I migliori auguri per il nuovo anno!

« Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo,
il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo,
sradicando il male dai campi che conosciamo. »
(John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re)
 
Il Centro Studi Aurhelio, vi augura un felice anno nuovo, all’insegna dell’Ordine,
della Bellezza e della Riconquista delle nostre radici della nostra identità.

lacrime da palcoscenico

Ennesimo dramma per un paese totalmente fuori controllo, in cui le armi vengono considerate giocattoli da poter tranquillamente tenere in casa per poi poterle sfoderarle al momento opportuno, generando la strage di turno. Obama piange lacrime (quanto amare?) in televisione senza nemmeno provare ad evitare che simili armi pericolose (89 ogni cento abitanti!!) finiscano nelle mani sbagliate, e continua, fresco di rielezione, la sua patetica farsa da pupazzo..


Civiltà Usa e getta

Di problemi l’Italia ne ha abbastanza, potrebbe quindi evitare di affacciarsi a giudicare quelli degli altri. Ma quando scorre il sangue, e quel sangue è di bambini, un brivido corre lungo la schiena e la testa si alza, si deve alzare. Per fermarsi. Per riflettere. Per comprendere. Il primo impeto è quello di chiamare altro sangue. Ma ha senso, per Newtown? No. Se la pena di morte può o meno essere considerata una soluzione giudiziaria, la questione da sollevare è (sarebbe) invece, una volta per tutte, quella di come evitare di dover, ciclicamente, parlare di stragi in asili, scuole, college statunitensi.

Barack Obama non ha trattenuto le lacrime mentre parlava alla stampa della mattanza avvenuta in Connecticut. Impossibile pensare che potessero non essere sincere. Però deve ricordarsi che guida il Paese che si vanta di essere la maggiore potenza mondiale, e che lo fa forte di una fresca rielezione. Che in una tasca della giacca ha il Premio Nobel per la Pace, e nell’altra una Costituzione che ha l’ambizione di sancire il diritto alla felicità. Difficilen che, in una terza tasca o in qualche cassetto, non abbia anche quei dati incredibili sulle armi negli Usa. Ce l’ha, eccome. Anche ieri ha voluto annunciare una riforma della legge che consente che negli States ci siano 89 armi in circolazione ogni cento abitanti. 

Un fucile, prima o poi, spara. E dall’altra parte dell’oceano i fucili, le pistole, i mitragliatori d’assalto sparano in continuazione. Basti pensare che soltanto qualche giorno fa New York “festeggiava”: dopo 52 anni, per la prima volta in 24 ore non si era verificato “neanche” un omicidio. Ci ha pensato
Adam Lanza a rialzare la media, nel vicino Connecticut… Certamente Obama dovrà piegare molte resistenze. Soltanto ieri Larry Pratt, portavoce di un’associazione di detentori di armi, è riuscito a
sostenere che l’errore è stato rendere le scuole aree interdette alle armi: così gli insegnanti non hanno potuto difendersi.
Barack dimostri di non essere il Presidente di “Oltre il giardino”: se non batte gente come questo Larry, l’America non potrà che continuare ad essere il Paese dello sterminio dei Pellerossa e di
Hiroshima e Nagasaki.
di Robert Vignola
Fonte: Il Giornale d’Italia

Conferenza per la presentazione del progetto di valorizzazione del Castello di S. Severa.

Domani, Venerdì 14, alle ore 16:30 presso il Castello di Santa Severa verrà presentato pubblicamente per la prima volta il “Progetto per un uso pubblico del Castello di S. Severa per fini socio-culturali e turistici” redatto dal direttore del Museo Civico Dott. Flavio Enei, in collaborazione con il Comitato Cittadino e l’architetto David Pennesi, da proporre alle autorità politiche competenti. Invitiamo pertanto tutti coloro che hanno a cuore questo territorio e la sorte del Monumento a non mancare.

Il progetto è scaricabile in anteprima sul sito gatc.it.

Il fuoco di Sparta

Documenti per il Fronte della Tradizione – Fascicolo n. 34
 
a cura della Comunità Militante Raido
 
 
€4.00 
 

Ed ora ecco qui, tra queste scarne pagine, riaffacciarsi ancora una volta, in una delle sue mille forme, uno di quei miti che noi sappiamo mai morranno: Sparta. Esso incede attraverso i secoli, giunge fino a noi per parlarci senza tema di errore, di ciò che è semplicemente l’essenziale. Allora ed oggi.

L’essenziale: cosa vi è oggi di più lontano, dimenticato, indispensabile? Ed è per questo che la lontana Sparta è per noi ora più che mai necessaria. Perché Sparta? Non solo perché l’eco delle sue imprese è ancora capace di farci drizzar la schiena e alzar lo sguardo, suscitando irrazionali aneliti di impersonale affermazione; non solo perché il solo suo nome incide il nostro immaginario come una lama incandescente, aprendo zampilli di volontà pura che inondano il nostro spirito; non solo perché nelle orme che i suoi guerrieri hanno lasciato su mille campi di battaglia, riconosciamo il peso di giganti della storia come dello spirito. Ma perché molto chiaramente Sparta ci ricorda ciò di cui dobbiamo ricordarci: di noi stessi. Di come dovremmo essere. Di come ogni Uomo e ogni Donna dovrebbe vivere la sua vita. Ecco perché Sparta. Ecco il perché della sua autoritaria attualità.

Mantenendosi lontano da privilegi personali o da effimere agiatezze, e pienamente dedito al bene comune, l’uomo spartano alza lo scudo contro tutto ciò che lo distrae dal suo compito primario: edificarsi, attraverso la pratica della virtù, a qualificato ricettacolo delle più alte influenze spirituali. Lavorare su se stessi per superare se stessi. E’ imperativo: l’uomo va costruito, e per tutta la vita. Si rifiuta quindi ogni capitolazione dell’uomo, ancor prima che di fronte al nemico, di fronte a se stesso; l’alibi che, appoggiandosi sull’ineluttabilità delle situazioni o sull’accettazione delle proprie limitate potenzialità, nasconde arrendevolezza (tipico forse delle generazioni dei nostri tempi?). Le leggi di Sparta portano l’uomo ad affermarsi quale centro, non di interessi, ma su cui applicare uno sforzo continuo, trasfigurante. Si esige che non solo il comportamento ma anche l’attitudine sia conforme al sacro.

L’impersonalità e l’impeccabilità dell’atto portano necessariamente a vincere la duttilità del carattere.

Uomini duramente forgiati, eretti a difesa della loro Città la quale attualizza, in una Comunità organica, tradizionale e funzionante, l’Idea di Sparta.

Perché è l’Idea stessa, antecedente e superiore al fenomeno contingente, a dare un significato ed un peso unico a quella Città e ai suoi guerrieri; un peso che ha saputo a volte modificare il percorso della Storia che, come alle Termopili, sembrava già scritta. Storia che ha voluto rendere onore alla grandezza di quegli eroi chiamandola a divenire testimonianza viva e perenne di atto sacro. Testimonianza che, come lava incandescente ed indomabile, sembra riaffiorare tra le ferite della terra, in luoghi e tempi lontani tra loro, proprio quando il mondo è di nuovo minacciato e la storia non vorrebbe continuare il suo percorso. Quando un altro pugno di uomini, volontari in armi, affronta sicuro tra le macerie di Berlino un altro esercito innumerevole. Quando questo altro esercito informe -senza Forma- che si è poi ammantato di rappresentare “tutto il resto del mondo”, avanza tra devastazione e fuoco perché vuole nuovo sangue, sangue di cuori davvero vivi, cuori veri, cuori neri. Quando un altro Comandante rimane a morire al suo posto. Quando un’altra Civiltà viene spezzata con tellurica brutalità. Quando nel pericolo il Sacro viene sconfessato dagli uomini e affermato dagli Eroi. Lì è di nuovo presente Sparta.

Vogliate perdonarci se, tradendo il dettato laconico, tante parole sono state usate in queste pagine per parlare di Sparta. D’altronde chi potrà fino in fondo capire Sparta se non chi vive da spartano? E chi vive da spartano che bisogno ha delle parole? Ma i testi che seguono, descrivendo in meravigliosa sintesi ciò che Sparta fu allora, ci aiutano a capire come essa possa essere, oggi per noi, una realtà viva.

Ma anche qui, quando si fa chiara la profonda volontà di essere che chiama all’appello tutte le nostre forze ed il nostro spirito, la coscienza si deve porre a giudizio del nostro comportamento: affinché ciò che interiorizziamo leggendo non serva solo ad appagare le velleità di una vita parallela! Dunque guardiamoli negli occhi questi uomini e queste donne spartane, eccoli tutti avanti a noi, ritti, fieri e con una lunga ombra: se noi domani li dimenticassimo, dimenticassimo il loro esempio e le loro sofferenze, saremmo stati noi e non l’esercito di Serse o le leghe antispartane ad ucciderli! Uno di quei giavellotti scagliati nella furia delle Termopili, è volato in alto, attraversando mondi, squarciando i veli oscuri dell’antitradizione, fino a conficcarsi oggi nella nostra dignità.

Aspetta che nuove braccia siano pronte a raccoglierlo, hic et nunc!

Bisogna ora far silenzio… e farci accompagnare dai rulli di tamburi in un viaggio dove il fuoco di Sparta illuminerà meglio il nostro cammino, renderà più nitida la nostra vista, manterrà ardente la nostra volontà di Giustizia.

 
RAIDO

A Handbook of Traditional Living

“Each member of the Operative Unit must thus seek to rectify his own behaviour in such a way as to do away with all signs of vulgarity and unseemliness; at the same time, he must develop a genuine aversion to all lies and betrayal. The militant will avoid the traps laid by the System in order to stunt possible changes: he will thus reject drugs and perversions. The militant will not abuse alcohol 

or engage in foolish and random acts of violence, which are but signs of human meanness and cowardice. Similar deviances are the most evident manifestations of a world in ruins and of a type of human being that gives up on life, as he is incapable of self-control.” (Estratto dalla traduzione in inglese del 2° Quaderno di Formazione del Militante della Tradizione – Comunità Militante Raido ) – A Handbook of Traditional Living

Le nuove magliette firmate C.S. Aurhelio

Sono da oggi disponibili le nuove magliette del Centro Studi Aurhelio dedicate ai due più importanti siti archeologici di Santa Marinella: il santuario etrusco di Pirgy e l’accampamento romano di Castrum Novum. I disegni, basati su riferimenti archeologici, sono una creazione manuale originaria del C.S. Aurhelio. Acquistando queste magliette si sostiene l’economia locale, gli artigiani e gli artisti indipendenti italiani nonché si promuove le bellezze archeologiche del territorio santamarinellese. 

La democrazia ha fallito. Parola di democrazia.

Aggiungere una “scelta a caso”, una quota di rappresentanti “cittadini x” per migliorare un sistema democratico non democratico. La democrazia che condanna la democrazia, ponendo il casuale come rimedio rende abbastanza l’idea della crisi di un sistema palesemente alla deriva.

Uno studio di cinque docenti dell’Università di Catania – due economisti, due fisici e un sociologo – “propone” una alternativa al sistema parlamentare che paradossalmente potrebbe renderlo più efficiente: sorteggiare una quota di rappresentanti tra i cittadini stessi. Se la “democrazia a caso” risulta migliore di quella scientifica, allora la considerazione è una sola: la democrazia ha fallito.
(Il Fatto quotidiano) – Rendere più efficiente il Parlamento affidando al caso la scelta dei legislatori. Per migliorare la qualità delle leggi proposte e del sistema politico in generale, «malato alla radice», che oggi crea sempre più «distacco tra elettorato ed eletti». Non è la trama di un romanzo di fantascienza, ma il risultato di un esperimento scientifico interdisciplinare – accreditato da riviste nazionali ed internazionali – condotto da un team di docenti dell’università di Catania. E pubblicato anche in un libro fresco di stampa,Democrazia a sorte, scritto a ben dieci mani da due economisti, due fisici e un sociologo. La teoria che ci sta dietro è semplicissima: «Affidare l’istituzione parlamentare del nostro Paese a chi non sta dentro la grande macchina della politica e creare una democrazia contaminata da un’estrazione a sorte dei suoi protagonisti». Mescolando una serie di esperienze giurisdizionali del passato, un’analisi della situazione attuale, uno studio socio-politico e un modello matematico di socio-fisica.
Una proposta che potrebbe non piacere alla classe politica attuale ma che, a detta degli autori – gli economisti Maurizio Caserta e Salvatore Spagano, i fisici Andrea Rapisarda ed Alessandro Pluchino e il sociologo Cesare Garofalo – contribuirebbe a cambiare radicalmente l’approccio alla legislazione. Introducendo all’interno del Parlamento un dato numero di normali cittadini, scelti rigorosamente tramite sorteggio, che possa servire da reale rappresentanza dei bisogni di tutti. Massimizzando così l’efficienza delle leggi proposte. A calcolare il numero ottimale di questi deputati indipendenti dai partiti un sistema di simulazione virtuale al computer.
Un elemento, quello della casualità, non nuovo alla squadra di studiosi catanesi che nel 2010 si è aggiudicata l’Ignobel, premio alle ricerche più improbabili, dimostrando come un’azienda può migliorare la sua produttività se i suoi dirigenti sono scelti a caso da un sistema di «promozione random». Intuizione applicata qualche mese dopo – e con le dovute modifiche – anche alla politica. Così è nato Politici per caso, lo studio su cui si basa Democrazia a sorte. Che si sviluppa su un percorso interdisciplinare a tappe, partendo da una domanda: «A cosa serve la democrazia?».
«La disaffezione politica dipende soprattutto dalla diminuzione della rilevanza democratica», spiega Salvo Spagano, autore del primo capitolo del volume. Che non dipende solo dalle colpe di chi siede in Parlamento. «Una parte importante delle democrazia viene fornita dai cittadini vigilando sulla rappresentanza», sottolinea il giovane economista. Al ruolo delle persone comuni, che possono e devono agire in prima persona, va sommato poi quello «benefico del caso». Ne è convinto il fisicoAndrea Rapisarda, che ne spiega le motivazioni nel secondo capitolo. «Un pizzico di casualità – sottolinea il docente – è sempre salutare per il sistema. E può avere un ruolo fondamentale anche a livello parlamentare».
Come questi due elementi possono apportare migliorie all’istituzione parlamentare lo spiega Maurizio Caserta, docente di Economia politica e neocandidato alla poltrona di sindaco di Catania alle prossime amministrative con un progetto politico basato proprio sulla collaborazione con i cittadini. «Il Parlamento serve a generare benessere e a fare delle cose utili, anche se ultimamente il nostro giudizio sulla sua utilità è diminuito», sottolinea l’econimista. Per raggiungere questo scopo al meglio, al suo interno devono essere «rappresentate tutte le sensibilità dell’elettorato, con un universo il più variegato possibile di persone». Una logica, invece, che oggi «il sistema dei partiti sacrifica».
Eppure il sistema elettorale a sorteggio vanta antenati illustri. Veniva utilizzato – con successo – già nella Serenissima repubblica di Venezia e ancor prima nell’antica Grecia, dove già «si sapeva che le elezioni favoriscono un’élite di pochi», sottolinea il sociologo Cesare Garofalo. Con interessi distinti da quelli dell’elettorato. «I partiti sono per natura corruttori e i loro meccanismi interni portano a delle distorsioni disastrose, che oggi tocchiamo con mano».
Ma quanti devono essere gli elementi casuali da portare in Parlamento per farlo funzionare meglio? Il compito di calcolarli è affidato alla fisica, o meglio alla socio-fisica, materia che applica gli studi fisici alle strutture sociali. In cui, «i comportamenti degli esseri umani, analizzati in grandi gruppi, possono essere studiati come quelli delle particelle», spiega il fisico Alessandro Pluchino. E’ lui, nelle conclusioni del volume, ad introdurre il valore aggiunto di Democrazia a sorte: «Un modello matematico sviluppato ad hoc per simulare al computer gli agenti virtuali», spiega il docente. Con cui calcolare quella che gli autori definiscono «la regola d’oro dell’efficienza», ovvero il numero dei «politici per caso» con cui risollevare le sorti della democrazia. Un dato che dipende da diverse variabili ma che, in generale, in un sistema perfettamente bipolare è in relazione allo scarto di voti tra maggioranza e opposizione: minore è la differenza, minori saranno i politici per caso. E viceversa. Su 500 parlamentari e una maggioranza al 60 per cento, per esempio, gli indipendenti saranno 140.
da Azionetradizionale

Per un’azione retta, per essere coerenti, per essere sé stessi..

Non dar lingua ai tuoi pensieri, e i pensieri aspetta di averli ben ponderati prima di convertirli in azioni. Sii affabile, ma non volgare; agli amici provati tieniti unito con vincoli d’acciaio, ma non farti venire il callo alla destra stringendo tutte le mani che incontri. Guardati dal cacciarti in risse: ma se proprio ti ci trovi, che il tuo avversario ne esca augurandosi di non incontrarti più. Ascolta tutte le opinioni, ma sii riservato nei tuoi giudizi. E questo soprattutto: sii sincero con te stesso; e ne seguirà, come la notte segue il giorno, che non potrai essere falso con gli altri. E ora addio: la mia benedizione faccia lievitare in te questi consigli.
“Amleto” – William Shakespeare

La biblioteca del Legionario!

I LIBRI E LA BIBLIOTECA DEL LEGIONARIO
LEGIONE ARCANGELO MICHELE
Bucarest, 10 Settembre 1936
1) Coi tuoi risparmi comprati oggi un libro, domani un altro e fatti una biblioteca. Una piccola biblioteca legionaria. Sia essa l’ornamento e l’orgoglio della tua casa. Essa ti illuminerà l’intelletto e ti indirizzerà sempre sulla buona strada.
2) Quando vuoi far qualcosa di buono per qualcuno; se gli vuo

i bene e vuoi farlo contento; se vuoi salvarlo dal traviamento, compera per lui un libretto e mandaglielo. Il piccolo sacrificio ti sarà ricompensato quando saprai di aver salvato un uomo.
3) Cerca, per quanto è possibile, di rifornirti soltanto alla rivendita legionaria. […]
Tratto da “Circolari e manifesti” – C. Z. Codreanu