vita
riserva a tutti quanti senza scampo
ed anche se ci pare ch’è infinita…
 
Son solo sogni! Lei, senza riguardo,
passa per tutti uguale, e come un lampo
ci fa trovar vicini a quel traguardo
 
anche se sei gagliardo
com’era poco fa quell’alberetto
che sporge, triste, da quel cassonetto
 
Io, con malinconia,
gli faccio una carezza sul puntale
e, mesto vado a prendere il giornale.
 
Chissà quant’è la gioia che ha donato
quando lui stava lì, in quell’angoletto
pieno di cose belle e inghirlandato
da nastri, palle e qualche regaletto.
 
Al figlioletto, tutto emozionato,
ai genitori, e pure a quel nonnetto
che tremebondo e tutto indaffarato
l’addobba meglio assai d’un architetto.
 
Questo è successo solo un mese fa’,
e adesso che la festa è già finita
l’hanno gettato via senza pietà.
 
E lui sembra che dorme, rassegnato,
perché ha capito che così è la vita:
è inutile pensare a quel passato
 
nel quale sei stimato
finché tu dài, qualunque cosa sia,
ma quando non dài più ti buttan via.

Settimana Notizie ProVita | Resta aggiornato

 image

STOP MATRIMONIO GAY! STOP CIRINNA’! IL POPOLO PRO-FAMILY SI MOBILITA: FIRMA ANCHE TU!

Continua la raccolta di firme per la petizione  contro il ddl Cirinnà, che istituirebbe il matrimonio gay in Italia. Il progetto di legge Cirinnà rischia di dare una definitiva spallata culturale e valoriale alla famiglia naturale, tutelata dalla Costituzione in quanto luogo dove nascono, crescono e sono educati i figli, il futuro del nostro popolo.

http://www.notizieprovita.it/legislazione/stop-cirinna-il-popolo-pro-life-si-mobilita-firma-anche-tu/  

BRUGNARO RISPONDE ALL’ETEROFOBIA DI ELTON JOHN

Il Giornale d’Italia ha pubblicato la risposta di Brugnaro agli insulti di Elton John, malato di eterofobia. Via Twitter scrive: “Caro #EltonJohn Lei mi offende per sostenere le Sue ragioni ma credo che rappresenti bene solo l’arroganza di chi è…

http://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/brugnaro-risponde-alleterofobia-di-elton-john/

GENDER – IL MEETING CENSURA I PADRI DOMENICANI

Dal nostro Inviato speciale al Meeting, apprendiamo del veto che gli organizzatori hanno messo sulla conferenza che avrebbe dovuto tenere Padre Carbone sul gender. Abbiamo già scritto che l’edizione di quest’anno del Meeting di Rimini non prevede incontri ufficiali…

http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/gender-il-meeting-censura-i-padri-domenicani/

MATRIMONIO GAY, DOPO DIVORZIO, ABORTO… E POI IL CANNIBALISMO?

Pensando a come fosse inconcepibile il matrimonio gay fino a pochi anni fa, e come si va “normalizzando” velocemente, rispolveriamo una lettura di qualche tempo fa. “Da tabù a tema accettato da tutti, il viaggio delle idee secondo Overton”,…

http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/matrimonio-gay-dopo-divorzio-aborto-e-poi-il-cannibalismo/

ABORTO – “STREGHE PRO PLANNED PARENTHOOD”

Lo scandalo di Planned Parenthood che lucra dalla vendita delle vittime dell’aborto, ha provocato l’intensificazione delle proteste dei prolife americani. Lo scorso weekend, durante una di queste manifestazioni davanti a una clinica del Michigan c’è stata in contemporanea una…

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-streghe-pro-planned-parenthood/

GENDER A SCUOLA, DIRITTO ALL’EDUCAZIONE, SCUOLA PARENTALE

La scuola parentale è una realtà, in diverse parti d’Italia e ancor più all’estero. Serve a tenere alla larga il “gender” dalla scuola, ma non solo. Serve a garantire ai genitori il “diritto di istruire ed educare la prole”,…

http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/diritto-alleducazione-scuola-parentale/

EDUCAZIONE SESSUALE E DIRETTIVE OMS: ALCUNE NOTE A MARGINE

A proposito degli Standards per l’Educazione Sessuale in Europa di cui tanto abbiamo parlato, sottolineiamo alcuni elementi che riteniamo fortemente problematici, sui quali forse non si è riflettuto abbastanza. – Circa l’educazione sessuale, in ogni casa vi sono delle variabili…

http://www.notizieprovita.it/filosofia-e-morale/educazione-sessuale-e-direttive-oms-alcune-note-a-margine/

ABORTO: LE CONSEGUENZE FISICHE DI CUI NON PARLA NESSUNO

Abbiamo più volte parlato delle conseguenze nefaste dell’aborto sulla salute delle donne. Non solo i problemi psicologici connessi alla sindrome post abortiva, ma anche i problemi fisici, soprattutto in vista di ulteriori gravidanze. LifeSiteNews ci informa dei risultati di…

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-le-conseguenze-fisiche-di-cui-non-parla-nessuno/

MATRIMONIO GAY: QUANDO AD OPPORSI È PERSINO “L’ORGOGLIO GAY”

Molti omosessuali vegliano con le Sentinelle in piedi. Molti si oppongono al matrimonio gay. Alcuni vivono con più o meno disagio la loro attrazione per le persone dello stesso sesso. Altri invece sono ben contenti di essere gay. Anzi…

http://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/matrimonio-gay-quando-ad-opporvisi-e-persino-lorgoglio-gay/

ABORTO, RITO SACRO PER I SATANISTI

Molti non non credono all’esistenza del  diavolo, perciò non dirò che l’aborto è la sua più bella invenzione. Non si può non credere, però, all’esistenza dei satanisti e delle sette sataniche, che – in modo più o meno nascosto…

http://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/aborto-rito-sacro-per-i-satanisti/ 

____________________________________________________________

image

TI PIACCIONO LE NOSTRE ATTIVITA’ E VUOI SOSTENERCI?
Il Tuo contributo è fondamentale, ecco come puoi farlo!

Conto Corrente Postale
Intestatario: ProVita Onlus
CCP: 1018409464

Conto Corrente Bancario
Intestatario: ProVita Onlus
Banca: Cassa Rurale Alta Vallagarina
IBAN: IT89 X083 0535 8200 0000 0058 640

____________________________________________________________ 

SEGUICI SU FACEBOOK – Notizie ProVita

SEGUICI SU TWITTER – @provita_tweet

___________________________________________________________

Per qualsiasi comunicazione la invitiamo a inviare una mail compilando l’apposito modulo presente al seguente indirizzo www.notizieprovita.it/contatti. In ottemperanza alle normative vigenti a tutela della privacy, è sua facoltà, in ogni momento,  chiedere  la rimozione del suo indirizzo email massimiliano.baldacci@tin.it dagli archivi di ProVita rinunciando a partecipare a future campagne in difesa della Vita.

Il Prof. Pranzetti protagonista assoluto al XXII PREMIO NAZIONALE DI POESIA, “SANTA TERESA” 2015 di Rosignano Solvay

Santa Marinella, spesso, balza alle cronache nazionali per notizie non molto simpatiche. Questa volta abbiamo invece l’onore di essere tra i primi a comunicare la notizia che un nostro stimato cittadino, amante ed eccellente interprete delle arti, nonché fine poeta ha conquistato il Primo premio nell’ambito del XXII PREMIO NAZIONALE DI POESIA, “SANTA TERESA” 2015, Rosignano Solvay – Li.

Il Prof. Luciano Pranzetti, questo il nome dell’insuperato ambasciatore delle liriche vittoriose, porta dunque di nuovo sul trono il nome di Santa Marinella. Quest’ultima a dire il vero, si rivela scostante è un po sonnacchiosa nel riconoscergli quel ruolo di timoniere della cultura in cui tanti sperano di vederlo nel futuro. Per coloro che sono interessati, ricordiamo che la cerimonia di premiazione si terrà il 26 settembre h. 16,00 presso il teatro parrocchiale della chiesa di Santa Teresa a Rosignano Solvay (Li).

Adesso silenzio, entriamo nell’atmosfera del componimento …..

 

IL TUO ROSARIO, O MADRE

 

Pende, dal Crocifisso fitto al muro,

sopra il mio letto, o madre, il tuo rosario,

a te compagno tacito e sicuro

nell’ascesa al Calvario.

 

Non v’ha decina alcuna che sia intera,

ché lo scorrer dei grani fra le dita

le consumò, tu, assidua alla preghiera

com’eri nella vita.

 

Nel corso inesorabile degli anni,

cadder le perle come lievi rose,

tra caste gioie e amaricanti affanni

che a te il Signor dispose.

 

Ricordi? Inerme ostaggio alla narcosi,

nel letto d’ospedale, mi vegliavi,

e, in silenzio, i misteri dolorosi

assorta contemplavi;

 

o quando, in quel lontan tredici maggio,

un sabato di sol pomeridiano,

al termine giungesti del tuo viaggio

col tuo rosario in mano.

 

Talor, sai? quando a notte il sonno è assente,

parmi sentir vagare un bisbiglío,

e un litaniar come alito fluente

fatto d’accento pio.

 

Ė la tua voce, o madre, che permane

qual melodioso cadenzare e lento,

tra i grani stinti. E allor, nell’ombre vane

sorrido e m’addormento

 

Pende, dal Crocifisso fitto al muro,

sopra il mio letto, o madre, il tuo rosario,

a me compagno tacito e sicuro

nell’ascesa al Calvario.

 

 Prof. Luciano Pranzetti

 image

All’inferno e ritorno – Christiane F. | Caterpillar

Torniamo sulle vicende che, in questi giorni di fine estate, occupano ampi spazi sui media. Il rapporto dei giovani con le droghe, l’incapacità di misurarsi con la libertà,  la necessità di una seria politica di prevenzione sul territorio. Questo contributo ci viene offerto da un punto di osservazione privilegiata, quello di chi opera quotidianamente a contatto con i giovani che in comunità decidono di uscire dalla trappola delle dipendenze.

Aurhelio

In questi giorni che le cronache televisive ci dicono quotidianamente di giovani morti per droga e di discoteche dove lo sballo sembra prevalere sul ballo,  qualcuno alla fine – di fronte alle inquietanti sirene del consumismo,  del permissivismo, dell’indifferenza, dell’egoismo – ci dovrà pur chiedere conto di questa generazione allo sbando. 

E una potrebbe essere proprio Christiane Vera Felscherinow: in una delle tante pagine facebook a lei dedicate, un utente scrive: “I’m so happy, you are alive”. Alive, viva. 

Allora Christiane F. non è morta, ed è un fatto straordinario per chi ha letto il suo diario maledetto, un cult nell’Europa degli anni ’80, del muro e delle due Germanie, Vir Kinder vom Bahnhof Zoo.In Italia arrivò nel 1981 per Rizzoli con il titolo Christiane F. Noi i ragazzi dello zoo di Berlino.Quel Tiergarten che una generazione prima aveva visto immolarsi la gioventù hitleriana nell’ultima disperata difesa di Berlino… 

image Fu un romanzo generazionale, il resoconto devastante di un’eroinomane tredicenne: possiamo ammettere oggi che, dopo Christiane, la letteratura dell’eroina porta il suo nome. Neanche Giovanni Testori forse arrivò a tanto nel suo In exitu: inarrivabile, eppure forse nemmeno questo colto, raffinato e grandissimo artista riuscì nell’esprimere la tensione tragica dei suoi fantasmi interiori e delle ombre della nostra società come Christiane, questa ragazzina di Gropiusstadt, fatta di ero, di acidi, anfetamine, una che a dodici anni aveva provato il primo chilom, con gli amici della Haus der Mitte, lugubre ricovero psichedelico di un quartiere dormitorio. 

Fu, quel romanzo, la gloomy sunday di almeno due generazioni, fu la canzone del suicidio, della musica suonata da David Bowie nella colonna sonora del film: una partitura per overdose…

Non c’è epopea, ci sono pochi sopravvissuti, i morti in quel diario non presentano mostrine al petto, come Babsi, Babette Doge, titolavano i maggiori tabloid del tempo, “la più giovane vittima dell’eroina”, aveva 14 anni. O Detlef, che faceva marchette, sui marciapiedi del Bahnhof Zoo, con i pederasti, clienti di Atze, Lufo, Bernd, nei gabinetti di Bulowbogen nella Potzdamestrasse. O Stella, stesa sul suo vomito, bella da sembrare viva. Non era una diario e basta, era una serpe covata in seno.

Christiane è viva? Una supplica o piuttosto un sortilegio.   

È sopravvissuta, ha 52 anni, ed è già una notizia; è tornata al suo diario per raccontare la seconda vita, per l’esattezza “La mia seconda vita”, scritta a quattro mani con Sonja Vukovic, presentatoqui in Italia durante la Fiera del Libro di Torino. 

Oggi ha un volto, ma un tempo il suo stigma era il giubbotto di pelle, il fumo della Kurfustendamm che scoloriva dietro di lei, i capelli lisci, i jeans cuciti a pelle, efebica, scavata, era l’icona spettrale di una generazione di automi, e tale era nell’immagine che Natja Brunckhorst restituì nel film omonimo, diretto da Uli Edel.

Come e più del libro, il film contribuì non poco a rendere nota nel mondo occidentale la piaga della prostituzione e della tossicodipendenza giovanile. 

Christiane non fu la rivoluzione, fu un’involuzione – etica e sociale – senza epopea, in quegli anni Ottanta rappresentò una sorta di residuo, di scheggia resistente, in un orizzonte che si faceva ludico e ovattato e in cui il cinema cominciava a tendere verso l’edulcorato e il politicamente corretto – come le nuove droghe e il nuovo atteggiamento della società, di media e degli intellettuali verso di queste. Dopo la stagione degli anni di piombo, la droga come utopia annichilente, come l’interezza assoluta e maledetta cui sacrificare la propria vita, in una sorta di blasfema cupio dissolvi senza alcuna speranza di redenzione, stravolgendo l’anelito paoliniano del perdersi nell’amore in Cristo (Paolo, Filippesi, 1) nell’offerta tossica di sé alla droga e alla morte: una sorta di poetica tragica e necrofila di una contemporaneità vulnerabile, popolata dai suoi paurosi lemuri..

Uno spaccato preciso, esatto, di quegli anni ’80, del rapporto giovani-droga, per vedere il volto osceno e devastato della droga, il suo volto di morte. Perché se i sottoproletari pasoliniani, come i protagonisti di Christiane F., avevano ancora una luce, che era quella della purezza rispetto al conformismo del mondo circostante, invece la tossicodipendenza odierna non ha più nulla di poetico: divenuta purtroppo più banale e superficiale, una moda edonistica e consumistica, e come tale tollerata, se non incoraggiata dal sistema…

 image

Libro e film maledetti, ma anche capolavori realmente compresi solo da chi ha vissuto dal di dentro l’esperienza infinita della tossicodipendenza, o da chi ha vissuto a diretto contatto con i drogati… 

E uno spietato atto d’accusa contro il mondo degli adulti, spettatori distratti e assenti di un tragico naufragio di cui non si conoscevano superstiti.

Ora sappiamo che una giovane naufraga scampò allora ai gorghi della droga, chissà se nel suo nuovo libro, come un messaggio affidato ad una bottiglia, ci sono le mappe e le rotte di un’altra storia, di una possibile salvezza anche per i giovani e inconsapevoli drogati d’oggi… 

Una resurrezione, quella di Christiane, giovanissima vittima sacrificale di una società e una cultura che ha rinunciato ad ogni valore e ai suoi stessi figli!

Caterpillar 

Immigrazione, idee chiare e solida fede | Card. Giacomo Biffi

Di fronte alla totale inadempienza dello Stato e allo sterile buonismo pietista clericale è bene ricordare le parole del cardinal Giacomo Biffi sul l’immigrazione, al Seminario della Fondazione Migrantes, 30 settembre 2000

 image

Dovrebbe essere evidente a tutti quanto sia rilevante il tema dell’immigrazione nell’Italia di oggi; ma credo sia altrettanto innegabile l’inadeguata attenzione pastorale e lo scarso realismo con cui finora esso è stato valutato e affrontato. Il fenomeno appare imponente e grave; e i problemi che ne derivano sono per molti aspetti nuovi, contrassegnati da inedite complicazioni, provvisti di una forte incidenza sulla vita delle nostre popolazioni. (…) I generici allarmismi senza dubbio non servono, ma nemmeno le banalizzazioni ansiolitiche e le speranzose minimizzazioni. (…) Le comunità cristiane ammirevoli in molti casi nel prodigarsi prontamente ad alleviare disagi e pene, sono sprovviste finora di una visione non astratta. (…) Le generiche esaltazioni della solidarietà e del primato della carità evangelica – che in sé e in linea di principio sono legittime e anzi doverose – si dimostrano più generose e ben intenzionate che utili, se rifuggono dal commisurarsi con la complessità del problema e la ruvidezza della realtà effettuale (…) E’ incontestabile, per esempio, il principio che a ogni popolo debbano essere riconosciuti gli spazi, i mezzi, le condizioni che gli consentano non solo di sopravvivere ma anche di esistere e svilupparsi secondo quanto è richiesto dalla dignità umana (…). Ma non se ne può dedurre – se si vuol essere davvero “laici” oltre tutti gli imperativi ideologici – che una nazione non abbia il diritto di gestire e regolare l’afflusso di gente che vuol entrare a ogni costo. Tanto meno se ne può dedurre che abbia il dovere di aprire indiscriminatamente le proprie frontiere. Bisogna piuttosto dire che ogni auspicabile progetto di pacifico inserimento suppone ed esige che gli accessi siano vigilati e regolamentati. E’ tra l’altro davanti agli occhi di tutti che gli ingressi arbitrari determinano fatalmente da un lato il dilatarsi incontrollato della miseria e della disperazione (e spesso pericolose insorgenze di intolleranza e di rifiuto assoluto), dall’altro il prosperare di un’industria criminale di sfruttamento di chi aspira a varcare clandestinamente i confini (…).

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/7283

selezione a cura di Roberto De Lorenzo Meo 

Eden, un dipinto …..

image

I disastri ecologici provocati dallo spadroneggiamento dell’ uomo sulla terra, attraverso l’uso sconsiderato della liberta’, hanno sfigurato il volto alla bellezza del Creato.

Solo avendo gli occhi spirituali aperti, dopo aver superato la mondana mescolanza tra i fantasmi della fantasticheria, possiamo assaporare la dolce nostalgia di quell’antico EDEN che ci apparteneva, dove tutto e’ bello, buono e perfetto, dove le nuvole ondeggianti si formano tra correnti d’aria di varia direzione, avvolgendo le alte vette del Divin Spirito……… da cui deriva ogni Bellezza.

Roberto De Lorenzo Meo

Campo Estivo 2015 – Il Fronte della Tradizione a raccolta sull’Etna

Come inesorabilmente e ininterrottamente da più di trentacinque anni, anche questa estate sulle pendici dell’Etna, Heliodromos organizzerà il consueto campo di formazione militante. Aurhelio sospenderà le sue attività e tra queste la pubblicazione dei post. Tra una settimana riprenderà le sue normali attività  

7825253266_49855e165e_z

Nel mese di Agosto in Sicilia, presso un’azienda agrituristica, le giornate saranno caratterizzate dal lavoro comunitario, da interventi culturali, da escursioni e da dibattiti su temi dottrinari ed organizzativi.

download

Come ogni anno, le comunità aderenti al Fronte della Tradizione hanno confermato la presenza e si adopereranno per la buona riuscita del campo. Quindi, dall’alba al tramonto: formazione, cultura, sport, lavori agricoli, approfondimenti dottrinari e recupero delle arti e dei mestieri antichi, per una autentica ricreazione del corpo e dello spirito.

Un momento sempre atteso che sancisce il termine e il nuovo ciclo delle stagioni dell’anno, per il militante della Tradizione. 

 

conferenza-200x200

 

Il Sogno della moglie di un Martire | La memoria

“Sedevo vicino alla tomba. Pioveva.
Sulla lapide era scritto ‘Martire Mostafa Ahmadi Roshan’.
 
image
 
Sobbalzai dal letto. Mi aveva chiesto la mano, ma non eravamo ancora sposati. Dopo il matrimonio, ridendo e scherzando gli raccontai del sogno. Egli disse: “La melanzana di Bam non ha parassiti” (proverbio persiano per indicare che non sarebbe accaduto nulla di male).
Ma una volta gli chiesi seriamente: “Mostafa, quando diventerai martire?”
Senza pensarci mi disse: “A trenta anni”.
Cadeva la pioggia la notte che lo abbiamo seppellito…”
Racconto della moglie del martire Mostafa Ahmadi Roshan, scienziato nucleare e professore universitario iraniano, ucciso a Tehran l’11 gennaio 2012, a 31 anni, con una bomba magnetica collocata sulla sua auto da agenti dei servizi segreti israeliani.

Il Ferragosto e le “catene” commerciali, di Francesco Iacovone

Per Ferragosto abbiamo pensato di proporre un articolo divertente e interessante. Aldilà del finale da animella bella e dal solito Moravia melmoso, fino alle ultime righe è ricco di notizie spunti e riflessioni. 
Ringraziamo l’autore per la gentile concessione. 
 
 image
 
Il “sorpasso” delle multinazionali del commercio ai danni di oltre duemila anni di storia. Si, potrei cominciare da qui. Da quel capolavoro di Dino Risi che ha immortalato una capitale quasi lunare dove non trovi un tabacchi aperto e neppure la possibilità di fare una telefonata. Altri tempi, immagini surreali che ritraggono il deserto di Ferragosto degli anni Sessanta e che probabilmente rimarranno uniche e irripetibili.
 .
Quell’indimenticabile capolavoro, più di ogni altro, è in grado di raccontarci il gomito della storia d’Italia, il passaggio dal mondo paleoindustriale a quello consumistico. Non di poco conto, nel simbolismo di Risi, è la scelta non casuale della Via Aurelia, il percorso lungo il quale la vicenda si snoda, l’arteria consolare che esce da Roma e si dirige pigramente verso le riviere di Fregene e dell’alto Lazio, perché è questa la strada che più di altre nel corso degli anni sessanta ha rappresentato un mito collettivo e generazionale: una strada verso la vacanza, l’evasione, il benessere…
.
Credo di aver detto molto sulle aperture dei negozi e centri commerciali nei giorni festivi e, più in generale, sull’impatto che generano gli “shopping park” sulle esistenze dei lavoratori e dei cittadini. Ma sono nato a Roma e si avvicina ferragosto… Implacabilmente i miei pensieri vanno all’origine di questa festa.
.
Il termine Ferragosto deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) e indica una festività istituita dall’imperatore Augusto nell’8 a.C., per celebrare i raccolti e la fine dei principali lavori agricoli. L’antico Ferragosto, oltre agli evidenti fini di auto-promozione politica, aveva lo scopo di collegare le principali festività agostane per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti. Finanche gli animali da tiro, buoi, asini e muli, venivano dispensati dal lavoro e agghindati con fiori. Finanche loro…
.
Ferragosto, nonostante nel corso del tempo sia stato trasformato da festa pagana in festa Cristiana dalla capitale Pontificia, non ha mai perso i suoi connotati popolari. Il Ferragosto nei secoli moderni è rafforzato dall’usanza della “scampagnata fori porta” molto spesso arricchita da storie d’ amore e “de cortello”. Insomma, il Ferragosto dei fuochi d’ artificio, del pollo coi peperoni, del cocomero e dei gavettoni.
.
Duemila anni di storia rinnegati per decreto, quel decreto del governo Monti noto come “salva Italia”, che sta producendo i suoi effetti nefasti ed evidenziando le sue contraddizioni. Molti italiani trascorreranno anche quest’anno il Ferragosto in un centro commerciale,rinunceranno a duemila anni di storia e a un meritato giorno di festa, ormai preda del capitale.
.
Credo fermamente che sia giunta l’ora di riprendiamoci le nostre vite di lavoratori e di cittadini: trascorriamo le feste favorendo la socialità, il riposo, la riflessione, la cultura, lo sport, facciamolo creando le giuste alleanze tra “consumatore inconsapevole” e “lavoratore consumato”. Il modello sociale che ci vogliono imporre attraverso lo sfarzo e le luci dei Centri Commerciali è soltanto un inganno in favore dei profitti delle grandi multinazionali del commercio ed un danno per i lavoratori, i consumatori e la società.
.
Personalmente utilizzerò le mie “feriae Augusti” per riposarmi e ricaricare le pile, nel rispetto dell’antica tradizione romana, così da poter essere pronto per una nuova stagione di lotte alla riconquista dei diritti e del salario; per cercare di spezzare, insieme a voi, quelle catene imposte dalle multinazionali del commercio a milioni di donne e di uomini. Magari sotto l’ombrellone leggerò “Scherzi di Ferragosto” di Alberto Moravia (Racconti romani), a voi l’incipit del testo:
.
“Tutto mi andava male, quell’estate e, come venne Ferragosto, mi trovai a Roma senza amici, senza donne, senza parenti, solo. Il negozio dove ero commesso era chiuso per le ferie, altrimenti, dalla disperazione, pur di trovare compagnia, mi sarei perfino rassegnato a vendere i saldi estivi, mutande, calze, camicie, tutta roba andante. Così, quella mattina del quindici, quando Torello mi venne a strombettare sotto la finestra e poi mi invitò a andare con lui a Fregene, pensai: ‘E antipatico, anzi è odioso… ma meglio lui che nessuno’ e accettai di buon grado. “
.

Ora, provate a immaginare il seguito…

Felice Ferragosto!!

 Francesco Iacovone 

Gender, Scuola, unioni omosessuali, direttive educazione sessuale OMS | Facciamo chiarezza

 image
In questi giorni, dopo il tentativo fallito di dimostrare l’inesistenza della teoria Gender, si è manifestata una certa confusione riguardo le modalità per informarsi circa la natura di questa ideologia. Molti genitori nel comprensorio stanno dando il segnale di un risveglio e con questo articolo tentiamo di portare un po di chiarezza. 
 
DDL BUONA SCUOLA

Nel provvedimento approvato dal governo, denominato buona scuola, sono inserite alcune norme che consentono di aggirare il problema dell’introduzione dell’ideologia di genere nelle scuole attraverso dei corsi contro il bullismo, sulle differenze (anche del presunto genere) sulla tolleranza. A tale proposito riportiamo un estratto da una intervista a Toni Brandi, Presidente della rivista Notizie Provita: “Buona scuola: voi sostenete che esiste una prova del collegamento tra il decreto e l’ideologia del gender. Qual è? «Il decreto legge, al comma 16 si riferisce al piano triennale dell’offerta formativa e promuove nelle scuole di ogni ordine e grado la sensibilizzazione contro la violenza di genere e tutte le discriminazioni. Il che, sembra una cosa giusta; in realtà fa riferimento alle tematiche indicate dall’articolo 5 comma 2 della legge 119 del 2013». Che tradotto vuol dire? «Se vediamo l’articolo 5 comma 2 di questa legge possiamo notare il continuo riferimento alla discriminazione di genere che potrebbe intendere la discriminazione tra i due soli sessi, uomo e donna, come hanno dichiarato numerosi membri della maggioranza. In realtà questa legge fa anche riferimento alla Convenzione di Istanbul che è stata attuata in Italia, di fatto, dalla stessa legge 119. All’articolo 3 della Convenzione c’è scritto: “Con il termine ‘genere’ ci si riferisce a ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti”. Quindi, con queste decreto legge abbiamo l’ideologia del gender nelle nostre scuole».

Contemporaneamente, per un paradossale cortocircuito politico-sindacale, numerose organizzazioni sindacali della scuola sono riuscite ad istituire la raccolta delle firme per indire un referendum abrogativo della legge sulla “buona scuola” che contiene anche le famose norme di cui sopra. Come farci scappare una occasione del genere?
 
Dove firmare per il Referendum contro la riforma della Scuola di Renzi
Tutti i cittadini maggiorenni e aventi diritto di voto possono firmare il referendum, e per farlo potranno recarsi negli uffici comunali di tutti i Comuni italiani.
LUNEDÌ, MERCOLEDÌ E VENERDÌ DALLE ORE 9:00 ALLE ORE 13:00 IN TUTTI I COMUNI RACCOLTA FIRME PER L’ABROGAZIONE DEL DDL SCUOLA. E’ già operativo dal 24 luglio.
Inoltre in movimento per il referendum ha annunciato che presto ci sarà la possibilità di “Sottoscrivere la richiesta di referendum presso appositi banchetti che saranno allestiti in tutto il territorio nazionale”. Ricordiamo che il termine ultimo per la raccolta delle firme è il 25 settembre 2015. Presto sarà allestito un sito internet che a detta degli organizzatori: “Consentirà ai promotori del referendum di riconoscersi in questo spazio virtuale in modo da favorire i contatti sul territorio, la collaborazione e l’organizzazione di comitati territoriali e scolastici”. Tutti uniti insomma, per cercare di modificare la Riforma della Scuola di Renzi, facendo il possibile nel nostro piccolo. Se pensate che l’articolo possa esser utile, commentate, fatelo girare sui social e condividetelo!
 
image
 
DIRETTIVE SULLA EDUCAZIONE SESSUALE DELL’OMS
Il secondo riguarda le direttive dell’OMS in materia di educazione sessuale per gli studenti dai quattro ai (mi sembra) 14 anni – per le scuole dell’obbligo insomma.
Riportiamo integralmente un articolo di Gianni Lannes dal sito www.disinformazione.it 
 
Sesso dall’asilo: lo ordina l’Organizzazione Mondiale della sanità
di Gianni Lannes
Sesso dall’asilo: ordina l’OMS. E i pedofili esultano… al bando la chiesa cattolica 
 
Una civiltà umana può dirsi tale solo se tutela realmente i bambini. Dopo la legalizzazione della pedofilia in Europa ramificata nei parlamenti (alla voce Bruxelles), nei governi, nelle forze armate, nei servizi segreti, nelle magistrature e nelle multinazionali, ecco ora cosa accade. 
L’OMS detta legge: i piccoli corpi sono merce sessuale dalla più tenera età. Detto e fatto: corsi di masturbazione per bambini fino ai 4 anni, al bando la religione cattolica, ovvero le radici cristiane: è l’Oms a ordinarlo. Infatti è in fase di diffusione un vademecum in cui si tracciano le linee guida per la cosiddetta educazione sessuale ai giovani. Secondo il documento, sin dalla culla ora bisognerà insegnare ai bambini a vivere con serenità la propria sessualità, anche attraverso la masturbazione.  

Il documento – elaborato nel 2010 inizia adesso ad essere messo in circolazione – è intitolato “Standard di Educazione Sessuale in Europa” ed è una guida per i governi,  la scuola pubblica e gli specialisti sanitari, sviluppata dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in collaborazione con l’agenzia governativa tedesca per l’Educazione Sanitaria. Viene preso anche a pretesto la diffusione dell’HIV: un virus inventato di sana pianta che mai nessun scienziato ha mai isolato. 

http://www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf

image

Il documento imbottito di evidenti pregiudizi ha iniziato a essere distribuito presso i ministeri dell’Istruzione e della Salute d’Europa, e non è distinguibile da un manuale di corruzione dei minori, ispirato però dai dogmi dell’ideologia di genere. Un testo istituzionale – calato dall’alto – che ignora i genitori come responsabili per l’educazione dei propri figli.

Delle specifiche competenze che la guida consiglia di trasmettere ai bambini dai 0 ai 16 anni, questi sono alcuni esempi citati testualmente nel documento:

Da 0 a 4 anni, l’OMS prescrive l’apprendimento del “godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia”. Da 0 a 4 anni è l’ età ideale per “la scoperta del corpo e dei genitali”. A 4 anni, l’OMS afferma che i nostri figli sono in grado di “esprimere i bisogni, i desideri e i limiti, ad esempio nel gioco del dottore”. Da 4 a 6 anni i nostri figli hanno bisogno di sapere che la storia della cicogna come uccello-madre è un mito. Da 4 a 6 anni è l’età ideale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, per “parlare di questioni sessuali”, esplorare “le relazioni omosessuali” e “consolidare l’identità di genere”. Tra i 6 e i 9 anni, gli esperti dell’OMS affermano che i nostri figli sono pronti a conoscere e difendere i “diritti sessuali di bambini e bambine”. Da 9 a 12 anni, e fino a 15, devono conoscere il problema della maternità imprevista. Lo dicono con una parafrasi: “l’impatto della maternità e della gravidanza tra gli adolescenti cioè la crescita dei figli, la pianificazione familiare, i progetti di studio o di vita, la contraccezione , il processo decisionale e la cura nel caso di gravidanze indesiderate“.

Da evidenziare il tortuoso percorso che fa l’OMS per dire che prima dei 15 anni, le bambine sono pronte per essere clienti dell’industria dell’aborto:

Da 9 a 15 , è bene che ricevano informazioni su dove trovare un contraccettivo e dove ottenere un aborto. Tra 9 e 15 anni è inoltre un’età chiave, secondo l’OMS, per insegnare che la religione cristiana rappresenta un ostacolo per il piacere e il godimento del proprio corpo: “Influenza di età, sesso, religione e cultura” nell’educazione affettiva e sessuale . A 15 anni è il momento di “aprirsi agli altri (dichiarare l’omosessualità , la bisessualità e altre opzioni)”; a 15 anni è anche l’età per venire a conoscenza, inoltre, del “sesso commerciale (prostituzione , ma anche sesso in cambio di piccoli regali, pranzi/notti fuori o piccole somme di denaro), pornografia, dipendenza dal sesso“.

I contenuti specifici della guida Standard di Educazione Sessuale in Europa,  sono tanto eloquenti quanto i princìpi:

«Il principio per il quale i genitori sono una “fonte informale” di educazione, rispetto allo Stato come “fonte formale”, “scientifica” e veritativa. Il principio per cui l’educazione affettiva e sessuale dei bambini dev’essere pianificata in funzione di una “sensibilità di genere». 
In altri termini, che la natura, i fatti, i dati, la responsabilità dei genitori… tutto debba sottomettersi ai dogmi della “sensibilità di genere”. Il principio per cui l’educazione sessuale e affettiva “inizia alla nascita”. Il principio secondo il quale l’educazione sessuale e affettiva “deve avere un approccio olistico”. Tutto è sesso, per l’OMS.
Il principio per cui l’educazione sessuale e affettiva è funzionale al “rafforzamento dell’individuo e della comunità”. Tutto è politico, per l’OMS.
Il principio per il quale gli insegnamenti dell’OMS sono “scientifici” e “neutrali” mentre quelli dei genitori vanno presi con le pinze.
La guida consiste di pagine dove le parole “amore” e “responsabilità” non appaiono o, quando ci sono, il loro peso e significato sono del tutto irrilevanti. Non affrontano mai l’argomento. In compenso, la Guida parla costantemente di “piacere”, “benessere personale” e “istinti”.

 Chi e cosa c’è dietro l’OMS? Ufficialmente l’Organizzazione Mondiale della Sanità è un’agenzia delle Nazioni Unite, unitamente all’Unicef, al centro di uno scandalo di pedofilia internazionale con vertice principale in Africa e traffici di bambini anche in Europa. Non a caso in Italia, secondo i dati del ministero dell’Interno spariscono ogni anno più di 2.000 mila bambini. 

In realtà la corporation dell’ONU prende ordini dal Bilderberg Group (organizzazione terroristica e massonica a cui sono affiliati Enrico Letta, Mario Monti, incluso il democristiano Romano Prodi – già consulente di Goldman Sachs – e tanti altri) e viene finanziata dal massone illuminato David Rockefeller (padrone di metà dell’industria farmaceutica mondiale, nonché proprietario dei suoli su cui è sorto il palazzo delle Nazioni Unite a New York).

Dunque, per questi criminali di taratura mondiale, la famiglia non ha alcun ruolo e compito educativo, tantomeno la Chiesa cattolica. Esatto: avete letto bene: chiesa cattolica, non protestante, oppure la religione ebraica o islamica. Per caso è un attacco mirato alle fondamenta cristiane dell’Occidente? Di sicuro in questo modo si plasmano e deformano le vite della generazione futura.

Post scriptum

Non sono né fondamentalista né bigotto, ma solo un uomo preoccupato da questa pericolosa deriva. Se nel Parlamento italiano ci fosse una reale opposizione, anche a fronte di queste documentate notizie, i governi telecomandati dall’estero morirebbero per sempre.

A riguardo si veda anche questo articolo che riepiloga lo stesso tema
 
RACCOLTA DI FIRME per NON far approvare il DDL CIRINNÀ, sulle unioni omosessuali
Altra è invece la questione relativa alla raccolta di firme promossa dal comitato “difendiamo i nostri figli” per non far approvare il ddl Cirinnà sulle unioni omosessuali che di fatto oltre ad estendere artificialmente il concetto di famiglia, rappresenterebbe il grimaldello per l’adozione di figli da parte delle unioni omosessuali.
 
 
image
 
Anche qui facciamo rispondere al Presidente Toni Brandi, sempre dal l’intervista citata: 
 
“DDL Cirinnà: da oggi lanciate una petizione contro la legge in discussione al Senato. Perché
«Oggi pomeriggio verrà lanciata una petizione contro il ddl Cirinnà promossa da ProVita, Manif Pour Tous, Movimento per la Vita movimento, Age (Associazione genitori), Agesc (Associazione genitori cattolici), Giuristi per la Vita e Associazione Voglio la Mamma costituita da Mario Adinolfi. Il punto è che nel ddl le unioni civili tra omosessuali sono equiparate in tutto e per tutto alla famiglia. A parte il fatto che la famiglia è stata il fulcro della società umana dal suo inizio ed ha la grande responsabilità di procreare, educare i figli e contribuire al benessere della nazione, l’articolo 29 della nostra Costituzione riconosce la famiglia naturale fondata sul matrimonio. Non solo: ci sono due sentenze della Corte Costituzionale (la numero 138 del 2010 e la numero 170 del 2014) che specificano chiaramente che il matrimonio è solo fra un uomo e una donna. Il secondo gravissimo punto del ddl Cirinnà è l’articolo 5 che accetta la cosiddetta Step Child Adoption, cioè il riconoscimento del figlio di uno dei due partner».
 
Cosa temete concretamente?  
«Vorrei sottolineare che se questa legge passerà, sarà una questione di settimane e la nostra Corte Costituzionale emetterà una sentenza per dire che questa è una discriminazione perché non possono esistere famiglie di serie B e quindi avremo le adozioni gay in Italia. C’è poi la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha sancito che nessun Stato membro è obbligato ad accettare matrimoni o unioni omosessuali ma una volta fatte, non può rifiutare le adozioni. Con la petizione vogliamo rafforzare il messaggio di quel milione di persone in Piazza San Giovanni e ricordare a tutti i parlamentari l’effetto catastrofico che questa legge – se dovesse passare – rappresenterà per l’Italia. Uso il termine ‘catastrofico’ perché gli effetti saranno: la pratica dell’utero in affitto, la compravendita di ovuli e semi maschili che rappresenta un businnes e danneggia i più deboli e indifesi esseri umani: i bambini. Questo governo dovrebbe, invece, sostenere la famiglia che affronta sempre più difficoltà. Come esempio dovremmo prendere l’Ungheria dove le nascite aumentano. i matrimoni aumentano, i divorzi diminuiscono, i salari e le pensioni crescono perché il governo ungherese sostiene la vita e la famiglia. Chi vuole aderire alla petizione può farlo a partire dalle 16 di oggi collegandosi con il sito della nostra associazione: www.notizieprovita.it». 
 
Ma perché siete così contrari; in fondo legge simili al ddl Cirinnà sono adottate in numerosi Paesi dell’Occidente e l’America di Obama recentemente ha detto sì alle nozze gay in tutti gli Stati.  «Finora solo in Occidente, eccetto Grecia e Italia, si è sviluppata la strategia pro-lgbt. Circa 140 Paesi nel mondo non hanno perso il buon senso: sia nel 2014 che due settimane fa sono passate in sede Onu due risoluzioni in sostegno alla famiglia naturale col voto favorevole della stragrande maggioranza dei Paesi partecipanti. Perché questo sta accadendo? Perché dietro ai matrimoni gay e alla cosiddetta educazione sessuale dei bambini che altro non è che ‘sessualizzazione precoce’, vi sono centinaia di miliardi di dollari di profitti. Alcune cifre: dietro ai matrimoni gay nella sola America vi sono da 8 a 9 miliardi di dollari; dietro alla fecondazione artificiale circa 10 miliardi di dollari; dietro al ‘sex change’ in crescita nel mondo, almeno 1 miliardo. Se parliamo della sessualizzazione precoce dei nostri bambini, vi sono 15 miliardi di dollari dietro all’industria dei contraccettivi ed almeno 200 miliardi di dollari dietro al porno. Per questo, il popolo del buon senso nato in Piazza San Giovanni il 20 giugno, deve continuare a lottare per i nostri bambini che rappresentano il futuro dell’umanità»
 
Modulo per la raccolta firme
 
 
Se avete avuto la pazienza è la disciplina di arrivare fino a questo punto, avete potuto notare come il meccanismo perverso innescato, tende a voler fare un minestrone incomprensibile ai più in modo da poter far passar sotto traccia proprio l’ideologia di genere.
 
image
 
A Santa Marinella e Civitavecchia il Centro Studi Aurhelio già da due anni è impegnato su questo fronte ed ha già allertato i genitori che non intendono arrendersi a questo orizzonte imposto dalle lobby omosessualiste. I media locali snobbano o addirittura sono complici con gli agenti della sovversione è solo ora sembra ci sia un setno di risveglio.
Per ciò che attiene alla scuola invece, occorre informarsi innanzitutto sul POF (piani offerta formativa) della scuola dove vengono iscritti i figli e come presentare al Preside, il modulo sul consenso informato, nell’eventualità di avere segnalazione circa corsi che potrebbero riguardare le “materie” o corsi del tipo sopra indicato.  Il modulo è scaricabile dalla pagina 
http://www.notizieprovita.it/wp-content/uploads/2015/05/lettera-presidi.pdf 
 
Inoltre a breve organizzeremo dei banchetti informativi e con l’autunno una apposita conferenza aperta a tutti su questi argomenti. 
Alla mail cst.aurhelio@gmail.com, potete richiedere riviste e libri attinenti alla argomento. 
 
image
 
Per un maggiore approfondimento consigliamo di fare riferimento al sito

Morta di libertà. Era solo un topino | Maurizio Blondet

 image

 

 

 

Ha riempito il suo profilo Facebook di proprie foto, la bambina morta a Messina sulla spiaggia. Primi piani dei suoi piercing, la perlina infitta sulla lingua, delle sue pettinature: a cresta, a rasatura alta…tutti per convincersi di esistere, povera sciocca bambina. “Guardatemi, sono qui, sono interessante! Sono dark! “ No poverina, a nessuno interessavi. Le foto che hai postato sono tutti “selfie”, perché chi volevi ti fotografasse, né bella né brutta com’eri? Troppo palesemente fuori posto, ancora bambina, in quel travestimento da dura, con gli occhi infantili che non riuscivano a nascondere lo spavento di essere abbandonata in questo mondo? Eri standard, eri una dei tanti, delle nullità da discoteca. Non hai interessato nemmeno i tuoi “amici” dark, che appena sei caduta in spiaggia se ne sono scappati, e per tre giorni non hanno detto nulla, tremanti come vermi – vermi quali sono, quali sono stati educati a divenire: sballo, egoismo, narcisismo, sensualismo, trasgressione, in una parola, “Libertà”. Eri una di quelle piccole schiave di queste “Libertà” che ti hanno insegnato i sistemi di persuasione mediatica. La libertà di fare sesso ancor prima di poter provare piacere, perché lo fanno tutte e così si deve fare altrimenti “Il gruppo ti esclude”. La libertà di stare nel gruppo – che è il branco schiavizzatore per eccellenza, luogo in cui le piccole, insignificanti sprovvedute come te, povero topino grigio, sono schiacciate e dominate da esseri ignobili della vostra stessa età, è la catena dove si esercitano le più insopportabili, umilianti angherie…e voi le accettate , ragazzine “liberate”, fate i pompini, prendete la droga, fate tutto quello che vi dice il bulletto o la ganga dei farabuttelli senza onore, perchè altrimenti “vi escludono”; e voi non sapete dove andare. Non avete risorse, né mentali, né morali, per sopportare la solitudine.

 Gridate aiuto: ma – disgraziate ignare nullità – su Facebook, inferno di derisioni ed insulti, un luogo di giudizi spietati che feriscono e uccidono, dove centinaia di migliaia di insignificanti topini come te si propongono come “interessanti” perché “amo Lady Gaga  Solar Sonika, Fabri Fibra, Rancore & dj Myke.”  Passioni insignificanti per finzioni insignificanti.

 Bisognava che qualcuno ti guidasse. Qualcuno ti disciplinasse, sapesse darti una direzione, un orgoglio di non buttarsi via perché papà e mamma ti amano, sei importante per loro; che ti vietasse quelle che un tempo i genitori chiamavano “le cattive compagnie”. Prendendosi magari i tuoi urli, le tue ribellioni, le tue insopportabili scenate di sprovveduta che è piena di paura di vivere. Un mestiere di genitori.

A proposito, dove erano i tuoi genitori? Per tre giorni, i giornali non hanno detto nulla. la polizia trova un corpicino sulla spiaggia, un corpicino di nessuno – un piccione morto, un topino grigio – e non riesce subito a sapere chi è. Ci mette qualche giorno, la polizia, a risalire agli amici scappati, che s’erano rintanati in casa senza dire nulla in famiglia. Risalgono alla spacciatrice dalle descrizioni dei dark, duri ormai ridotti a topastri tremanti, che spifferano ed accusano subito: “Noi? No. La droga l’ha passata una coi ricci viola…”. Una che i genitori avevano denunciato per droga, che avevano cacciato di casa.

Ma i tuoi genitori, topino, dove sono? Ti hanno cercata? Erano in angoscia per te? Leggo dai giornali che i tuoi negano di aver avuto verso di te incomprensioni o scontri – per forza, ti hanno lasciato fare tutto quello che volevi, – e come “prova” del clima disteso, “uno dei tre fratelli nati dalle precedenti convivenze del padre, mostra il motorino appena regalato alla ragazza”.

Ah ecco. Il “padre” ha avuto “precedenti convivenze”, più d’una. E sicuramente le “madri”, plurime,   hanno avuto anch’esse le “loro esperienze”. Hanno bevuto a grandi sorsi la libertà magnificata dai media e raccomandata dalla pubblicità. A Messina, nelle periferie orribili del sottoproletariato inutile, di quelli che un tempo si chiamavano “Poveri” o umili non si fanno mancare la libertà sessuale, la trasgressione…si sono emancipati anche loro.

Insomma hanno perduto Dio, il Dio a cui credevano bene o male i nonni; ed hanno perduto tutto.

Come tutto il popolo italiano, che si rigettato Dio, non è più nulla e sta affondando nel nulla del suo degrado. Ma in quei quartieri, in quel Meridione, è peggio: perché non avevano altro che sperare in Dio. E adesso, sperano nella libertà sessuale.

Sono diventati schiavi, anche loro, della libertà.

Certo papà e mamme non potevano insegnarti niente, povero topino. Nè imporsi a darti una disciplina che loro mai hanno saputo cosa fosse, né ingiungerti di non frequentare cattive compagnie, ché loro non fanno che frequentarle. Ti avevano regalato il motorino, cosa volevi di più. Così andavi in giro e non rompevi, ché loro dovevano “vivere la loro vita”.

Ti hanno lasciato cambiare scuola due volte, il fatto che tu ti entusiasmassi e poi deludessi di ogni “scoperta” non li ha potuti indursi a pestare il pugno sul tavolo a cena (quale cena, poi? Coi tre fratelli nati da precedenti convivenze?) Ti lasciavano tutta la tua libertà, che era come la loro: vuota, portante al nulla, al callo sull’anima per non sentire l’insensatezza di tutto ciò. Tu per un attimo – non avevi ancora il callo – nei hai avuto il sentore: che tutto fosse sbagliato. I l giorno 21 aprile, su tuo profilo Facebook, hai scritto: «Il buio è più denso ed io non riesco a trovarci un senso».

Infatti avevi ragione, povero topo morto sulla spiaggia. Non ha un senso una vita così. Ci voleva qualcuno – qualcuno che tu amassi, che stimassi abbastanza da sopportarne le prediche, e anche i divieti – che ti parlasse del senso della vita. Della purezza di cui avevi sete senza saperlo, del non darsi, del non buttarsi via con le cattive compagnie; che di aiutasse a tenere la barra della vita. Il senso della vita, a sedici anni, con l’età mentale e l’aspetto di tredicenne, non si trova da solito. Si è ancora troppo insignificanti, ancora senza alcuna esperienza di vita (se non quelle già spaventose che ti hanno fatto fare). Ti hanno lasciata libera, col motorino. 

Così, sei morta. Uno straccetto sporco e bagnato dalla risacca, un piccione con le piume inzuppate e arruffate. Difficile saperne il nome, persino. Chi eri?

Un nessuno . Nessuno ti amava, ti cercava, ti impediva di farti male. Una piccola vita ancora insignificante.

Sei morta di libertà.

image

 

 

 

 

 

 

 

 

per sostenere il blog di Maurizio Blondet

www.maurizioblondet.it

info@maurizioblondet.it

Biglietti da Visita – Stazione FS di Santa Severa

Nel quadro della promozione del turismo 2015, la sensibilità degli amministratori comunali si manifesta in varie forme e sfumature.
Una, è quella dell’attenzione che si richiede alle Ferrovie di Stato nella gestione delle Stazioni di Santa Marinella e Santa Severa, vere e proprie porte sul nostre mare.
Non è un caso che ogni mezz’ora turisti e bagnanti (anche passeggeri delle navi da crociera) giungano da Roma o da Civitavecchia.
Quest’oggi ci soffermiamo sulla stazione di Santa Severa, alla prossima toccherà a  quella di Santa Marinella.
Oltre all’abbandono diffuso ed alla sporcizia, a Santa Severa possiamo vantare l’inesistenza dei bagni, di una fontana e di una sosta del treno lontano dalla stazione.

FullSizeRender6

Come se non bastasse, gli amministratori comunali non hanno previsto un servizio navetta che almeno in estate potrebbe risolvere il problema delle transumanze dalla Stazione alla spiaggia del Castello ma ancor di più al centro cittadino.

FullSizeRender FullSizeRender1

Non abbiamo foto ma possiamo assicurarvi che di notte è ancora peggio. Nessun presidio, nessuna navetta, scarsa illuminazione e verde senza manutenzione, fanno del percorso per arrivare al centro di Santa Severa un vero e proprio safari.
Insomma, nonostante le fanfarate del relegato al turismo Marcozzi, di sensibilità verso i turisti ed i villeggianti (c’è differenza, lo saprà?), di attenzioni, nessuna.
Per noi queste non sono solo critiche ma anche proposte. Le vedremo attuate nel 2016? Lo speriamo vivamente, noi che abbiamo a cuore veramente il nostro territorio.

Centro Studi Aurhelio

Hiroshima – 7 Agosto 1945

Wider Image: Shadows of Hiroshima and Nagasaki

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il suo nome era Keiko e abitava nella casa a fianco, insieme a lei vivevano i suoi quattro fratellini. Erano rimasti a piangere tutto il giorno ed anche la notte, perché erano rimasti senza il papà e la mamma. All’alba, la mattina seguente, spuntò all’improvviso una cosa nera che si avvicinava a quattro zampe sul piccolo sentiero che portava alla loro casa. I più piccoli si avvicinarono per cercare di capire cosa fosse quell’essere e a mano mano che si avvicinava, il suo andare era sempre più affaticato, i piccoli, curiosi, riconobbero che quell’essere completamente bruciato era la loro mamma. Sfinita, era riuscita ad arrivare da dove l’aveva sorpresa l’esplosione, ebbe la sola forza e giusto il tempo di poter guardare con i propri occhi, i cinque figli che erano sopravvissuti alla bomba. Questa fu l’ultima cosa che riuscì a vedere, i suoi occhi si spensero e morì di fronte a loro.

Hiroshima, 7 Agosto 1945 – 2015 

Come stiletto fissato nel cuore
solo dopo nemesi, farà meno male

Noi non dimentichiamo

Centro Studi Aurhelio

hiro

FU TURISMO 2015 | Santa Marinella – L’anno dello sgomento supremo

Di cultura nemmeno l’ombra, sempre che ancora se ne riconosca il significato

Ci saremmo voluti esimere, come ogni anno, dal ruolo di detrattori circa la gestione delle politiche sul turismo a Santa Marinella ma, con coriacea volontà, il Relegato al Turismo Consigliere Marcozzi, non intende lasciarci sereni. Dobbiamo scriverne.

Aldilà del record del ritardo per la presentazione del cartellone estivo, anche i contenuti dello stesso – rispetto a quanto proposto dai comuni del comprensorio – sono di anno in anno peggiorati. Non per colpa di chi li organizza – grosso il merito dei tanti volontari di gruppi ed associazioni del territorio – infatti l’amministrazione non c’entra proprio nulla, fa solo l’elenco e mette qua e là qualche finanziamento. Stesso vale, per tutti quegli eventi significativi come il Surf Expo, il Festival del Cinema o la rassegna internazionale di Beach Soccer che, di fatto, godono di una autonomia gestionale che li rende immuni dalle tipiche disarticolazioni paesane. Al contrario, le tanto decantate Notti Rosa e Notti sotto le Stelle con i loro festival dell’effimero, risentono inevitabilmente di quell’aria “alla volemose bene” che fa tanta partecipazione e sentimento popolare.

Avremmo voluto scrivere di come un tavolo permanente sul turismo, un calendario esteso a Giugno e Settembre, un coinvolgimento dei Delegati all”incoming turistico nella Perla”, al Commercio, al Turismo Rurale e alle Sagre ci avesse sbalordito. Invece no, almeno in questa vita non ci è concesso. In un Comune dove per la sua posizione strategica e con tutte le prerogative eccezionali che ha, basterebbe solo tenere pulite strade, fornire un servizio di bus navetta per i turisti, spiagge assistite e curati i giardini, dobbiamo anche vergognarci dei manifesti degli eventi e delle politiche di comunicazione del Relegato al Turismo (pubblicizzare le locandine sui gruppi di Facebook, dire due parole agli eventi, qualche articoletto sui media locali). Mentre tutta Italia a fronte dell’EXPO di Milano e il prossimo Giubileo, sì è mobilitata – vedi Tolfa che, tra l’altro ci aveva pure invitato a partecipare con almeno uno sgabello – per presentare le proprie prerogative in questi giorni abbiamo saputo che Santa Marinella è all’EXPO con la BROSCIUR.

image image image image

Non potevano non cercarla, studiarla e farcene una idea. Speravamo nel miracolo e c’è stato, fa ancora più ridere di quello che potevamo immaginare.  In tutta la brochure, Santa Marinella viene citata tre volte, una volta per le bellezze del posto: Castello Odescalchi, Villa di Ulpiano, Macchiatonda. Del Castello di Santa Severa c’è la foto, di Castrum Novum e del Santuario di Pyrgi nemmeno l’ombra, solo per citare le cose più importanti. Per gli eventi c’è il Surf Expo, ma come? I Rioni, il Patrono, tutto il resto?

 

Per ultimo e a grande richiesta i famosi piatti tipici di Santa Marinella: gli spaghetti cozze e pecorino il polpo alla Luciana. Forse sono i piatti che mangia il Relegato al suo Ristorante di fiducia. Insomma, nell’anno dell’EXPO e in quello prima del Giubileo, questo è il prodotto del consorzio dei Comuni dell’Etruria Meridionale. Chapeau. Sarà per questo che ogni anno d’estate a Santa Marinella c’è una Sagra nuova. Una volta quella delle Castagne, un’altra quella della Bruschetta e degli arrosticini “abruzzesi”, un’altra quella fritto di pesce. Sarebbe bello che il Relegato al Turismo e magari il Delegato alle Sagre spiegasse ai tanti volenterosi che una Sagra è tale perché propone un piatto tipico ..MA PER DAVVERO! Noi siamo ignoranti e ci ricordiamo solo delle frittelle di San Giuseppe, magari in qualche azienda agricola o di allevamento a Santa Marinella, chiedendo si potrebbe anche venire a conoscenza di qualche cosa di autenticamente locale. Non ci dilunghiamo oltre perché lo facciamo da anni. Santa Marinella e Santa Severa hanno centinaia di siti, storie, prerogative, paesaggi, cibi e pietanze di eccellenza. Hanno storia, dignità, sedimento culturale, hanno monumenti abbandonati, abbiamo i nostri caduti disonorati dal degrado, ci fermiamo qui. Siamo dunque alla disfatta totale, nonostante ancora si manifesti qualche isola di resistenza cultural-musicale, qualche eremita presentatore di libri, qualche tentativo eterodiretto di suscitare curiosità e bellezza, il campo di battaglia è un deserto.

Possiamo solo concludere con una bella frase di Tolkien (Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re)  che ci richiama al nostro dovere in vista di tempi mnigliori. “Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo, il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo.” 

Giù il sipario. 

 

Il mistero dell’Icona, di Roberto de Lorenzo Meo

image

La parola “Icona” viene dal greco “eikòn” significa immagine. Secondo una leggenda siriana del III secolo, il re Abgar di Edessa (179-216 d.c.), il primo re cristiano all’epoca di Gesù, era stato colto da una malattia incurabile. Egli vide abili pittori e ordinò loro di andare insieme ai suoi messaggeri e di dipingere e portargli riprodotto il Volto del Signore, affinché egli potesse rallegrarsi della sua immagine come della sua personale presenza. Ora vennero i pittori con i messaggeri del re, ma non furono in grado di dipingere un’immagine dell’umanità del Signore degna di adorazione. Quando però il Signore, con la sua divina scienza guardò (riconobbe) l’amore di Abgar per Lui e dopo che Egli vide che i pittori non riuscivano a dipingere la sua immagine, Egli prese un panno di lino e lo premette sul suo Volto, che dona la vita al mondo, e questo vi restò impresso così come Egli era (icona non dipinta da mani d’uomo) . E quel panno venne portato al re Abgar che guarì (Am 5,4) e come una sorgente di grazie fu deposto nella Chiesa di Urai (Edessa).
Potremmo dire che il primo iconografo fu proprio Gesù e che quindi l’origine dell’icona affonda le sue radici in Cristo stesso. L’icona, dopo il rito della Benedizione diventa un simbolo da venderare, un  “sacramentale”, un mediatore tra sensibile e trascendente, non un prodotto estetico ma una realtà considerata sacra che richiede nell’ambiente uno spazio consono alla sua natura di oggetto santificato dalla forza ottenuta dalla preghiera, nella duplice valenza liturgica o devozionale, per ciò, rinchiudere un Icona in un museo per essere ammirata equivale quasi a profanarla, “un immagine davanti a cui non prega nessuno è come una finestra murata” ( Pavel Florenskij). Un opera d’ arte è fatta per essere guardata, mentre l’arte sacra delle Icone invece, trascende il piano emotivo che agisce sulla sensibilità, per suscitare il senso mistico (Mysterium tremendum) la realtà ultra terrena di cui l’ immagine testimonia la presenza. Alle icone è estraneo il concetto di “autore”, infatti  non si firmano perchè l’iconografo che scrive l’icona trascorrendo la vita in direzione ascetica scompare dietro la Tradizione che parla riducendosi a  “strumento nelle mani di Dio”, il quale attraverso lui ci dona l’immagine della spiritualità proiettata su una tavola piana. Le figure non sono illuminate da una fonte di luce, al contrario è come se splendessero di una luce propria interiore: la Luce Divina. Il mistero dell’ oro nelle icone consiste nel fatto che essendo la luce il vero simbolo privilegiato del Divino, l’ oro a sua volta (il più eccellente dei metalli) è l’ autentica metafora assoluta della Luce.

Le figure non hanno volume secondo logiche naturaliste, non c’è tridimensionalita’. La prospettiva e’ rovesciata perchè  l’icona è una finestra sul mondo sacro che si apre davanti alla persona che la guarda, quindi le linee di fuga non vanno verso l’orizzonte bensì verso lo spettatore. L’iconografo non cerca di rappresentare il realismo nell’immagine, ma percorrendo un doppio cammino artistico e spirituale, prova a conformare la propria anima ai modelli invisibili seguendo i canoni iconografici  in una espressione visiva delle sacre scritture. L’icona, è dunque, una vera e propria professione di fede, perché rende presente con i colori ciò che il Vangelo annuncia con la Parola. Quindi essa ci parla, a noi il compito di entrare nel rispettoso silenzio per ascoltare la sua testimonianza e ricevere il suo insegnamento.

A cura di : Roberto De Lorenzo Meo (Pittore e iconografo)

Commemorazioni Anniversario Prima Guerra Mondiale, un bell’esempio da Spiazzo

image

Ci siamo soffermati, in questi ultimi tempi, circa lo stato di degrado in cui versa il Monumento ai caduti della Prima e della Seconda guerra mondiale a Santa Marinella. Vorremmo sollecitare, l’amministrazione comunale, anche a onorare i morti di tutte le parti in conflitto e magari – facendo emergere anche gli aspetti problematici aldilà della retorica patriottarda – organizzare qualche appuntamento dedicato al centenario.

Siamo consapevoli che un simile evento, potrebbe avere meno charme e coinvolgimento di una qualsiasi notte rosa o sotto le stelle ma, noi crediamo, che ciò rientri nel doveroso.

A tale riguardo, vogliamo riportare un bell’esempio che ci giunge da Spiazzo, un paesino in provincia di Trento, dove ala scorsa Domenica in una commemorazione per celebrare l’anniversario del Primo Conflitto mondiale, sono giunte le delegazioni di tutte le parti che hanno combattuto, da una e dall’altra sponda delle trincee. 

È con questo spirito che ci approssimiamo all’anniversario dell’inizio della guerra che coinvolse tutti i popoli europei. 

La memoria è il futuro, un popolo senza memoria è destinato a scomparire.