AUSILIARIA NADIA SALA: PRESENTE!



Ieri, l’ausiliaria Nadia ha raggiunto la casa di Dio, ha riabbracciato le sue camerate ausiliarie e tutti i combattenti R.S.I. che l’hanno preceduta. 
Un esempio di Donna tra le rovine, costante riferimento per la nostra comunità. 
Il seme del suo esempio lascia tra noi frutti belli, rigogliosi, eterni. 
Sentiamo il tuo vigore, vediamo i tuoi occhi di fuoco, il tuo sorriso vittorioso, Nadia: ti sentiamo vicina fianco a fianco, come sempre, nella lotta! 

Potremo onorarti soltanto non arrendendoci mai, come ci hai insegnato a fare tu!

Gli Stati legiferano su aggregati gay e la civiltà europea arretra

Con le ultime legiferazioni della Francia e della Gran Bretagna sono arrivati a 10 i paesi che in Europa hanno legalizzato gli aggregati giuridici composti da coppie dello stesso sesso equiparandole alle tradizionali famiglie fondate sull’unione tra un uomo e  una donna.

Su questa scia di baluardi infranti anche in Italia i tentativi di far passare tale disegno di legge incominciano a intravedersi sempre più forte a cominciare dalla proposta di legge contro la presunta omofobia degli italiani. La classe politica del Bel Paese invece di occuparsi dei problemi del popolo, che deve fare i conti con un tasso di disoccupazione allarmante e con un numero di suicidi ogni giorno sempre più numeroso, sembra che veda nell’omofobia una questione di imminente emergenza. Perché? Da una parte è “l’Europa che ce lo chiede”, infatti, il Consiglio dell’Unione Europea nella sua sessione del 24 giugno ha approvato una risoluzione[1], nel silenzio generale, in cui fa sua l’ideologia gender riconoscendo, non più la classica distinzione uomo-donna, ma,  ben cinque generi: lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali, impegnandosi a proteggerli e a promuoverli come normali. Dall’altra parte, anche per i politicanti venduti alle lobby è più facile far passare simili provvedimenti che occuparsi dei problemi reali del Paese, e poi, pare rendano in termini di immagine.

Secondo un censimento del 2006 in Italia 87% degli Italiani si sono dichiarati cattolici. Dato che la dottrina Cattolica considera gli atti omosessuali contrari alla legge naturale ci si chiede, nel caso in cui la legge contro l’omofobia venisse approvata, se saranno perseguiti tutti per discriminazione.

Minata ogni concezione del Sacro, trasformato il continente in uno spazio di libero scambio e di circolazione delle merci e della  forza lavoro, la famiglia resta una delle ultime istituzioni normali contro l’onda anomala della sovversione. E’ proprio contro la famiglia che simili provvedimenti, mascherati con l’intento di proteggere i deboli, vanno a colpire, trasformandola in una parodia moderna e sottraendole il ruolo di pilastro fondante della Civiltà.

Il Prof. Luciano Pranzetti, scrive al Sindaco Bacheca

Più di una volta abbiamo stigmatizzato come i media locali, poco prima ed ancor di più a seguito della vittoria del Sindaco Bacheca alle elezioni comunali, si siano appecoronati con una cupidigia di servilismo che fa tremare i polsi.
Questi paladini del pluralismo dell’informazione e della libertà di stampa, ripropongono – con la lettera del Prof. Pranzetti – lo stesso schema. IL SILENZIO. Il loro guaio è che ormai, con i social media, questa cortina di ferro mostra delle fessure ed è ormai incrinata. Bene così, i nostri assidui lettori con questo articolo apprezzeranno le tesi del Prof. Pranzetti e al tempo stesso troveranno confermate le idee che spesso riserviamo alla nuova amministrazione di Centrodestra.
Lettera aperta al Sindaco Bacheca
Sig. Sindaco: mi permetto, quale cittadino e suo elettore, di esporle una mia cortese ma franca riflessione, con susseguente relativa domanda, in merito ad alcune deleghe in questi giorni da lei distribuite. Va da sé che le considerazioni che seguiranno non  intendono minimamente – sia chiaro – qualificarsi come giudizio etico sulle persone che, per necessità, saranno nominate. Ciò sia perentoria premessa. Il significato che riveste questa mia sta collocato nelle categorie della trasparenza e della corretta informazione. E dunque: nei giorni precedenti il primo turno elettorale,  così come prima del ballottaggio, in quei magnifici ed affollati incontri preelettorali tenutisi allo Sporting Club, lei, sollecitato da talune indiscrezioni di stampa e da alcuni sostenitori colà presenti, pubblicamente e nettamente affermò che, al di là dei normali, doverosi ed istituzionali rapporti, non erano in agenda né in programma futuri incarichi o deleghe o concessioni a chi, da molto tempo prima o da qualche settimana, defilandosi dalla sua maggioranza, le aveva manifestato aperto dissenso tanto da costituire, essi, liste personali o escludendosi in proprio. Nella fattispecie, ella affermò che né per l’ex vicesindaco  Sig. Eugenio Fratturato né per l’ex delegato alla cultura Sig. Pino Galletti, erano da ipotizzare cariche alcune. Giammai. Ne seguirono applausi ed approvazioni. Ma si sa, il tempo è un gran medico e, lentamente lenisce piaghe, ferite e malori. Sorprende, però, che in così brevissimo lasso, sanatesi le asperità, lei abbia creduto opportuno ribaltare il suo convincimento al punto da conferire la  vicepresidenza del Consiglio al Sig. Eugenio Fratturato e il reincarico alla cultura al Sig. Pino Galletti. Non mi è difficile pensare che la nomina del Sig. Fratturato sia, peraltro, da considerare come equa distribuzione di quote spettanti alla minoranza, e Fratturato, infatti, è sito nella minoranza, ma mi è assai arduo collocare quella di Galletti in analoga posizione. La direttiva europea 95/46/CE, relativa alla riservatezza personale non vieta che lei voglia, possa e debba rendere note le motivazioni che stanno alla base del suo ripensamento. 
I personaggi citati sono pubblici in termini politici e, perciò, soggetti a rendere conto soprattutto a chi non li ha votati ma che se li trova, con il chiarimento sopra espresso, sui banchi dell’Amministrazione a cui erano stati ostili. Ne gioverà la fiducia dei cittadini verso il suo operato, Sig. Sindaco, e l’incitamento per i nuovi – si fa per dire – collaboratori ai quali, nell’augurare buon lavoro per il bene comune, chiediamo, con la stessa cortesìa, di rappresentare gli scenarii, che non dubitiamo essere validi e serii, entro i quali si è potuto rinsaldare la fiducia tra essi e il Sindaco.

Cordialmente

Prof. Luciano Pranzetti   

25 Luglio – 8 Settembre 1943, le date della svolta

Il 1943 può essere definito come l’anno delle illusioni: si illusero i congiurati del Gran Consiglio del Fascismo di salvare il Regime sacrificando Mussolini; si illusero il Re e Badoglio di tradire l’alleato senza pagare dazio; si illusero i ragazzi di Salò di difendere l’onore d’Italia e finirono col combattere i propri fratelli; si illusero i partigiani di sostituire la dittatura fascista con quella del proletariato, pensando di fare dell’Italia una repubblica sovietica e si ritrovarono, invece, a sostenere la monarchia e l’occupante americano; si illusero infine gli italiani convinti che la guerra fosse finita, quando invece ne stava per iniziare una seconda ben peggiore.
Tutto ebbe inizio il  25 luglio 1943 quando, con una deliberazione del Gran Consiglio del Fascismo, il Regime cessò di esistere. Mussolini, pur potendo rigettare l’ordine del giorno del Ministro Grandi e far arrestare i congiurati, inspiegabilmente accettò il deliberato che lo esautorava di tutti i suoi poteri per essere trasferiti al Re.
Intanto Vittorio Emanuele III con i vertici delle Forze Armate tramava per liquidare Mussolini, come primo atto per poi passare dalla parte vincente, quella degli alleati.
Il responso del Gran Consiglio, contrariamente alle intenzione dei protagonisti (che di fatto si comportarono come utili idioti, per dirla alla Lenin), tornò utile al Re per dare una insperata veste  istituzionale a quello che fu a tutti gli effetti un Colpo di Stato.
L’indomani Mussolini, rispettoso delle regole e convinto della correttezza di Vittorio Emanuele III, si presentò al monarca per rassegnare le proprie dimissione da Capo del Governo. Il Re, il cui unico scopo era quella di salvare la corona e se stesso dal tracollo bellico, con un atto inconcepibile dal punto di vista istituzionale, lo fece sequestrare (e non arrestare in quanto ne mancavano i presupposti giuridici).
Tutti i poteri furono affidati ai vertici dell’esercito che instaurarono una dittatura militare con a capo il Maresciallo Badoglio. Del nuovo esecutivo nessun esponente politico ne faceva parte in quanto i partiti rimanevano fuori legge al pari del partito fascista nel frattempo sciolto.
A parte qualche spontanea manifestazione di giubilo, derivante dall’equivoco che con la caduta del regime sarebbe finita la guerra, degli antifascisti e dei partigiani neanche l’ombra, li avremmo visti solo dopo al seguito delle vittoriose truppe alleate.
Il nuovo governo si affrettò a rassicurare l’alleato tedesco circa la fedeltà dell’Italia e il proseguimento della guerra al suo fianco e nel contempo avviò segreti contatti con gli angloamericani per passare armi e bagagli dalla parte del nemico, nella patetica illusione di uscire indenni da una guerra che volgeva al peggio.
L’8 settembre del 1943 arrivò l’annuncio di Badoglio che chiamò armistizio quello che in realtà fu tradimento: nel volgere di 24 ore i tedeschi divennero improvvisamente nemici e gli invasori americani alleati.
Questo atto scellerato non mutò le sorti del conflitto, non servì a lenire le sofferenze della popolazione civile che continuò a lungo a morire sotto i bombardamenti terroristici dell’aviazione angloamericana. Servì solo a scatenare l’ira vendicativa di Hitler, in quel momento padrone assoluto del nostro Paese.
Con il rovesciamento del fronte e il passaggio dell’Italia dalla parte degli angloamericani (che faceva presagire una rapida e vittoriosa conclusione del conflitto), si riorganizzarono i vecchi partiti che seppero, soprattutto quello comunista che aveva mantenuto una sua struttura clandestina, cogliere al volo quella insperata opportunità di tornare ad essere protagonisti della vita politica italiana. La guerra invece continuò per altri 18 mesi e nel conflitto tra eserciti si inserirono i partigiani, alcuni smaniosi di ricostruirsi una verginità politica dopo essersi affermati grazie al regime, altri per attribuirsi delle onorificenze da spendere al tavole della spartizione del potere alla fine del conflitto. E fu guerra civile.
Questi sono i fatti che ognuno può giudicare, ma che dubito si possano contestare.
Gianfredo Ruggiero, presidente  Circolo Culturale Excalibur – Varese

Nota: la pubblicazione del presente articolo non richiede la preventiva autorizzazione dell’autore, è sufficiente citare la fonte.

Intorno al “Buon Sabato Fascista”

Sempre più spesso, a mezzo facebook, sms, tweet e chi sa inventare mezzi inventi, ci giungono gli auguri per un “buon sabato fascista”. Ciò, ci lascia piuttosto sorpresi perché alla pari degli auguri, sono connesse frasi sconclusionate su party, foto dal mare o dalla piscina, piuttosto che cartoline da paesaggi ameni o confortevoli. Al tempo stesso, i cosiddetti auguri del buon sabato fascista, quasi mai sono coniugati ad attività da buon sabato, figurarsi poi se fascista. La sensazione che si tratti di uno degli ammennicoli della nuova destra ignorante, è forte. Prima delle considerazioni di merito però, per i meno ferrati, occorre specificare nascita e funzione del “Sabato Fascista” – in poche righe, è estate, nessuna lungaggine.
Il Sabato Fascista – nel quadro delle più ampie riforme sociali e del lavoro volute dalla rivoluzione fascista – fu istituito nel ’35 per associare ai cinque giorni dedicati al sostentamento economico, metà giornata “per poter svolgere le attività di carattere addestrativo prevalentemente premilitare e postmilitare e altre di carattere politico, professionale, culturale, sportivo del popolo.” Un appuntamento dunque con l’amor Patrio, per coltivare nella Nazione italiana, che si affacciava sui grandi scenari della storia, l’educazione nello Stato, la dedizione allo Stato. Un giorno o metà, alla propria comunità più largamente intesa.  Cionondimeno fu istituito il Sabato Teatrale, per far approssimare in modo continuo e formativo le maestranze alle grandi opere. Del resto come  insegnato nel famoso slogan “Dio, Patria e Famiglia”, se la Domenica deve essere dedicata a Dio – alla dimensione spirituale – ed alla Famiglia, per rinsaldare i legami di sangue e comunitari, il Sabato doveva essere dedicato allo Stato. Non fa una grinza.
Per fare un parallelo, considerata la complessità della società moderna, sarebbe come se dopo una settimana passata al lavoro, prima di dedicarsi al culto – ognuno sa come regolarsi – e prima di dedicarsi alla Famiglia, si decidesse di destinare una parte del proprio tempo, delle proprie energie, delle proprie disponibilità economiche ad una comunità militante sul fronte di lotta. Qualunque essa sia, abbiamo già sottolineato in altri documenti che non ci preoccupiamo dell’insegna, per questo tipo di considerazioni. Il Sabato quindi deve essere in parte dedicato ad una comunità militante che generalmente organizza eventi, escursioni, trasferte, tiene la sede aperta etc etc. Non si può il sabato? Lo si faccia durante la settimana. Una porzione del proprio tempo, energia, contributi la si deve all’idea. Non lo si fa? Allora non si è fascisti. E’ come se ci si credesse un subacqueo, solo perché si è seduti sul bagnasciuga e si pensa alle immersioni. Ecco, questo è un po il profilo medio di chi ci augura il “Buon Sabato Fascista” e non ci piace, per niente.
Riteniamo quindi, nel concludere, che la paraculaggine moderna, trovi nella formula “Buon Sabato Fascista”, la via per il disimpegno, in sostanza per il non far niente, giustificato dall’aggettivo “fascista”,  perché si sa, fa tosti, inappuntabili, giustificati.

Invece no, dato che la coincidenza vuole che siano altre le culture nelle quali il Sabato “non si fa niente”, una riflessione in merito sarebbe opportuna. Ai postUMI, l’ardua sentenza! 

Nuove speranze per il Castello di Santa Severa

Dopo due anni di mobilitazione delle 42 Associazioni costituenti il Comitato per il Castello di Santa Severa finalmente s’intravede una luce per il futuro del grande complesso monumentale.
La giunta Zingaretti ha convocato il Sindaco di Santa Marinella per avviare subito un rapporto ufficiale con l’Amministrazione, cosa che non era stata possibile con la passata giunta Polverini. Anche l’Assessorato alla Cultura regionale è stato interessato dal Comitato alla questione del castello che non può e non deve restare un semplice bene “patrimoniale”, destinato a risanare il bilancio della Regione, così come si era cercato di fare con la precedente amministrazione. Il bene culturale va, viceversa, considerato una risorsa pubblica, fondamentale per la crescita civile e sociale del territorio e per il suo sviluppo turistico ed economico.

Il progetto di “Uso pubblico per fini culturali e turistici del Castello di Santa Severa” elaborato dal direttore del museo civico in collaborazione con il Comitato è stato approvato in via preliminare dalla giunta di S. Marinella e il prossimo lunedi 15 luglio dovrebbe esserlo da parte dell’intero Consiglio Comunale. Questa approvazione permetterà finalmente al Comune di avere una propria proposta chiara e condivisa da portare al tavolo tecnico-politico che sarà istituito con la Regione.

Il progetto del Comitato prevede di includere la costa compresa tra Macchia Tonda e il Castello di Santa Severa in un’unica area naturalistico-archeologica protetta, comprendente anche il fondale marino e la servitù militare. Non ci vuole molto a capire quale attrattiva turistica potrebbe costituire questo luogo, tramite un’accorta politica di salvaguardia della sua bellezza naturale e una sapiente valorizzazione delle valenze ambientali e storico-archeologiche.

Senza impedire ai bagnanti di raggiungere la spiaggia libera, è necessario evitare che questa diventi sempre più “attrezzata” a danno del patrimonio ambientale. Risulta infatti che il parcheggio sul mare, accessibile del “Varco 54”, abbia già parzialmente demolito la duna e che le pulizie dell’arenile non risparmino conchiglie, reperti archeologici e le barriere di protezione naturali messe per delimitare l’area frequentata dai naturisti. Va ricordato che questi ultimi dagli anni 70 hanno assicurato la pulizia e il controllo dell’intero tratto di spiaggia.

Per questo il Comitato esprime la sua preoccupazione sul futuro delle “Sabbie Nere” di Santa Severa, un tratto del litorale ancora per fortuna incontaminato. Pur riconoscendo la necessità di non intasare l’Aurelia, permettendo ai bagnanti di raggiungere in sicurezza uno degli arenili più belli del Lazio, ricordiamo che non si sta parlando di una spiaggia qualsiasi ma di un vero e proprio tesoro.

L’area compresa tra il Castello di Santa Severa, Pyrgi e la Riserva Naturale di Macchia Tonda, protetta da vincoli archeologici e naturalistici, si è preservata nei suoi valori ambientali e storici fino ai giorni nostri dalla lontana preistoria. In essa si trovano ancora tracce di antichi insediamenti neolitici e dell’intensa frequentazione di epoca etrusca e romana. Le dune sono state dichiarate monumento naturale mentre fossi e paludi costiere consentono a molte specie animali di nidificare.

Il Comitato per il Castello di Santa Severa

MarioFest 2013 – Recensione

Sull’agenda è ormai appuntamento immancabile, la MarioFest. Quest’anno abbiamo cercato di “dare un tocco in più” vivacizzando l’evento, come deve fare una comunità militante che punta al miglioramento costante. Un ringraziamento doveroso va fatto oltre che naturalmente a Mario, anche ai proprietari del casale, disponibili durante i preparativi e durante tutta la serata, per dare una mano quando necessario.

Numerose le adesioni – alla fine ci siamo contati in più di 70 – di tanti esponenti di comunità militanti e tanti camerati giunti per l’occasione da Roma, oltre che dalle realtà operanti nel territorio limitrofo, come Raido, TdL e Fascio Etrusco. 

La bellezza dell’evento, è che vede presenti anziani, donne, bambini e gente di tutte le età: la strada sterrata e polverosa non ha dunque scoraggiato e tutti hanno voluto partecipare al gran completo. Si respirava infatti nel clima dal sapore campagnolo delle Colline dell’Allume e un forte retrogusto  di festa  e di condivisione che ha pervaso l’evento dall’inizio alla fine. L’occasione si impreziosisce sempre tra l’altro, anche per il fatto che è una occasione per raccogliere un contributo concreto per la Casa Famiglia Harlock. Obiettivo raggiunto anche quest’anno. Un particolare ringraziamento a Lorella e Benito che, da Latina, hanno accompagnato l’inossidabile Avv. Mario Niglio, segno del legame generazionale con la stirpe di coloro che non si arresero ieri e non intendono arrendersi oggi.

L’aria frizzante e fresca, si sa, stuzzica i sensi e non si può aspettare molto: il bicchiere non ha tardato a riempirsi di sanguigno vino rosso con conseguenti brindisi. Il taglio dell’ottima e saporita porchetta ha preso subito il via per poi proseguire incessante: le porzioni preparate sono prontamente sparite accompagnate da pane in quantità e buon formaggio, alternate a porzioni di pasta e riso freddo… Così, circondati dalla natura ed animali (i bambini di certo non avevano di che annoiarsi tra cani, gatti, cavalli e chi più ne ha più ne metta..) e immersi in un rilassante clima campagnolo è calata pian piano la sera mentre si alzavano le voci e si preparavano gli strumenti.
Gli imprescindibili pezzi di musica alternativa, intervallati da goliardiche e “battagliere” performance karaoke hanno riunito i presenti in un concerto che ha coinvolto tutti confermando come la MarioFest rappresenti coinvolgimento e scambio, condivisione e vita vera. Così, la serata  è continuata senza mai spegnersi, tanto che i presenti si sono intrattenuti fin oltre l’ora della media notte lasciandosi andare ad un bicchiere in più ed ad un ennesimo brindisi prima dei saluti definitivi. 



Ancora una volta, abbiamo confermato in un mondo che ci vuole soli e divisi, come invece gli “Amici di Mario” siano presenti, vivi e volenterosi [eheheh …dopo gli “amici di Maria”, ci pareva opportuno]. Stringendoci attorno a colui che non ha mai mollato nonostante le durissime prove a cui è stato sottoposto, cerchiamo così in qualche modo di rendergli omaggio dimostrando che attraverso la nostra lotta cerchiamo, quotidianamente, di mantenere fede all’idea che ci è stata donata da persone che mai hanno voluto vendersi alla marea della modernità borghese, corrotta e vile. L’aria respirata alla MarioFest 2013 è quella ardente e rivoluzionaria, del fuoco che la anima. Stufi di vedere la nostra terra maltrattata, sballottata e in balia della grande democrazia globalizzante e livellatrice, Sabato abbiamo ribadito che le nostre radici sono ben piantate e salde e che la linfa vitale scorre copiosa lungo tutte le diramazioni dell’albero comunitario. Sempre con il sorriso sulle labbra, mai domi. 

Da quest’albero cogliamo quindi i frutti estivi di un lavoro di semina e coltura svolto “dietro le quinte”, in cui affermiamo la vita e la natura nella condivisione ed apertura con sostenitori e simpatizzanti. L’appuntamento che giunge a metà Luglio segna infatti, per Azionepuntozero e per le comunità militanti del Fronte della Tradizione, la fine della stagione militante 2012/2013 e l’inizio del mese di ricreazione. Fare il bilancio delle attività svolte, preparazione per il campo estivo, sane letture di formazione. E’ così, con questa bella festa, che salutiamo l’estate e le attività, per ritrovarci presto sul campo di battaglia esterno, perché, come si sa, la militanza .. non va in vacanza! Grazie a tutti …arrivederci a Settembre!



Il progresso si macchia del sangue dei neonati: fa capolino la baby-eutanasia

Il mondo moderno mostra sempre di più, ogni giorno che passa, il suo volto diabolico. Ben pesto  i medici olandesi saranno autorizzati a togliere la vita a bambini nati con malformazioni: un abominio che diventa legalità. Ovviamente gli occhi infallibili degli “esperti” giudicheranno se il bimbo in questione sia in una situazione talmente disperata da giustificare il gesto: una spregevole realtà perpetrata da chi si ritiene in grado di poter decidere quando strappare il seme della vita (che andrebbe curato e difeso fino all’ultimo) da un piccolo corpo innocente appena venuto al mondo …


Bimbi malati? La baby-eutanasia è l’ultima follia dei “progressisti”


In Olanda dal 2014 sarà possibile sopprimere i neonati affetti da gravi patologie. Anche il Belgio si allinea: già presentata la proposta di legge

di Robert Vignola


Se il Belgio è famoso per l’eurocrazia, l’Olanda è famosa per la droga libera. Entrambi, però, condividono altri poco lusinghieri biglietti da visita: se il reame bilingue è noto per l’incredibile concentrazione (e crudeltà) di casi di pedofilia, quello dei tulipani e dei mulini a vento ha avuto altra notorietà per il tentativo di dar vita ad un partito pedofilo. Ebbene, però, cotanta fama rischia di essere spazzata via in un sol colpo grazie ad un’altra “libertà”, quella che si sono dati Belgio e Paesi Bassi negli ultimi tempi: uccidere i bambini.
No, non si tratta di leggi sull’aborto, ma di vere e proprie “eutanasie” di bambini già nati. Ma andiamo nel dettaglio, dove notoriamente si nasconde il diavolo. Per quanto riguarda i Paesi Bassi, l’associazione dei medici olandesi ha nei giorni scorsi autorizzato i suoi associati a togliere la vita a bimbi nati con malformazioni. La norma entrerà in vigore soltanto dal prossimo anno, ma sarà l‘inizio di una strage degli innocenti inarrestabile: secondo alcuni dati resi noti a margine della notizia, la norma è destinata a riguardare ben trecento bambini ogni anno. Il deus ex machina di cotanto movimento libertario si chiama Eduard Verhagen ed è, bontà sua, un pediatra: è lui l’autore del controverso “Protocollo di Groningen”, che introdusse la prassi dell’eutanasia neonatale. A suo avviso “non è giusto costringere l’esserino a soffrire così a lungo”.
Le stesse, identiche, farneticanti “rivendicazioni” hanno poi attraversato il confine. Quattro senatori della maggioranza del governo del Belgio hanno depositato una serie di proposte di legge per riformare la legge sull‘eutanasia. Queste misure raccoglierebbero un’ampia maggioranza trasversale di parlamentari, nonostante la contrarietà dei cristianodemocratici francofoni e fiamminghi che pure sono membri della maggioranza.

Potere dei “governi di larghe intese”… Qualora, come pare ormai ineluttabile, la proposta dovesse trasformarsi in legge, i medici potranno mettere fine alla vita di un bambino, se ”in una situazione medica senza uscita, in uno stato di sofferenza fisica o psichica costante e insopportabile, e che esprime una domanda di eutanasia”. Le parole sono del socialista Philippe Mahoux, padre della legge sull’eutanasia del 2002 e, anch’egli, medico. Attenzione: sarà chiesta l’autorizzazione di entrambi i genitori per procedere, gli stessi riceveranno un accompagnamento psicologico anche per diversi anni dopo la morte del bambino, ma secondo gli autori della proposta non deve esserci soglia d’età per procedere alla soppressione di un essere umano: l’importante sarà “fare riferimento alla capacità di discernimento del bambino con la garanzia che ciò che esprime sia ciò che comprende“. E a stabilirlo dovranno essere psichiatri dell’età evolutiva e psicologi.

Roba da pazzi, appunto. Anche perché gli specialisti già ascoltati in Senato non hanno mancato, in un evidente impeto d’umanità, d’insistere sulla “straordinaria maturità che un bambino gravemente malato riesce a sviluppare“. Il che, in un mondo normale, dovrebbe essere soltanto la riprova che la vita va difesa. Sempre, e fino all’ultimo.
fonte: Il giornale d’Italia

Santa Marinella FU TURISMO 2013

L’ormai consueto comunicato stampa di inizio estate, un appuntamento fisso che vorremmo sentitamente evitare. Invece no, quasi come fosse una rappresentazione teatrale, l’assassino torna sempre sul luogo del delitto. Il fantasma di Boelis si aggira per la Perla, il neo assessore al turismo, sgomento, barcolla!

Santa Marinella FU TURISMO 2013 
Una storia che si ripete da ormai cinque anni
Dal 2008, i cittadini di Santa Marinella devono sentirsi arretrati e non attrezzati amministrativamente rispetto a tutti i comuni del comprensorio. Come all’inizio di ogni estate infatti, Santa Marinella viene tempestata da manifesti multicolori dove vengono promosse feste, sagre, festival che si svolgono nelle frazioni e nelle cittadine limitrofe. Se pure è vero che azione punto zero sistematicamente porta in evidenza questo aspetto – per niente felice di farlo – al tempo stesso l’amministrazione in questi cinque anni, non ha battuto ciglio di fronte ad un settore che rappresenta un volano strategico. Ad oggi, 10 Luglio, non esiste un cartellone per l’estate 2013. Niente, se non qualche evento a cui dobbiamo dire grazie a qualche piccola associazione privata. Tema sul quale, peraltro, ci sarebbe da aprire parentesi graffe sulla corrispondenza tra merito, curriculum e legittimità degli iter per l’assegnazione di certi spazi. Non vogliamo entrare nel merito del lavoro che il povero neo assessore al turismo si sta trovando per le mani. Non vogliamo neppure sottolineare nuovamente il fatto che, Santa Marinella, è una cittadina turistica solo incidentalmente, avendo in sé una prerogativa principalmente e storicamente di località di villeggiatura. Oltre a far visitare la città al nostro esimio concittadino Giordano Bruno Guerri, il nulla. Ci è stato detto: “ci sono state le elezioni”, anche se per cinque anni abbiamo pungolato l’assessore al turismo – responsabile quindi anche per il 2013 – ad ogni inizio Ottobre. Di chi è la responsabilità se non dell’ex assessore al turismo Boelis e cosa ce ne facciamo della sua inadempienza? La nostra idea semplice e funzionale gli è stata più volte ribadita “L’istituzione di un tavolo permanente per il Turismo che veda protagonisti tutti gli operatori del settore, è il punto d’inizio per una autentica rivoluzione della concezione dello sviluppo di Santa Marinella. Il Tavolo permanente dovrà essere l’incubatore per la realizzazione dell’agenzia per il turismo, una società mista pubblico-privato che dovrà costruire, promuovere e difendere il marchio “Santa Marinella” localmente – con un calendario di fiere ed eventi sul territorio, e internazionalmente promuovendo Santa Marinella in tutte le fiere e le borse del turismo del mondo. 
Marcare un segno di netta discontinuità rispetto al fai-da-te da “balletti russi e canzoni napoletane”, che hanno contraddistinto la promozione del turismo a Santa Marinella in questi anni.  Chiudere l’esperienza dei gemellaggi, delle festicciole e degli eventi connessi alle consorterie dei vari consiglieri comunali e faccendieri all’ombra del Castello. Risulta così difficile concepire qualcosa del genere? Dobbiamo nominare gli stessi delegati alla cultura? Dobbiamo rivedere le stesse scene di sempre? Queste sono le domande che formuliamo al rieletto Sindaco Bacheca. Lui, è il capo indiscusso della maggioranza di governo e rappresentante dei cittadini di questo paese. Molti colonnelli sono stati molto intelligentemente fatti fuori da lui, adesso però dia una risposta a questi interrogativi, perché la responsabilità è solo sua.

Il Direttivo di Azione Punto Zero

Adriano Romualdi. L’uomo, l’opera e il suo tempo – [Recensione]

06/07/2013, Colli del Tronto – Ascoli Piceno

Presentazione del libro



In un’occasione importante come quella di sabato non poteva mancare la presenza di Azionepuntozero. Nello scorso fine settimana infatti, la fondazione Hispano Latina in collaborazione con le associazioni PASSEPARTOUT, RAIDO, NUOVE SINTESI e ARIES, hanno organizzato la presentazione del libro “Adriano Romualdi. Luomo, lopera e il suo tempo” di Rodolfo Sideri, con lintervento di Mario Michele Merlino. A seguire, una buona cena tra camerati.

Nonostante i chilometri di distanza, per le occasioni importanti, il farsi trovare pronti e disponibili per lunghe trasferte sta a significare che la militanza non si fa nel salotto di casa, né attraverso il monitor di un computer. Lo spostamento “fisico” permette, oltre che di godere dei paesaggi unici che il nostro bel paese offre, anche l’opportunità di scambio opinioni e saluti diretti e veri, segno di condivisione ed espressione di quel legame comunitario che unisce indissolubilmente le varie realtà che lottano per la stessa Idea, attraverso valori, secondo dati Principi.

Adriano Romualdi: l’uomo l’opera e il suo tempo” il titolo della conferenza e del libro presentato per l’occasione: gli interventi di Mario Michele Merlino e di Rodolfo Sideri (autore del libro) hanno fornito, attraverso due differenti forme di espressione e di relazione col pubblico, una ben delineata visione di Romualdi e un interpretazione valida ed efficace del suo pensiero, inducendo gli ascoltatori a delle riflessioni ora più che mai necessarie ed attuali. Prima dei loro interventi, Lorella e Celsio Ascenzi, infaticabile organizzatore delle attività della Fondazione Hispano Latina, nonchè padrone di casa e della bella sala realizzata con le sue fatiche, hanno introdotto il tema e parlato dell’importanza dell’appuntamento.

Il Prof. Merlino ha ribadito attraverso un aneddoto, come quello spirito vero che ritroviamo nella natura, nel cibo e nei volti che riconosciamo e sentiamo nostri, rappresenti una semplicità e un amore per l’essenziale che è un punto cardine di quell’Europa che Adriano sognava e che credeva possibile, tramite un risveglio delle coscienze. Per Adriano, quest’ultime, intrinsecamente possiedono quella visione della vita che è comune a tutti i popoli europei. In questo senso, ribadisce Mario, egli ha visto nel fascismo un fenomeno europeo, ovvero un ridestarsi dei principi che, opponendosi alla sovversione della globalizzazione e della massificazione imposta da democrazia e comunismo, esprimevano quel sentire comune proprio dell’Europa che legava le comunità a percorrere un unico sentiero, seguendo una visione verticale e trascendente della vita. Nel ricordo personale del professore, emerge una figura che, seppur molto giovane, era già in grado di coinvolgere un gran numero di persone, catturandole attraverso la sua notevole capacità di dialogo e l’espressione di una profonda cultura, sempre atta alla trasmissione e mai fondata sullo sterile studio fine a sé stesso;  Romualdi non mancava, inoltre, di un coraggio encomiabile, essendo sempre pronto, al momento del bisogno, a scendere in piazza e a combattere fianco a fianco coi propri fratelli, pur se non dotato di una vista aquilina, mai giungendo al rifiuto e al rinnego di una politica attiva.
E’ proprio su quest’ultimo punto che Rodolfo Sideri insiste nel suo successivo intervento. Il grandissimo apporto che la figura di Adriano ha portato attraverso il suo pensiero nel nostro ambiente, è principalmente quella di ribadire l’importanza di una Destra – con la D maiuscola – che puntando sulle qualità e le virtù di chi sceglie di percorrere un determinato cammino, sappia agire all’interno della società con una politica d’avanguardia basata sull’azione diretta simbolo di una Weltanschauung propria alla nostra Tradizione. Una elite che possa trascinare con l’esempio, il popolo, ad un rigetto del materialismo sovversivo oramai dilagante. Come logica conseguenza dunque, si ha un marginale distacco dal pensiero evoliano e propriamente relativo alla apolitìa. In essa trova posto al contrario, la sovranità del dominio assoluto di sé stessi, cosa che in molti ha confusamente ingenerato un rifiuto di tutto ciò che è esterno a sé. Cionondimeno, giustamente stigmatizzando quella destra figlia del sessantotto e contaminata da logiche anarchiche che emarginavano il singolo da un azione incisiva sulla società. Uno studio e una formazione, dunque, che deve partire  da una profonda e radicale azione su sé stessi ma che deve poi trovare nella trasmissione dei principi e dei Valori il compimento di un percorso, che non rinneghi l’azione politica, sempre che essa sia esercitata secondo regole ferree e rigide, che permettano un rifiuto totale verso ogni contaminazione e il rigetto di ogni compromesso con il mondo borghese e democratico. 
Ad una ulteriore riflessione, nel viaggio di ritorno, tra i militnati di APZ sono emersi tre elementi che hanno fatto di Adriano Romualdi una fonte inesauribile da cui abbeverarsi. Il primo, la totale rimozione di ogni senso di colpa o di vittimismo per le grandi esperienze nazional-rivoluzionarie che si sono espresse in Europa tra le due guerre, chiamate per convenzione i fascismi europei. La seconda, l’importanza imprescindibile dello studio e della formazione culturale e dottrinaria su cui deve incentrarsi l’azione politica e meta politica del militante. La terza, essere avanguardia e non vivere con il collo girato all’indietro, nutrendosi di ammennicoli e soprammobili da rigattieri del Fascismo. Il senso straordinario di Adriano è stato dunque quello di rendere attuale il sacrificio dei combattenti europei, in nome di quei miti, di quei valori, di quei simboli sotto cui si sono raccolti e che ancora oggi rappresentano delle salde radici contro lo smarrimento della società contemporanea. Ora che il nemico è così radicato nella nostra società, occorre dunque riscoprire, seguendo il suo esempio, la nostra storia e, rifiutando il progressismo abulico, riscoprirci protagonisti nella realtà, avendo negli occhi la realizzazione di un destino del quale vogliono privarci.

Lo spirito europeo, i  valori europei  sono  sempre presenti e guardando al nostro passato possiamo renderci conto che, se vogliamo, possiamo farli rivivere e renderli attuali. Una lotta che ci deve vedere, anziché divisi sulla strada di un anarchismo dissolutivo, uniti in una lotta fianco a fianco seguendo un sentiero unico. Oggi è ancora possibile grazie al messaggio scolpito nella pietra da Adriano, durante l’arco della sua troppo breve esistenza, vissuta nella pienezza della luce della Tradizione.

Mariofest 2013..inizia il conto alla rovescia!


Sabato 13 luglio 2013, ore 18, Colline dell’Allume
Il consueto evento di metà luglio, ormai divenuto un appuntamento immancabile per tutti gli amici di Mario e dei Marii varii …

Merenda Campagnola con prodotti rustici
Sfida produttori enogastronomici …
Musica, Intrattenimento, Soffio del Drago …
Ricchi premi e Cotillons

LVS in versione Kamikaze Karaoke
(preparatevi la canzone da cantare)

SMS – Sotto Mentite Spoglie
Tristezza (per favore va via) – Ornella Vanoni Sound Machine

A breve maggiori info

Come ogni anno, la partecipazione effettiva è possibile solo previa prenotazione, in privato. Grazie

diritti che avanzano: il diabolico che diventa ordinario…

L’intorpedimento generale e l’assogettamento a cui siamo sottoposti non ci fa rendere conto di come la modernità tramite i media sempre più imperanti, ci faccia passare (tramite un ampio abuso di  sentimentalismo, vittimismo falso buonismo e ovviamente nel nome del “progresso”) come legittimi diritti quelle che sono mostruosità e aberrazioni, che minano la nostra terra, le nostre abitudini, il nostro cibo…
I mastri burattinai che si nascondono nell’oscurità, difendendo le minoranze ci impongono giorno dopo giorno i loro dogmi con diabolica maestria, rendendo ordinario ciò che non molto tempo fa era innaturale, perverso, inaccettabile, inammissibile..
Ora più che mai occorre tenere antenne dritte e scudi alzati..per non farci travolgere dalla marea della sovversione.

APZ 

TREMATE: NUOVI DIRITTI AVANZANO


Contro la famiglia, la natura, la vita, il nutrimento c’è sempre qualche “minoranza” pronta a tendere il proprio agguato mascherato da modernità


di Robert Vignola
Occhio: potreste aver calpestato almeno una decina di diritti, da quando vi siete alzati. Il più delle volte, tale crimine devastante viene commesso pensando. Lo psico-reato è in effetti già una realtà, anche se non molti sembrano essersi accorti di vivere in un mondo orwelliano.
Se ne ha qualche traccia nel politicamente corretto che ha “riformato” persino la lingua italiana, con la nascita di neologismi e giri di parole per sopprimere invece verbi che non sono più considerati ammessi. Lampante è il caso di coloro che sono affetti da cecità: è imperante la locuzione “nonvedente” perché si teme di urtarli, ma loro stessi si iscrivono all’Unione Italiana Ciechi. Idem per gli handicappati, che poi sono diventati portatori di handicap, poi disabili e ora diversamente abili. Sono ciechi, o handicappati, insomma, e non vogliono essere “diversamente” chiamati, ma vogliono soltanto che uno Stato civile consenta loro di superare le difficoltà fisiche cui sono costretti con accortezze e predisposizioni concrete, invece di vane parole che li lasciano al quarto piano di un palazzo senza ascensore, o di pelosi pietismi da talk show mentre lo Stato gli toglie i farmaci lenitivi e li lascia senza assistenza domiciliare. Questi sarebbero i veri diritti da far rispettare.

 E invece no. Quelli che dicono a voi che voi li calpestate hanno ormai pervaso fino alle fondamenta, cavalcando il Pensiero Debole, la civiltà occidentale, calpestando voi. Dite che per voi la famiglia è solo quella naturale, atta alla procreazione, cioè tra uomo e donna? Siete omofobi. Credete che le risorse di una nazione debbano essere destinate, soprattutto in tempi di crisi, a chi di quella nazione fa parte da sempre? Siete razzisti anzi peggio, xenofobi. E così via, di neologismo in neologismo. Ma non solo le parole si rinnovano: si rinnovano anche i diritti. E man mano che ci si spinge un po’ più in là, per compiacere la maggioranza degli intellettuali radical chic sbandieranti le “sensibilità” di una qualche minoranza, si sperimentano nuove frontiere da raggiungere, ancora più lontane dalla civiltà così come ci è stata consegnata da tutte le tradizioni del mondo, che poi nient’altro sarebbero che non le esperienze e i suggerimenti di millenni di vita vissuta. Nuovi diritti avanzano all’orizzonte! Quali? Quello all’incesto, ad esempio. O quello a sopprimere i bambini. O a essere preti e insieme gay, annunciando chissà quale strampalato vangelo. O a soppiantare le coltivazioni che hanno accompagnato l’umanità attraverso i secoli con prodotti ibridi e sterili, prodotti in laboratorio da apprendisti stregoni della biochimica, per appestare definitivamente i campi che ci danno nutrimento. Tutti “diritti”, fateci caso, contro la vita, contro la natura o contro entrambe. Chissà perché. Buona lettura. 
Fonte: Il Giornale d’Italia