La tua lotta, un esempio che lascia un segno eterno. Ciao Bobby

Ad una settimana dall’anniversario dalla morte di Bobby Sands, iniziamo a punteggiare i giorni che arrivano, con dei piccoli sassolini per ricordare il cammino.
Ricordiamo Bobby Sands: la grandezza di chi ha saputo lottare fino in fondo e in condizioni disumane, per la propria Nazione.  
Riposa in pace nel paradiso degli Eroi, il tuo esempio rimane scolpito nella pietra, per sempre.


“(…)Subito dopo la sentenza ci fu una rissa e Bobby, persi anche i 6 mesi di remissione della pena, fu condotto nelle celle d’isolamento della prigione di Crumlin Road e poi trasferito nei tristemente famosi H-Blocks del carcere di Long Kesh (8 blocchi di cemento armato all’interno dei quali erano rinchiusi i prigionieri repubblicani; isolati gli uni dagli altri, i blocchi finivano per formare una lettera H). Qui già da alcuni mesi centinaia di prigionieri repubblicani stavano conducendo la “blanket protest“: per protestare contro la mancata concessione dello status di prigionieri politici i reclusi rifiutavano d’indossare le divise carcerarie e di adeguarsi alle regole dell’istituto di pena. Dal marzo ‘78 essi passarono alla “dirty protest“, rifiutando di lavarsi, radersi e tagliarsi i capelli, svuotare i buglioli contenenti i propri rifiuti organici. Le loro celle divennero così delle squallide latrine. Anche in carcere la personalità di Bobby non tardò ad affermarsi; di nascosto egli scrisse con un refill di penna biro sulla carta igienica una serie di resoconti, che poi furono raggruppati nel suo mitico diario intitolato: “Un giorno della mia vita“. L’insegnamento del gaelico, che aveva non solo lo scopo di riaffermare prepotentemente l’identità irlandese ma anche quello di non farsi capire dai secondini, divenne una delle sue principali attività. Finchè nel 1980, per scuotere l’opinione pubblica relativamente alle 5 richieste fondamentali dei prigionieri (diritto ad indossare i propri vestiti e non l’uniforme carceraria; diritto a non essere costretti al lavoro carcerario; diritto alla libera associazione con gli altri prigionieri durante l’ora d’aria; diritto ad una visita e a una lettera o a un pacco la settimana; diritto alla riduzione della pena, come previsto per i detenuti comuni), Bobby decise insieme ad altri 7 camerati di avviare la più estrema delle proteste: lo sciopero della fame . Dopo 53 giorni di digiuno, convinti di aver trovato un accordo, i combattenti irlandesi decisero di sospendere la protesta; ma dopo l’ennesima rottura delle trattative con il governo inglese ripresero la lotta l’1 marzo ‘81. Mentre era già al 40° giorno di sciopero della fame, Bobby riuscì a farsi eleggere deputato di Westminster nelle elezioni suppletive del 9 aprile, indette per assegnare il seggio vacante della circoscrizione Fermanagh/South Tyrone: 30.492 voti contro i 29.046 dell’avversario, malgrado la propaganda unionista sostenesse che votarlo avrebbe significato appoggiare il terrorismo e la violenza. Purtroppo la gioia per questo evento memorabile durò poco: alle 01.17 del 5 maggio 1981 l’On. Bobby Sands morì. Si era scontrato con la “fermezza” aguzzina del premier britannico Margareth Thatcher, che definì Bobby e i 9 martiri che seguirono la sua sorte “criminali”. Lo sciopero della fame si concluse ufficialmente il 3 ottobre ‘81: 2 giorni dopo Londra soddisfò tutte e 5 le richieste dei prigionieri repubblicani…”
fonte: Alternativa Antagonista Verona

“Sono un prigioniero politico. Sono un prigioniero politico perché sono l’effetto di una guerra perenne che il popolo irlandese oppresso combatte contro un regime straniero, schiacciante, non voluto, che rifiuta di andarsene dalla nostra terra. Io difendo il diritto divino della nazione irlandese all’indipendenza sovrana, e credo in essa, così come credo nel diritto di ogni uomo e donna irlandese a difendere questo diritto con la rivoluzione armata. Questa è la ragione per cui sono carcerato, denudato, torturato.” Bobby Sands


 

 

Shoplab, sul corriere.it

Un tempo si sarebbe detto: Clamoroso al Cibali. Questa volta dobbiamo dire: Clamoroso al Castello di Santa Severa! A nemmeno 24 ore dalla sua riproduzione, la maglietta dello Shoplab sul Castello di Santa Severa finisce sparata sul video realizzato dalla redazione romana del corriere della sera. Un buon inizio… non c’è che dire!

Questo il link del video:
http://video.corriere.it/santa-severa-castello-riapre-pubblico-dieci-anni/c15272a0-cd12-11e3-8231-7e1a669c55f6

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Santa Marinella: FU Turismo 2014, mantenuta la parola data

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C’era da aspettarselo. Non tanto per le parole profetiche del consigliere al “Fu Turismo” Marcozzi, che in quel di Agosto scorso si espresse chiaramente circa il fatto che dopo l’estate si sarebbe passati alle festività natalizie e da quelle, alla stagione estiva, quanto per la lungimiranza dei vari Assessori, delegati e della Proloco cittadina.

Santa Marinella – cittadina che vanta un clima unico nel mediterraneo, ad un’ora da Roma, a 10 minuti da Civitavecchia e a 40 da Fiumicino Aeroporto, è stata capace di saltare a piè pari la stagione primaverile, la Pasqua, i ponti del 25 Aprile e con tutta probabilità sarà impreparata al ponte del Primo Maggio. Del resto è rimasta immobile anche rispetto ad un’eventino piccolo piccolo come la canonizzazione di Papa Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II (appena un milione di persone da tutto il mondo passate da Roma), con una non-chalance da far venire i brividi. Non solo, in quel pasticciaccio brutto del Castello di Santa Severa, all’alba della sua apertura per dieci giorni per la parata resistenzial-elettorale, riesce a far chiudere il suo Museo Civico perché scoppia il bubbone tra società di gestione e Comune. La cooperativa saluta e i lavoratori a casa. La Proloco, dopo aver preso in appalto il Parco Cuffaro – in cui cani, bambini e viventi vari si feriscono, senza che nessuno batta ciglio, i festeggiamenti del Santo Patrono (ma non era una festa religiosa con un suo comitato festeggiamenti?) al suono di ventimila euro, punta direttamente alla Notte Bianca nel bel mezzo dell’estate. Ottimo. Prescindendo dal fatto che una proloco dovrebbe coordinare le attività di tutto il comparto del turismo, dell’intrattenimento, dell’accoglienza, svolgendo una funzione di servizio per fare rete, agenda associativa e non per appaltare spettacoli, ci sorge un dubbio. Non sarà che a Rimini e in altre località balneari, le notti bianche le fanno per aprire e chiudere la stagione (sostanzialmente per allungare il periodo turistico) e qui nel Santamarinellistan qualcuno sta giocando a fare il furbo? L’amministrazione, i suoi innumerevoli delegati: al turismo, al turismo rurale, alle sagre, ai centri storici e compagnia cantante, non dovrebbero porre estrema attenzione a tali questioni? Quando ci si mette al tavolo per programmare la stagione estiva 2014? Sarebbe opportuno andare a leggere i dati dell’aumento delle presenze estive a Santa Marinella in questi ultimi anni, dovute alla crisi economica e al ritorno della villeggiatura nelle seconde case – con il progressivo aumento della quantità della spazzatura – per approfittare della primavera e dell’autunno per aumentare la presenze complessive. Al tempo stesso, gradiremmo un segnale chiaro ed evidente da chi si dovrebbe occupare del principale volano dell’economia del nostro paesello: il turismo. Non ci pare di aver offeso qualcuno, al punto da far meritare a Santa Marinella l’ennesimo silenzio o qualche replica stizzita che non aggiunge o toglie nulla all’immobilismo cadaverico sulla programmazione turistica. Attendiamo segnali di vita.

 

Il Direttivo di Azione Punto Zero

28 Aprile 2014 – Le parole del Duce

Oggi ci ritornano in mente le parole che pronunciò il Duce il 22 Aprile del 1945:
“Noi siamo i proletari in lotta, per la vita e per la morte. Siamo i rivoluzionari alla ricerca di un ordine nuovo… Lo spauracchio vero, il pericolo autentico, la minaccia contro cui lottiamo senza sosta viene da destra”.
Noi la lezione l’abbiamo imparata e adesso se volete continuare a raccontarvi e a raccontarci favole, dalla comoda poltroncina sulla quale state, fatelo pure, ma non spacciatevi per quello che non siete.
 
Azione Punto Zero
 
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Benito Mussolini, due passi a Santa Marinella …. 

Riapre il castello: un successo incredibile

Cari Amici,

la riapertura del Castello di Santa Severa iniziata il 25 aprile sta proseguendo con un successo di pubblico enorme, inimmaginabile. Soltanto nei primi due giorni abbiamo guidato nel complesso monumentale oltre 2000 persone. Il Comitato Cittadino che si è battuto da oltre due anni per giungere a questo risultato è particolarmente soddisfatto e fiducioso che questo sia soltanto l’inizio di una nuova fase di valorizzazione e tutela di questo nostro importante bene culturale, patrimonio comune e memoria storica del litorale nord di Roma. Positivi e pieni di speranza per il futuro sono stati gli interventi del presidente della Regione On. Nicola Zingaretti e del sindaco di Santa Marinella Roberto Bacheca che hanno presenziato alla prima apertura. In particolare il presidente Zingaretti ha liberato tutti dalla paura che il castello possa essere “svenduto” o divenire un albergo a 5 stelle: insieme al Ministero per i Beni Culturali e al Comune si procederà verso un futuro condiviso “di cultura e turismo”.
Grazie all’impegno e alla disponibilità della Regione Lazio che ha provveduto alla ripulitura e alla manutenzione dell’intero castello e all’opera dei volontari del Comitato è finalmente possibile riammirare gli affreschi della chiesa dell’Assunta, del Battistero, gli scavi della chiesa paleocristiana e della Casa del Nostromo. Per la prima volta il pubblico può entrare nella Rocca castellana chiusa da sempre all’accesso. La visita si collega ad una mostra dedicata ai risultati degli ultimi scavi archeologici, condotti tra il 2003 e il 2009, un’esposizione di costumi d’epoca, una collettiva di pittori del territorio. Infine, grazie prestato dai volontari del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite è possibile visitare con accesso libero il Museo del Mare e della Navigazione Antica.
L’esperimento andrà avanti fino al 4 maggio ma già si sta preparando il proseguimento per i prossimi mesi estivi.

E’ con grande soddisfazione e speranza che vi invio i miei più Cari saluti da Pyrgi
Flavio Enei

25 Aprile – Sant’Angelo in Formis

25 Aprile – La memoria si onora con l’azione!
La Delegazione del Lazio del Raggruppamento RSI – Continuità Ideale – Gruppo “Franco Aschieri”, al quale è aggregato il nucleo di APZ, alcuni militanti della Comunità militante di Raido, Casa d’Italia Colleverde e del Fascio Etrusco, lo scorso 25 Aprile hanno raggiunto Sant’Angelo in Formis e sistemato l’altare del martirio dei giovani eroi della R.S.I..

Ai ragazzi del Raggruppamento il nostro grazie e il nostro incoraggiamento, ai martiri della RSI il nostro onore ETERNO!

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Riapre il Castello di Santa Severa [shoplab]

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Nei giorni dell’apertura al pubblico del Castello di Santa Severa, lo Shoplab ha nuovamente prodotto le magliette, per testimoniare l’attaccamento a questo gioiello del nostro territorio. Molti turisti hanno apprezzato la nostra idea, con il disegno originale del nostro Adriano Fruch.
Il Castello di Santa Severa … lo shoplab al suo servizio!
 
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Creatività e innovazione, tra arte nuove tendenze
Le tue idee, da oggi, le porti addosso ….
 
Su Facebook: Shoplab
Tutte le informazioni su shoplabinfo@gmail.com

 

Guernica, Picasso e la sovversione dell’arte

Ricorre il 26 Aprile l’anniversario del bombardamento di Guernica. Una buona occasione per ricordare come andarono effettivamente le cose, utilizzando un fascicoletto opportunamente stampato dal Centro Studi Raido. Al suo interno il ruolo sovversivo e fazioso di Picasso, oltre alle scomode verità sul bombardamento di Guernica che fruttò bei soldi all’intraprendente sporca tele al secolo: Pablo Ruiz Biasco y Picasso. 

Documenti per il Fronte della Tradizione – Fascicolo n. 25

di Saint Paulien e P. Varela

26 pp.

II presente fascicolo non intende soffermarsi sul carattere artistico dell’opera di Picasso, bensì evidenziare il ruolo politico da lui svolto al servizio della sovversione.
È risaputo, infatti, che il marxismo nella strategia per la conquista del potere, si serve di pseudo intellettuali, artisti e uomini di spettacolo, capaci di condizionare le masse grazie soprattutto alla loro notorietà.
Fu soprattutto Antonio Gramsci a coniare la teoria secondo cui in un movimento rivoluzionario i popoli devono essere guidati dagli intellettuali, le cui parole rivolte alle masse non necessariamente debbano corrispondere alla verità; così una menzogna se ripetuta in continuazione ed in modo affascinante, per gli sprovveduti può trasformarsi in una verità inconfutabile. La morale del gregge, che pretende di dare sempre ragione ad un’ipotetica maggioranza, indipendentemente da ciò che essa possa affermare, è la più grossa idiozia adottata senza discutere dal mondo moderno.
Questo è il caso di Picasso, sopravvalutato come artista non per il valore della sua arte, ma per essere stato un antifascista, esule della Spagna franchista, che ha saputo fare del conformismo la sua bandiera. Schierandosi dalla parte del comunismo le sue opere sono state valutate in modo sproporzionato, ma è fuor di dubbio che esse siano solo il prodotto degenerato di una mente malata.
Oggi da più parti si sente la necessità di riscrivere la storia, di rivedere aspetti, personaggi, situazioni e avvenimenti che osannati dai vincitori incominciano a mostrare tutta la loro perversione. In questo opuscolo lo spagnolo Pedro Varela e il francese SaintPaulien hanno voluto dimostrare come le fortune di Picasso non derivino dal suo genio artistico, bensì dalla sua scelta politica. L’attenzione principale dei due autori è data all’opera più famosa del pittore spagnolo, “Guernica ” la cittadina basca bombardata durante la guerra civile spagnola dall’aviazione tedesca e che oggi è diventato il simbolo della ferocia nazista in Europa. E fatto notare, confortati anche da una copiosa documentazione, come questo episodio per le sue dimensioni, per i danni arrecati e per le vittime sia stata ben poca cosa dinanzi al martirio di Dresda e delle innumerevoli città europee distrutte dagli anglo-americani durante il secondo conflitto mondiale. Nessuno dei più noti intellettuali si è scandalizzato dinanzi a queste barbarie, tutto è passato e passa ancor oggi sotto silenzio.
Per ripristinare la verità, e nello stesso tempo per rendere omaggio a chi ha combattuto in Spagna contro la sovversione comunista, Raido presenta ai suoi lettori questo opuscolo ampiamente documentato che sarà sicuramente utile a quanti vogliano conoscere le armi usate dalla sovversione per realizzare i propri progetti.

RAIDO

I numeri dei non nati

In Spagna gli aborti sono aumentati del cento per cento in dieci anni: “E’ la prima causa di morte”

Si chiama così, “Ley de Protección de la Vida del Concebido y los Derechos de la embarazada”. Legge di Protezione dei diritti del concepito e della donna incinta. La nuova norma sull’aborto della Spagna è guidata da un calcolo aritmetico: “Ci sono 60 mila aborti di troppo”, denuncia il coraggioso ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón, eterno ribelle, brillante, colto, con la passione della musica classica, rappresentante dell’ala progressista dei Popolari, che ha aggiunto: “La vita è un diritto inalienabile”. E ancora: “Questa è la legge più avanzata e progressista fatta dal governo”. Il ministro della Giustizia è figlio di quel José Ruiz Gallardón che nel 1983 diede battaglia proprio alla prima riforma della legge sull’aborto voluta dai socialisti di Felipe González.

Secondo uno studio dell’Istituto per la politica familiare, dal titolo “L’aborto oggi in Spagna 1998-2012”, gli aborti in Spagna sono raddoppiati, diventando “la prima causa di morte” nel paese. Nel 1998 gli aborti furono 54 mila, quattordici anni dopo sono saliti a 118 mila. “Un aumento del cento per cento in dieci anni”. Una gravidanza su cinque oggi in Spagna termina con un aborto, le interruzioni di gravidanza sono 300 al giorno. I dati dimostrano anche che in Spagna l’aborto è stato “normalizzato” e adoperato come sistema anticoncezionale: il numero delle donne che hanno abortito più di cinque volte è aumentato del 213 per cento negli ultimi dieci anni. Secondo l’Istituto per la politica familiare, senza cambi nella politica abortista si arriveranno a superare i 230 mila aborti all’anno nel 2015.

La Spagna oggi è il terzo paese europeo per numero di aborti, dopo Francia e Inghilterra, ma il primo in relazione agli abitanti. Per dirla con le parole del presidente dell’associazione E-cristians, Josep Mirò, “la Spagna è il paradiso degli aborti”. Un paese, usando la formula icastica dei vescovi spagnoli, in cui “una lince è più protetta di una vita umana” (dal 1985 in Spagna si cono accumulati un milione e 350 mila aborti). E’ la guerra attorno al “nasciturus”.

Il gruppo pro life spagnolo Derecho a Vivir, guidato da Ignacio Arsuaga, ha distribuito un poster con il pancione di una donna incinta e la scritta: “Zona libera da pena di morte”. Fra le norme “rivoluzionarie” introdotte dal ministro della Giustizia Gallardòn c’è, infatti, anche l’eliminazione dell’“aborto eugenetico”, come lo ha definito lo stesso Gallardòn con parole inconsuete, ovvero l’interruzione di gravidanza in caso di disabilità del feto. Con la nuova legge, l’interruzione della gravidanza sarà legale soltanto se la malformazione è “incompatibile con la vita”. La sindrome di Down, ad esempio, non rientra fra queste. Per fare un altro esempio, in Spagna si esegue sistematicamente l’eliminazione dei feti portatori di emofilia, anomalia assolutamente compatibile con la vita.

“I disabili devono avere esattamente gli stessi diritti del resto degli spagnoli”, ha detto Gallardón, che dice di ispirarsi al principio di non discriminazione previsto dalla Convenzione dell’Onu per i diritti delle persone con disabilità . “La disabilità in una società avanzata, in una società progressista, non può mai significare una perdita di diritti”, ha detto Gallardòn. “C’è una richiesta formale dell’Onu affinché la Spagna deroghi all’articolo che fa riferimento alle malformazioni nella legge sull’aborto. Sarebbe assolutamente contrario a qualunque principio elementare di difesa della dignità della persona, stabilire diversi livelli di protezione in funzione delle capacità o disabilità delle persone, perché, se si fa con i concepiti, cosa impedisce che poi si possa estendere a chi è già nato”.
Secondo il giornale La Razon, “la nuova legge salverà ogni anno 3.590 bambini”.

di Giulio Meotti

25 Aprile

BLOG ECCIDIO DI ODERZO

di Emilio Del Bel Belluz

Tanto tempo è passato da quei tragici giorni dell’odio e della vendetta. I morti furono tanti e noi non li possiamo dimenticare, e non dobbiamo dimenticare. In un tempo come questo dove tutto cambia velocemente. Noi, i camerati non li possiamo lasciare nell’oblio. Osservo spesso il fiume, l’acqua che vi passa veloce, un tempo limpida, faceva notare ancora di più il sangue di tanti che vennero uccisi e gettati nel fiume.  Il mio pensiero corre ai mie fratelli, ai miei camerati della Repubblica di Salò che morirono ammazzati come cani e gettati sul fiume ad Oderzo. Quanto tempo è passato inutilmente, quanto tempo ancora dovrà passare perché abbiano la giustizia tardiva degli uomini. In questi anni non si sono fatte molte cerimonie per ricordarli, non si sono fatti manifesti con i loro nomi, e sarebbe stato almeno umano farlo.

Serpeggia ancora la paura ma, soprattutto, perché non ci si scusa con questi uomini, soldati della Repubblica di Salò, uccisi a tradimento dopo che si erano arresi e gli era stata promessa la libertà. Il sangue che i partigiani fecero sgorgare dalle loro giovani vite non si è ancora fermato. L’acqua del fiume che ha portato molti dei loro corpi non ha portato ancora la giustizia che essi ancora attendono. Quale storia potremmo raccontare ai nostri figli. Quale storia abbiamo se non quella immersa nell’ingiustizia, la verità dovrebbe emergere e trovare la sua via. La verità che tutti attendono. Cosa avevano fatto quei 126 camerati di Oderzo, avevano sentito il richiamo della loro patria per lavare con l’onore l’onta del disonore. Loro hanno voluto mantenere il patto d’alleanza e di cameratismo che avevano fatto con l’alleato tedesco. Vennero presi e uccisi a sangue freddo, da dei giustizieri che applicavano solo il loro odio e la loro vendetta. Un pittore che ha onorato l’arte con le sue opere e che ha ritratto i soldati germanici nel momento della guerra, costui, Finn Wigfross, con una straordinaria bravura dedicava ai combattenti queste poche righe che riassumono tutto: “ Fedele a te stesso e fedele all’ideale/a rischio della vita, se avanzato/. Ma tutto quello che avevi ritenuto giusto/è stato visto come errato,/tutto quello che chiamavi onore/fu trasformato in tradimento e vergogna/.”Cosa si poteva imputare a queiragazzi , aver scelto la strada più difficile, la strada che non gli avrebbe portato la gloria ma avrebbe portato l’onore. Sapevano che il risultato sarebbe stato questo, ma cosa importavano gli onori ricoperti dal senso del tradimento. Questi camerati della Repubblica di Salò ebbero il tributo più grande che possa essere dato ad un soldato che combatte con cognizione di causa, il cielo degli eroi. Quelli che sono riusciti a tornare a casa hanno avuto l’altro compito, quello di portare avanti i principi e gli ideali sommersi dal fango e dal sangue, ma la verità trionfa sempre e il fango non copre in nessun modo il luccichio di un ideale. L’elenco del bene e del male non pende di sicuro verso chi cadde per la bandiera della Repubblica di Salò e per il Duce. Le storie sono tante e non hanno scritto ancora la parola fine. Cercando tra le storie del mio piccolo mondo ho trovato grazie ad un libro di uno scrittore, Giuseppe Cigana, una vicenda che non conoscevo. “

Un altro triste ricordo in quel periodo accadde nella primavera del 1945, quando i partigiani con la complicità della sentinella  tesero un’ imboscata ai ventidue repubblicani che alloggiavano in quei giorni nelle scuole davanti a casa mia. Furono portati in aperta campagna, località Le Sioe, al confine tra Prata e Maron, dove era stata precedentemente scavata una fossa da uno del posto che venne poi ricompensato con 2000 lire. Durante il tragitto due di loro riuscirono a scappare, mentre gli altri vennero passati per le armi e sotterrati. Uno dei sopravvissuti, a guerra finita, veniva con la bicicletta a vendere lamette da barba : le storiche Lama Bolzano. Di quella notte ricordo le imprecazioni dei partigiani e i lamenti dei repubblicani(repubblichini), consci di andare a morire. Il mattino successivo, percorsi una parte del tragitto che avevano fatto. Era ben distinto essendo l’erba calpestata da quella fila di persone. Trovai e raccolsi medaglie, catenine ed altri oggetti che volontariamente avevano fatto cadere. Ritornai a casa e consegnai tutto ai miei genitori”. Queste le parole semplici per raccontare un grande dramma, una grande tragedia e di questo fatto non si parla. Ho chiesto a qualcuno e mi hanno riferito che in questo campo dove è stata scavata la fossa per contenere i corpi dei camerati, abbiano piantato un grande albero le cui radici si sono nutrite del sangue di questi soldati. Dove sta la giustizia, dove sono i nomi di quei soldati solo Iddio conosce il loro nome, ma nostro il dovere di portare avanti la fiaccola della verità. Come posso non ricordare chi cadde, di chi venne massacrato, di chi venne ucciso a tradimento in una guerra che è stata combattuta con il tradimento. Mi vengono in mente i versi scritti da Codreanu:” La luna piange tra i rami /le notti restan deserte,/te ne sei andato per sempre/per non tornare mai più. Camerata/Solo il vento sospira ancora/il tuo canto dolce/sui fiori che acquietano/la tomba triste/Camerata/La morte solo la morte legionaria/è per noi la più cara di tutte le nozze :/per la Santa Crocee per la terra,/Camerata spezziamo le selve e dominiamo i monti/”Quante volte sento queste voci che mi chiamano nell’entrare in un cimitero anche il più isolato e solitario, al suo interno tra le tante croci vi sono ancora sepolti se la pietà umana lo vuole, quelli che caddero. Basta cercare e leggere quelle lapidi sbiadite e cancellate, i cui nomi non si leggono più ma qualche indizio si trova e quei nomi sono spesso di camerati che non hanno una croce che li accompagni, ma quella croce l’anno nel cuore, quella croce l’hanno portata per anni le loro madri, le loro mogli e in quel dolore lancinante senza giustizia. Iddio nel suo cielo tra le nubi non può non premiare quelli che soffersero il dolore fisico e morale, l’ingiustizia. In una poesia molto bella di Prevert si dice” Le foglie morte cadono a mucchi/come i ricordi e i rimpianti/ e il vento del nord porta via tutto/nella più fredda notte che dimentica…” I ricordi della guerra non possono venire cancellati, nessun vento può cancellare l’odore della morte che spirava in quel campo dove furono massacrati quei 22 repubblichini colpevoli d’aver fatto il loro dovere. Quale giustizia, quale verità dovremmo ricordare e raccontare a quelli che verranno. Quale giustizia, quale amore di patria sono quei partigiani che uccisero. Esiste il rimorso che tormenta gli animi. Scrive Gaetano Marabello in un suo articolo su Rinascita del 22 febbraio 2011  in un fatto di sangue dove vennero uccisi due camerati “ i due feriti sanguinanti sordi alle implorazioni di una madre, li trascinarono in riva al lago e , dopo averli seviziati, li gettarono nelle acque”. Naturalmente, ad oggi, nessuno ha pagato alla giustizia umana questo crimine. E persino quel pontile maledetto, dal quale i due furono scaraventati giù, non c’è più. Restano naturalmente quelle “fredde acque” del lago d’Iseo.

Esse, però, come ha scritto Vittorio Serini, anche se non riuscite a spegnerne la “ voglia di vivere “, non ne hanno potuto smorzare “l’onore e “ la fedeltà” che albeggiarono nei cuori di quei due “ fragili fiori”. Nessuno può spegnere una luce, nessuno “

Fonte: Azione Tradizionale.com

Raggruppamento Nazionale Combattenti e Reduci RSI Continuità Ideale: un 25 aprile di dolore e lutto

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25 aprile 1945: c’è ancora qualcuno –  espressione del più ottuso antifascismo – che continua a considerare tale data  festa di tutti gli italiani. Per noi, combattenti superstiti della  Repubblica Sociale Italiana e per tutti coloro che ne condividono i Valori,  questa data emblematica della cosiddetta liberazione,  rappresenta  l’inizio storico del massacro indiscriminato di decine di migliaia di  fascisti o presunti tali. Un delirio di sopraffazione e di vendette che  ha insanguinato città e paesi d’Italia, quando già le armi tacevano. Un massacro  programmato dalla resistenza comunista e attuato con feroce  determinazione.
Per tutti  noi, un 25 Aprile che rimane data di estremo dolore e di lutto, ma insieme di  sacrale omaggio e ricordo di chi ha dato la vita per l’Idea in estremo contrasto  con la ribellione interna, accomunando nel ricordo il sacrificio di tutti i  Caduti nel corso della RSI, militari e civili. Mentre ancora oggi, con  obbrobriosa ostinazione,  assistiamo all’ assordante silenzio  dell’Italia ufficiale e dei suoi corifei su ciò che accadde nella Primavera  di sangue, stagione rimasta senza colpevoli, tutti assolti  da un  antifascismo trionfante sulle baionette straniere.
Sia chiaro, non è vittimismo,  il nostro, nel ricordare la morte dei fascisti della Repubblica di Mussolini, ma  orgoglio di radici che col sangue versato proiettano nel futuro  la storia della Repubblica Sociale. 
Per tutti i Caduti della RSI il  nostro vibrante: Presente!
 
Il Presidente Nazionale RNCR RSI Continuità Ideale Gianni Rebaudengo

Continua il teatrino sulla gestione dei rifiuti a Santa Marinella

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Nonostante gli innumerevoli disservizi, le agitazioni del personale, la totale incapacità di gestire i servizi del porta a porta e la raccolta a domicilio dei rifiuti ingombranti, non passa settimana che qualche esponente della maggioranza non se ne esca con dichiarazioni inutili. Sono ormai due anni che la situazione della gestione dei rifiuti a Santa Marinella è al collasso. Si è tentato prima di dare la colpa ai residenti, poi ai villeggianti, ancor di più alla incapacità di gestire la stagionalità alla società che effettua il servizio, adesso spuntano i malviventi!

Riguardo il sequestro dell’isola ecologica (di cui l’amministrazione – cioè la cittadinanza – dovrà pagare la bonifica), l’insufficienza dell’isola ecologica itinerante, le ridicole operazioni di polizia sui trasgressori e le prove del cassone volante in giro per Santa Marinella nessun “mea culpa” da parte del Delegato Dott. Maggi. Il Delegato Astori, al contrario, continua a minacciare chi e cosa non si sa. L’unica cosa che potrebbe rivelarsi utile, cioè multe e i significativi rilievi di mancato rispetto del capitolato alla società che gestisce i rifiuti, non si vedono. L’unica cosa di cui abbiamo certezza è la quantità di lettere che scrive Astori al Sindaco, per sollecitare interventi. Ad oggi, tutte le belle letterine giacciono sulla scrivania del buon Bacheca che, da sornione qual è, non aspetta altro che quella definitiva. Vista la situazione di totale insufficienza dell’operato dei delegati Maggi e Astori sulla situazione igienica e ambientale, invitiamo a far recapitare al Sindaco l’unica lettera che dovrebbero presentare, quelle delle dimissioni irrevocabili.

 

Il Direttivo di Azione Punto Zero

José Antonio Primo De Rivera [in memoriam]

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“Uno stato non fattizio o fittizio, ma vero, com’è quello per cui la Falange spagnola vuol battersi, non avrà a basarsi nè sulla bugia sbugiardata dei partiti politici, nè sul parlamento, loro fattura e specchio. Si baserà sul trinomio vero dei gruppi umani organici, vivi vitali.

Sulla famiglia.

Sul comune.

Sul mestiere e professione.

Lo stato nazionale nuovo, fondato su queste sue premesse, affermerà: nella difesa dell’integrità famigliare, la cellula dell’unità sociale; nella tutela dell’autonomia comunale, la cellula dell’unità territoriale; nel mestiere e nella professione, nel sindacato, nella corporazione, gli elementi e gli organi dell’inquadratura popolare totalitaria.”

José Antonio Primo De Rivera, 24/04/1903 – 24/04/2014

70° anniversario battaglia di Anzio

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Associazione Campo della Memoria – Associazione Combattenti Decima Flottiglia MAS – R.S.I.

70^ anniversario della battaglia di Anzio

 

Nel 70^ anniversario dello sbarco di Anzio, ricorderemo i Nostri Caduti, non organizzeremo prenzi, cene, cocktail, parate, ecc…Li ricorderemo!

Programma 25 Aprile 2014

ore 9.30: Cippo di Campoverde, qui ricorderemo le gesta dei ragazzi della Folgore: i Parà del Comandante Sala.\

ore 10.30: Sacrario Campo della Memoria- Nettuno. Santa Messa celebrata da Don Pier Paolo Petrucci della Fraternità San Pio X di Albano. In seguito il nostro pensiero sarò dedicato a tutti quei giovani che hanno perso la vita per non tradire i propri Ideali. A loro renderemo Onore: ai Marò della Decima Mas, ai Marinai dei Mas 508, 506, che con altre imbarcazioni sono state affondate a largo di Nettunia. Ricorderemo i ragazzi del gruppo Buscaglia, intrepidi aviatori, abbattuti nei cieli del Tirreno. Ricorderemo i Camerati del Battaglione degli Oddi, che si sono sacrificati con valore nella difesa di Roma. E non ci dimenticheremo di quei Coloni dell’Agro Pontino che con roncole e forconi hanno difeso le loro terre da poco bonificate. Infine ricorderemo tutti quei civili, donne, uomini e bambini umiliati e stuprati dalle truppe francesi del Generale Juin e dei loro alleati.

Portate un fiore ai Nostri Caduti.

Un pullman gratuito partirà alle ore 8.00 da Via Marsala- altezza Hotel Royal Santina- ritorno ore 14.00.

Lunedi 28 aprile– Roma- P.zza Salerno- Chiesa 7 S.G. Fondatori-

S. Messa in memoria di Benito Mussolini e di tutti i Caduti della R.S.I.

Vi aspettiamo!

 

Per informazioni
sui nostri prossimi eventi e le future iniziative vi invitiamo a visitare i nostri siti:

www.campodellamemoriaufficiale.it

https://www.facebook.com/groups/158274570871127/?fref=ts

 

IL MODO IN CUI GLI USA UTILIZZANO L’UMILIAZIONE SESSUALE COME STRUMENTO POLITICO PER CONTROLLARE LE MASSE

 

In una sentenza cinque contro quattro questa settimana (24 Ottobre 2013) ha deciso che chiunque in ogni momento può essere denudato al momento di un arresto per qualsiasi tipo di reato, minori compresi. Questa sentenza dell’orrore del secret service si connette a due recenti leggi dell’orrore: la NDAA, che permette che chiunque sia passibile di arresto sempre, in ogni momento, e la HR 347, la “legge dell’abuso”, che affibbia una pena di 10 anni per qualunque attività di protesta che avvenga vicino a qualcuno che sia sotto la protezione. Queste criminalizzazioni delle persone seguono, ovviamente, la mini-rivolta dell’Occupy Movement.

L’indagine denudante americana è benigna ? L’uomo che ha subito la pratica iniziale ha dichiarato che gli è stato detto: “Gira intorno. Accovacciati e tossisci. Sprea your cheeks.” Lui ha detto di essersi sentito umiliato: “Tutto questo mi ha fatto sentire meno di un uomo.”

Con un ragionamento surreale il giudice Anthony Kennedy ha spiegato che questa procedura è necessaria perché gli attentati del Settembre 2011 avrebbero potuto essere bloccati se ci si fosse sbrigati.

In che modo lo strip-searching ci avrebbe preservato dagli attentati? Il giudice Kennedy ha immaginato che i piani per distruggere le torri gemelle siano stati nascosti in una cavità del corpo? In un modo ancora più bizzarro e illogico, la decisione sua e di altri giudici verte sulla preoccupazione relativa alle armi ed al contrabbando nei sistemi carcerari. Ma la gente in stato d’arresto – cioè chi non è ancora stato condannato- non è ancora stata inserita nella popolazione carceraria.

Il nostro stato della sorveglianza mostra una considerevole determinazione ad intromettersi nella sessualità dei cittadini. C’è l’abuso sessuale dei prigionieri a Bagram – i dossier di der Spiegel raccontano che “i precedenti detenuti raccontano di incidenti di…varie forme di umiliazione sessuale. In alcuni casi un poliziotto avrebbe messo il suo pene sul viso del detenuto durante l’interrogatorio. Altri detenuti erano violentati con dei bastoni o minacciati di subire violenza anale.” C’era la denudazione di Bradley Manning in solitaria prigionia. E c’è la politica messa su dopo la storia dell’“underwear bomber” di perquisire i viaggiatori USA anche nei genitali o anche costringerli a passare attraverso una macchina – prodotta dalla compagnia Rapiscan, di proprietà dell’approfittatore del terrore ed ex zar del Dipartimento di Sicurezza Nazionale Michael Chertoff – con immagini così vivide da essere stato definito il “porno scanner”.

Credetemi: voi non vorreste che lo Stato abbia il potere di spogliarvi dei vostri vestiti. La storia mostra che l’uso della nudità forzata da parte di uno Stato che sta diventando fascista è estremamente efficace nel controllare e sottomettere le popolazioni.

L’uso politico della nudità forzata da parte di regimi anti-democratici è ben stabilito. Forzare la gente a svestirsi è il primo passo della rottura del loro senso della individualità e della dignità e il rafforzamento della loro impotenza. Le donne schiavizzate erano vendute nude in blocchi nel sud America e i giovani schiavi adolescenti servivano alle tavole delle giovani donne bianche nel sud, essendo loro stessi nudi: la loro invisibile umiliazione era un simbolo della loro evirazione. Prigionieri ebrei ammassati nei campi di concentramento venivano spogliati dei vestiti e fotografati nudi, come immagini paradigmatiche di quell’Olocausto reiterato.

Uno dei momenti più terrificanti per me quando ho visitato la prigione di Guantanamo nel 2009, è stato vedere il modo in cui l’architetto dello stabile ha volontariamente posizionato gli specchi delle cabine-doccia in direzione dell’atrio centrale –dove le giovani donne guardiane della prigione stavano a guardare la nudità forzata dei prigionieri musulmani, che non avevano nessun modo per coprire il proprio corpo. Leggi e sentenze anche, questo è chiaro, sono state disegnate per giungere direttamente alle condizioni di Guantanamo, e alla detenzione abusiva.

Io ho visto poliziotti uomini e membri del TSA (Transportation Security Administration) stare fianco a fianco a osservare donne mentre venivano “perquisite” in aeroporto. Ho avuto esperienza di una intromissione sessualmente perversa e malamente formulata dello Stato durante le perquisizioni negli aeroporti, sempre formulata in termini abbastanza fumosi ( “hai qualche area sensibile?… Userò il dorso delle mani sotto i tuoi seni..”). Qualcuno commentando la mia pagina Facebook ha suggerito, io penso a ragione, che parecchie donne siano ritenute passibili di arresto per motivazioni di poco conto (in modo alquanto insolito, il TSA è famoso per il grande numero di donne che vi lavorano).

Ho intervistato l’equivalente britannico di un membro del TSA e ho saputo che la palpazione dei genitali, obbligatoria negli Usa, è illegale in Gran Bretagna. Io credo che la politica del palpeggiamento dei genitali in America, sia anche pensata per abituare i cittadini statunitensi alla condizione in cui essi debbano subire una intromissione sessuale dello Stato e sentirsi quindi sminuiti-cosa che può capitare in qualunque momento.

La frase più terrificante di tutte nella decisione è l’incredibile utilizzo da parte del giudice Kennedy, del termine “detenuto” per i cittadini americani sotto arresto. Alcuni membri di Occupy, che sono stati arrestati a Los Angeles, hanno dichiarato di essere stati definiti tali dalla polizia. Il nuovo uso da parte del giudice Kennedy di ciò che sembra essere una deliberata autorizzazione di quella frase è illuminante.

Dieci anni di associazione hanno dato a “detenuto” il significato, in America, di “colui al quale non si applica nessun diritto” –specialmente in prigione. E’ da molto che questo si usa in America, abituandoci a collegarlo a una condizione in cui a caso alcuni lontani musulmani possono essere spogliati dallo stato americano di ogni diritto. Adesso il termine –con la sua associazione di significato “coloro ai quali può essere fatta ogni cosa” –sta per essere sistematicamente indirizzato a…ogni vecchio cittadino americano.

Dove stiamo andando ? Perché ? Queste recenti leggi criminalizzando le proteste e dando potere alla polizia locale –che, ricordiamo, è adesso rinforzata da denaro del Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS) e mezzi e uomini dell’esercito- di terrorizzare e traumatizzare la gente che non è passata attraverso un tribunale ed un processo regolare, lavorando coerentemente a un vedo-tutto-in-qualsiasi-momento dello Stato.

In Utah è stata installata dalla NSA una struttura per monitorare ogni cosa in ogni momento: James Bamford ha scritto su Wired Magazine che una nuova strutturaè stata costruita a Bleffdale, Utah, dove la NSA controlla miliardi di e-mail, messaggi e chiamate telefoniche. Una simile legislazione viene portata avanti anche in Gran Bretagna.

Con un tale occhio del Grande Fratello che lavora fianco a fianco a queste leggi sullo strip-search –tra il controllo tecnologico dei dati e il terrore della polizia, che ha il potere di abusare di voi e umiliarvi- nessuno avvertirà la necessità di un colpo di stato vero e proprio per avere una cittadinanza intimorita e sottomessa. Se direte qualcosa di controverso al telefono o on-line, sarete sottoposti ad arresto e umiliazione sessuale ?

Ricordate, non c’è bisogno di aver commesso qualcosa di sbagliato per essere arrestati in America. Potete essere arrestati per aver lasciato il vostro cane senza guinzaglio. L’uomo che ha detto di essere stato costretto a scoprire le sue natiche era stato fermato per un’infrazione del codice della strada. Mi è stato riferito da un sergente del NYPD che le questioni di “sicurezza” consentono al NYPD di praticare arresti. Così nulla impedisce che migliaia di manifestanti di Occupy vengano accerchiati e spogliati sotto condizioni intimidatorie.

Perché ciò sta avvenendo? Ero solita pensare che la spinta fosse guidata solo da quelli che avevano approfittato della guerra senza fine e della sorveglianza –ma adesso vedo che la battaglia è più ampia. Come un avvocato di internet mi ha detto: “C’è una gara contro il tempo: comprendono che internet è un mezzo di potere che lavorerà contro di loro e i loro interessi, e fanno a gara per convertirlo in un mezzo di controllo.” Come ha scritto Chris Hedges nel suo avvincente racconto sul NDAA: “Il Washington Post in un servizio del 2010 di Dana Priest e William M. Arken ha riportato che ci sono oggi 1.271 agenzie governative e 1931 compagnie private che lavorano su programmi relativi al controterrorismo, sicurezza della patria e intelligence in circa 10.000 posizionamenti sparsi per gli Stati Uniti. Ci sono 854.000 persone con incarichi relativi alla massima sicurezza, scrivono i reporters, sia a Washington, DC, sia nell’area circostante, 33 complessi edilizi per il lavoro d’intelligence di massima sicurezza sono in fase di costruzione o sono stati costruiti dal Settembre 2011”.

Questo enorme nuovo settore dell’economia ha interessi per parecchi miliardi di dollari in un sistema in crescita che serve a sorvegliare, intimidire fisicamente e predare il resto della società americana.

Adesso possono farlo attraverso la minaccia di umiliarti sessualmente – un potente strumento nelle mani di qualunque bullo.