RACCOLTA MATERIALI PER LE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO

Il Centro Studi Aurhelio in collaborazione con la Protezione Civile di Santa Marinella ha organizzato una raccolta di materiali di prima necessità, Sabato 2 Giugno dalle ore 17 alle ore 20 presso i portici al centro di Santa Marinella. A breve ulteriori info.

SI RACCOLGONO
prodotti per l’igiene e la pulizia (corpo, stoviglie, igienizzanti superifici) disinfettanti, amuchina e simili

assorbenti per anziani, donne e pannolini per bambini, fazzoletti umidificati

beni alimentari non deperibili (scatolame, pasta e riso, pelati, latte UHT, succhi di frutta),

piatti, bicchieri e posate di plastica, tovaglioli e scottex.

Santa Marinella Solidale!

SOLO A QUEST’UOMO SPETTERÀ IL FUTURO..

“È importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un’assoluta intransigenza l’idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell’uomo nuovo, dell’uomo della resistenza, dell’uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di ordine vacillante e illusorio, solo a quest’uomo spetterà il futuro. Ma quand’anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere né occupata né distrutta.”
Julius Evola – Orientamenti

The Eagle – CineAurhelio

Martedì 29 Maggio, alle ore 21, presso la nuova sede del Centro Studi Aurhelio proiezione del film “The Eagle”. I soci sono pregati di prenotare.
Esca: “Come può contare così tanto un pezzo di ferro per voi?”
Marcus: “L’Aquila non è un pezzo di ferro … l’Aquila è Roma!”
 THE EAGLE
Un film di Kevin Macdonald. Con Channing Tatum, Jamie Bell, Donald Sutherland, Mark Strong, Tahar Rahim.  Drammatico, durata 114 min. – USA 2011. – Bim.  Uscita venerdì 16 settembre 2011
Marcus Aquila nel 140 d.C. giunge in Britannia come giovane comandante al suo primo importante incarico. Sulle sue spalle grava un pesante fardello. Suo padre tempo prima era alla guida della Nona Legione composta da 5.000 uomini tutti scomparsi. Insieme a loro è andato perduto anche il simbolo dell’orgoglio di Roma: il vessillo con l’aquila. Marcus, dopo aver mostrato sul campo il proprio coraggio ed essere tornato ferito a Roma ospite di uno zio, assiste a un combattimento nell’arena in cui ammira lo sprezzo del pericolo di uno schiavo britannico, Esca. Lo salva da morte certa e lo prende con sé. Insieme torneranno in Britannia alla ricerca dell’aquila.
Rosemary Sutcliff nel 1954 pubblicò “The Eagle of the Ninth” che divenne subito un best seller. In esso si romanzava un dato che sta fra la storia e la leggenda. C’è chi legge la scomparsa della Nona Legione romana come un segno della vittoria del Davide indipendentista sul Golia imperiale e c’è chi ritiene invece che la Legione fu semplicemente trasferita dal nord dell’attuale Inghilterra al Medio Oriente. Il dato storico però poco interessa a Kevin McDonald il quale, spesso in equilibrio tra documentario e finzione, questa volta si lascia andare al narrare in un film di confronto virile aderendo e al contempo evitando gli stilemi del genere. Perché se i guerrieri autoctoni ricordano quelli di Apocalypto, nella loro fantasmatica tribalità siamo però lontani dalla ricostruzione alla Valerio Massimo Manfredi così come dall’epicità de Il gladiatore o dall’esibizione muscolare di Spartacus: Sangue e sabbia
È un film di attese The Eagle. Attesa di una dimostrazione di coraggio. Attesa di un riscatto morale. Attesa dello svilupparsi di un relazione padrone/schiavo che potrebbe giungere anche al ribaltamento. Non mancano gli scontri fisici ma non assumono mai la dimensione dell’iperrealismo a cui 300 sembra avere sottomesso una parte dell’immaginario cinematografico-televisivo. È una ricerca di ruoli oltre che di un simbolo di potere e di onore il percorso che i due protagonisti compiono (a proposito: le promesse che avevamo visto nel Jamie Bell di Billy Elliot sono state mantenute). Così formazioni a testuggine e sottogola che lasciano cicatrici indelebili diventano occasioni per raccontare di uomini che credono in ciò che fanno anche se la vita è pronta ad offrire loro punti di vista inattesi che potrebbero mutare il senso stesso del loro agire.
www.mymovies.it
Marcus Aquila: “Padre dei nostri padri, aiutami a guidare i miei uomini con saggezza. Fa che non disonori la mia legione e ti prego, aiutami a riconquistare l’onore della mia famiglia…”

UN PUGNO DI EROI ….

“Avevo sognato un secolo di cavalieri forti e nobili, dominatori di sé prima che dominatori di altri. L’essere umano si è barricato dietro il proprio egoismo e il proprio piacere. La virtù ha abbandonato il suo canto naturale, l’aria è carica di tutti i rinnegamenti morali e spirituali. Noi usciremo da questo decadimento solo attraverso un’immensa rettificazione, reinsegnando agli uomini ad amare, a sacrificarsi, a vivere, a lottare e a morire per un ideale superiore. Contano soltanto la fede, la fiducia ardente, l’assenza completa di egoismo e di individualismo. Contano soltanto le qualità dell’anima, le sue vibrazioni, il dono totale, la volontà di tenere alto al di sopra di tutto un ideale nel disinteresse più assoluto. Giunge l’ora in cui per salvare il mondo vi sarà bisogno del pugno di eroi e di santi che faranno la riconquista. Respirare, riprendere a credere alla virtù, alla bellezza, alla bontà, a un amore, sentir danzare attorno a sé sulle onde mille altre vele gonfie di vento portate da uno stesso soffio verso la stessa chiamata. Quando il mare dorato vedrà affluire questo biancore la rivoluzione sarà in marcia levata sulle vette di questa flottiglia di anime!”

Militia – Leon Degrelle

Domenica, festa con dibattito al Castello di Santa Severa

Domenica 27 maggio, a partire dalle ore 10.00, si terrà presso il Castello di Santa Severa la prevista festa “Facciamo la festa al Castello prima che gliela facciano gli altri!” organizzata dal “Comitato per il Castello”, promosso dal Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, e ora ufficialmente composto da circa un migliaio di cittadini facenti parte delle Associazioni Lituus, Scuolambiente, Le Voci, Marevivo, Assovoce, Centro Studi Aurhelio, Salviamo il Paesaggio, Accademia Kronos, Incontro e Territorio, Città del Mare, Cantiere dell’Arte, Nautica Campo di Mare, E20, Treestyle, Azimuth e NAAC.  Per la mattina si prevede l’apertura dei punti informativi e il pubblico dibattito sul futuro del castello al quale sono stati invitati il Sindaco di Santa Marinella Roberto Bacheca, il presidente della Provincia di Roma On. Nicola Zingaretti e la presidente della Regione Lazio On. Renata Polverini. Il Comitato ha esteso gli inviti anche a tutte le forze politiche locali e regionali, alle Associazioni ed ai cittadini del litorale nord di Roma. Al dibattito seguiranno brani musicali e letterari proposti dal coro della Lituus e da Le Voci di S. Marinella.
Nel pomeriggio alle 16.00 sono previsti i “Giochi antichi per i ragazzi”, i “Pittori all’aria aperta” e l’apertura della mostra “Santa Severa tra leggenda e realtà storica: scavi e scoperte nel castello di Santa Severa” e del Centro Studi Marittimi “Pyrgi Sommersa” a cura del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite e dell’Accademia delle Arti di Pyrgi. Alle ore 18.00 chiuderà la manifestazione l’esibizione del coro Saint John Gospel Choir del Cantiere dell’Arte, in onore del Castello.



Durante il dibattito il Comitato presenterà una propria proposta di valorizzazione del complesso monumentale da sottoporre alla cittadinanza e alle forze politiche del territorio affinché possa essere condivisa e portata avanti nelle sedi opportune. Sarà duramente combattuta qualsiasi ipotesi di “privatizzazione strisciante” del bene o di destinazione d’uso a fini commerciali non compatibili con l’alta valenza culturale del monumento. Il Comitato ritiene che prima di tutto debba essere assicurata la valorizzazione culturale pubblica del complesso in quanto testimonianza storico-archeologica del passato del nostro territorio e in secondo luogo, nella dovuta maniera e nel totale rispetto del bene, prevedere attività di autofinanziamento attraverso la gestione del centro congressi e del punto di ristoro. Le Associazioni sono ferme nel ritenere che la Rocca del Castello con l’annessa Torre Saracena possano essere solo e soltanto “il museo di se stesse” dove i visitatori potranno trovare raccontata con reperti, documenti, plastici e ricostruzioni multimediali la storia del castello e della sua tenuta nel corso dei secoli, dal martirio di Santa Severa ai giorni nostri. Nel complesso della Rocca, oltre al museo, possono essere ospitati laboratori, sale riunioni, spazi per mostre temporanee ed altri servizi culturali a disposizione del pubblico e delle Associazioni.

Ancora una volta domenica 27 sarà l’occasione per ricordare le semplici richieste, tuttora senza risposta, che da circa due mesi sono state rivolte ai politici di tutti gli Enti locali interessati al futuro del castello:

1. Istituzione di un tavolo di lavoro “tecnico-politico” tra Regione, Provincia e Comune per affrontare le problematiche relative alla definizione del futuro del castello in modo chiaro, condiviso e sinergico.

2.Ripristinare subito il servizio di manutenzione, pulizia e custodia del castello che fino al 2011 è stato assicurato dal Comune di Santa Marinella, tramite un contributo della Regione (Bilancio Regionale 2010 capitolo G21504 di € 200.00 “Concorso regionale al Comune di Santa Marinella per lavori edilizi, allestimento attrezzature e guardiania nel castello di Santa Severa”) che purtroppo è stato completamente tagliato nei due bilanci regionali del 2011 e 2012. Il castello e il suo borgo sono da tempo privi di controllo e pulizia, 6 operai addetti sono stati licenziati.

3. Riaprire il complesso monumentale alle visite guidate che gli operatori museali hanno sempre condotto, dal 1996 fino all’inizio del cantiere di restauro nel 2005, consentendo a migliaia di cittadini e turisti di accedere alla Torre Saracena, alla Rocca e ai suoi fossati, alle chiese del borgo, alle mura poligonali nella Cantina della Legnaia. Questa semplice operazione consentirebbe subito di stabilizzare l’occupazione dei 5  operatori e di prevederne l’assunzione di altri.

Appuntamento domenica 27 maggio per fare “La Festa al Castello prima che gliela facciano gli altri!”

Il Comitato Cittadino per il Castello di Santa Severa 

USA E UMILIAZIONE SESSUALE

In una sentenza cinque contro quattro questa settimana la Corte Suprema ha deciso che chiunque in ogni momento può essere denudato al momento di un arresto per qualsiasi tipo di reato, minori compresi. Questa sentenza dell’orrore si connette a due recenti leggi dell’orrore: la NDAA, che permette che chiunque sia passibile di arresto sempre, in ogni momento, e la HR 347, la“legge dell’abuso”, che affibbia una pena di 10 anni per qualunque attività di protesta che avvenga vicino a qualcuno che sia sotto la protezione del secret service. Queste criminalizzazioni delle persone seguono, ovviamente, la mini-rivolta dell’Occupy Movement.
L’indagine denudante americana è benigna ? L’uomo che ha subito la pratica iniziale
ha dichiarato che gli è stato detto: “Gira intorno. Accovacciati e tossisci. Sprea your cheeks.” Lui ha detto di essersi sentito umiliato:“Tutto questo mi ha fatto sentire meno di un uomo.”
Con un ragionamento surreale il giudice Anthony Kennedy ha spiegato che questa procedura è necessaria perché gli attentati del Settembre 2011 avrebbero potuto essere bloccati se ci si fosse sbrigati.
In che modo lo strip-searching ci avrebbe preservato dagli attentati? Il giudice Kennedy ha immaginato che i piani per distruggere le torri gemelle siano stati nascosti in una cavità del corpo? In un modo ancora più bizzarro e illogico, la decisione sua e di altri giudici verte sulla preoccupazione relativa alle armi ed al contrabbando nei sistemi carcerari. Ma la gente in stato d’arresto– cioè chi non è ancora stato condannato- non è ancora stata inserita nella popolazione carceraria.
Il nostro
stato della sorveglianza mostra una considerevole determinazione ad intromettersi nella sessualità dei cittadini. C’è l’abuso sessuale dei prigionieri a Bagram – i dossier di der Spiegel raccontano che “i precedenti detenuti raccontano di incidenti di…varie forme di umiliazione sessuale. In alcuni casi un poliziotto avrebbe messo il suo pene sul viso del detenuto durante l’interrogatorio. Altri detenuti erano violentati con dei bastoni o minacciati di subire violenza anale.” C’era la denudazione di Bradley Manning in solitaria prigionia. E c’è la politica messa su dopo la storia dell’“underwear bomber” di perquisire i viaggiatori USA anche nei genitali o anche costringerli a passare attraverso una macchina– prodotta dalla compagnia Rapiscan, di proprietà dell’approfittatore del terrore ed ex zar del Dipartimento di Sicurezza Nazionale Michael Chertoff – con immagini così vivide da essere stato definito il“porno scanner”.
Credetemi: voi non vorreste che lo Stato abbia il potere di spogliarvi dei vostri vestiti. La storia mostra che l’uso della nudità forzata da parte di uno Stato che sta diventando fascista è estremamente efficace nel controllare e sottomettere le popolazioni.
L’uso politico della nudità forzata da parte di regimi anti-democratici è ben stabilito. Forzare la gente a svestirsi è il primo passo della rottura del loro senso della individualità e della dignità e il rafforzamento della loro impotenza. Le donne schiavizzate erano vendute nude in blocchi nel sud America e i giovani schiavi adolescenti servivano alle tavole delle giovani donne bianche nel sud, essendo loro stessi nudi: la loro invisibile umiliazione era un simbolo della loro evirazione. Prigionieri ebrei ammassati nei campi di concentramento venivano spogliati dei vestiti e fotografati nudi, come immagini paradigmatiche di quell’Olocausto reiterato.
Uno dei momenti più terrificanti per me quando ho visitato la prigione di Guantanamo nel 2009, è stato vedere il modo in cui l’architetto dello stabile ha volontariamente posizionato gli specchi delle cabine-doccia in direzione dell’atrio centrale –dove le giovani donne guardiane della prigione stavano a guardare la nudità forzata dei prigionieri musulmani, che non avevano nessun modo per coprire il proprio corpo. Leggi e sentenze anche, questo è chiaro, sono state disegnate per giungere direttamente alle condizioni di Guantanamo, e alla detenzione abusiva.
Io ho visto poliziotti uomini e membri del TSA (Transportation Security Administration) stare fianco a fianco a osservare donne mentre venivano“perquisite” in aeroporto. Ho avuto esperienza di una intromissione sessualmente perversa e malamente formulata dello Stato durante le perquisizioni negli aeroporti, sempre formulata in termini abbastanza fumosi (“hai qualche area sensibile?… Userò il dorso delle mani sotto i tuoi seni..”). Qualcuno commentando la mia pagina Facebook ha suggerito, io penso a ragione, che parecchie donne siano ritenute passibili di arresto per motivazioni di poco conto (in modo alquanto insolito, il TSA è famoso per il grande numero di donne che vi lavorano).
Ho intervistato l’equivalente britannico di un membro del TSA e ho saputo che la palpazione dei genitali, obbligatoria negli Usa, è illegale in Gran Bretagna. Io credo che la politica del palpeggiamento dei genitali in America, sia anche pensata per abituare i cittadini statunitensi alla condizione in cui essi debbano subire una intromissione sessuale dello Stato e sentirsi quindi sminuiti-cosa che può capitare in qualunque momento.

La frase più terrificante di tutte nella decisione è l’incredibile utilizzo da parte del giudice Kennedy, del termine “detenuto” per i cittadini americani sotto arresto. Alcuni membri di Occupy, che sono stati arrestati a Los Angeles, hanno dichiarato di essere stati definiti tali dalla polizia. Il nuovo uso da parte del giudice Kennedy di ciò che sembra essere una deliberata autorizzazione di quella frase è illuminante.
Dieci anni di associazione hanno dato a “detenuto” il significato, in America, di “colui al quale non si applica nessun diritto” –specialmente in prigione. E’ da molto che questo si usa in America, abituandoci a collegarlo a una condizione in cui a caso alcuni lontani musulmani possono essere spogliati dallo stato americano di ogni diritto. Adesso il termine –con la sua associazione di significato “coloro ai quali può essere fatta ogni cosa” –sta per essere sistematicamente indirizzato a…ogni vecchio cittadino americano.
Dove stiamo andando ? Perché ? Queste recenti leggi criminalizzando le proteste e dando potere alla polizia locale –che, ricordiamo, è adesso rinforzata da denaro del Dipartimento di Sicurezza Nazionale (DHS) e mezzi e uomini dell’esercito- di terrorizzare e traumatizzare la gente che non è passata attraverso un tribunale ed un processo regolare, lavorando coerentemente a un vedo-tutto-in-qualsiasi-momento dello Stato.
In Utah è stata installata dalla NSA una struttura per monitorare ogni cosa in ogni momento: James Bamford ha scritto su Wired Magazine che una nuova struttura è stata costruita a Bleffdale, Utah, dove la NSA controlla miliardi di e-mail, messaggi e chiamate telefoniche. Una simile legislazione viene portata avanti anche in Gran Bretagna.
Con un tale occhio del Grande Fratello che lavora fianco a fianco a queste leggi sullo strip-search –tra il controllo tecnologico dei dati e il terrore della polizia, che ha il potere di abusare di voi e umiliarvi- nessuno avvertirà la necessità di un colpo di stato vero e proprio per avere una cittadinanza intimorita e sottomessa. Se direte qualcosa di controverso al telefono o on-line, sarete sottoposti ad arresto e umiliazione sessuale ?
Ricordate, non c’è bisogno di aver commesso qualcosa di sbagliato per essere arrestati in America. Potete essere arrestati per aver lasciato il vostro cane senza guinzaglio. L’uomo che ha detto di essere stato costretto a scoprire le sue natiche era stato fermato per un’infrazione del codice della strada. Mi è stato riferito da un sergente del NYPD che le questioni di“sicurezza” consentono al NYPD di praticare arresti. Così nulla impedisce che migliaia di manifestanti di Occupy vengano accerchiati e spogliati sotto condizioni intimidatorie.

Perché ciò sta avvenendo? Ero solita pensare che la spinta fosse guidata solo da quelli che avevano approfittato della guerra senza fine e della sorveglianza–ma adesso vedo che la battaglia è più ampia. Come un avvocato di internet mi ha detto: “C’è una gara contro il tempo: comprendono che internet è un mezzo di potere che lavorerà contro di loro e i loro interessi, e fanno a gara per convertirlo in un mezzo di controllo.” Come ha scritto Chris Hedges nel suo avvincente racconto sul NDAA: “Il Washington Post in un servizio del 2010 di Dana Priest e William M. Arken ha riportato che ci sono oggi 1.271 agenzie governative e 1931 compagnie private che lavorano su programmi relativi al controterrorismo, sicurezza della patria e intelligence in circa 10.000 posizionamenti sparsi per gli Stati Uniti. Ci sono 854.000 persone con incarichi relativi alla massima sicurezza, scrivono i reporters, sia a Washington, DC, sia nell’area circostante, 33 complessi edilizi per il lavoro d’intelligence di massima sicurezza sono in fase di costruzione o sono stati costruiti dal Settembre 2011”.

Questo enorme nuovo settore dell’economia ha interessi per parecchi miliardi di dollari in un sistema in crescita che serve a sorvegliare, intimidire fisicamente e predare il resto della società americana.
Adesso possono farlo attraverso la minaccia di umiliarti sessualmente –un potente strumento nelle mani di qualunque bullo.

Titolo originale: “How the US uses sexual humiliation as a political tool to control the masses “

Fonte: http://www.guardian.co.uk

Migrazioni: attualità e scenari per il XXI secolo [recensione]

Giovedì 17 maggio alle ore 21 a Santa Marinella,  il Centro Studi Aurhelio ha avuto il privilegio di ospitare un appuntamento inedito riguardo un tema molto attuale, l’immigrazione. Il titolo del tema proposto è stato:  “Migrazioni: attualità e scenari per il XXI secolo.” Per avere una panoramica a 360 gradi su questo argomento e sulle conseguenze che questo ha sulle unità etno-culturali dei popoli è stato invitato il Dottor Cesare Foschi, impegnato in prima linea nell’accoglienza di rifugiati politici e di immigrati, molti dei quali minorenni.  Dopo una prima descrizione delle nature e della morfologia dei flussi immigratori che subisce l’Italia, subito dopo si è puntata l’attenzione sui diversi metodi di accoglienza che vengono messi in pratica, dall’associazionismo di sinistra e da quello cattolico. Si è sottolineata la differenza con il sistema tedesco che non delega al terzo settore questa attività di gestione ma ne assume l’onere in prima persona attraverso istituzioni statali. Successivamente Cesare Foschi ha descritto in modo dettagliato gli ingranaggi del sistema di accoglienza e gestione in Italia, offrendo una prospettiva di analisi dall’interno. Il metodo dell’accoglienza italiano che invece di essere diretto dallo Stato viene appaltato alle associazioni che in base alle presenze di immigrati nei loro centri ricevono fondi pubblici incentivano l’esasperazione del problema immigrazione trasformando l’accoglienza in un business dalle dimensioni incommensurabili. Il penultimo argomento ha riguardato la messa a fuoco dei flussi migratori che investono le diverse nazioni europee e in conclusione le motivazioni che spingono interi strati di popolazione attiva ad abbandonare il proprio territorio di nascita, causando gravi disagi socio-economici sia nei paesi che abbandonano che in quelli in cui proiettano i propri sogni di riscatto, che sempre più spesso si rivelano veri e propri incubi. La conferenza si è conclusa con un dibattito coinvolgente riguardo il ruolo della finanza speculativa, la globalizzazione, delocalizzazione e la predazione di territorio da parte degli stati neocolonialisti. Al termine interessanti riflessioni sull’identità nazionale con interventi e domande da parte di tutti i partecipanti. Un’ottima occasione dunque, per comprendere al meglio i tempi in cui stiamo vivendo, le dinamiche a cui è sottoposta la nostra società e l’orizzonte che si prepara nel futuro prossimo.

RIFLESSIONI – La Grande Bufala

Da giovane (e da poco, militante) mi rivolgo ai miei coetanei, cresciuti anche loro nel pantano della menzogna democratica ed egualitaristica. Due imperativi: fermarsi un attimo e guardarsi attorno. Ci si crede ancora? Siamo davvero convinti che quest’ordine democratico della società basato su artificiosi valori di libertà ed eguaglianza possa portare ad un miglioramento dell’uomo? È forse questa la direzione, la rotta giusta da seguire per raggiungere l’ambito traguardo di vivere armoniosi e sereni all’interno di una società/comunità? Sarà questo tendere ad un livellamento e ad una standardizzazione di ogni singolo individuo a portare un miglioramento? È il caso ed il momento di pensarci su. Nascendo e crescendo con questi falsi principi che ormai vengono “inculcati” nella mente delle persone fin da neonati (e venendo sempre meno influenzati da chi veramente insegue il vero valore di Libertà) si è abituati a porre il proprio ego e i propri bisogni materiali prima di ciò che è ordine naturale e sacro, perdendo conseguentemente di vista qual è la strada da seguire (ovvero il motivo per cui siamo venuti al mondo, che non è mai dato dal caso) divenendo quindi preda della contingenza e superficialità. Ne consegue, quindi, che nessuno trova più il suo posto e non vivendo più valori, nè responsabilità, si vive in un clima di profonda anarchia e alienazione. Ne conseguono problemi quanto mai attuali come alcol, droga, disadattamento, etc… Schiavizzato dal lavoro e da un pensiero puramente rivolto ad un benessere materiale, l’uomo moderno tempestato da esempi di uomini privi di ogni dignità e valore non si rende conto che la libertà sbandierata a destra e a manca dai presunti democratici altro non è che subordinazione ai loro interessi di fama e prestigio. Nella moderna società, ciò che la persona punta ad ottenere, essendo in partenza eguale ad ogni altra, è un maggior benessere economico e ad una posizione di maggior ”prestigio”, pur di raggiungere tali scopi adotta i comportamenti più degradanti e vili. Una voce grida al risveglio, ora più che mai, viviamo in un mondo basato su menzogne, imbrogli e tradimenti continui, la fedeltà alla parola data è ormai ritenuta una barzelletta , se cerchi coerenza vieni persino deriso. Ciò sicuramente non avviene invece all’interno di una comunità basata su un ordine gerarchico, naturale e e di ispirazione tradizionale: nessuno mira al prestigio, imbrogliando, sparlando, voltando le spalle, rubando.. ; ognuno sa che non è importante “avere di più” dell’altro ma alzarsi e ogni giorno svolgere il proprio compito, sia esso ricucire un vestito, medicare una persona in fin di vita o governare un Paese. Un gruppo di persone formato e basato su valori tradizionali, non mira ad un maggior benessere di ogni individuo ma al maggior benessere dell’intero organismo, sia esso una comunità, paese, Stato. Ogni persona svolge una funzione, un organo importante proprio perché diverso nelle proprie caratteristiche e peculiarità e pertanto deve occupare il posto che più gli compete e che la natura ha scelto per lui. Non è dunque la nascita a determinare la natura ma la natura a determinare la nascita. È giunta l’ora di rendersi conto che questo forzato livellamento e quindi l’annullamento di tutto ciò che sono i valori della tradizione, del sacro della stirpe, non possono che portare ad una caduta costante e inevitabile. Oggi più che mai assistiamo ad orde di uomini ipnotizzati e schiavizzati dal consumismo e dalla televisione muoversi come automi all’interno di un mondo in cui, in verità, non si riconoscono perché non trovano il giusto posto in cui collocarsi e realizzare la propria natura. Lasciamo che continuino a cianciare “democrazia! libertà! eguaglianza!”. La voce della Tradizione risponde e sempre risponderà: Verità.

Elio Carnico                                                                                                                     

I consigli di Checco – Orto guerrilla!

Si rinnova l’invito di Checco a prepararsi per l’autoproduzione e l’autoconsumo. Nelle lande bustocche abbiamo potuto rimirare come va l’orto di guerra. I risultati, nonostante siano boicottati dai conigli, si vedono e rendono giustizia all’impegno di Checco e famiglia.

 Contro la crisi, Monti e compagnia…coltiviamo il nostro orticello! Si, se avete un’angolo di terra, anche piccolissimo o un balcone spazioso, fatevi un piccolo orto. Può sembrare un’idea vetusta ma in realtà ha molteplici lati positivi oltre al risparmio economico. Con pochi metri quadri ben gestiti potrete soddisfare le esigenze della vostra famiglia e regalare qualcosa ad amici e parenti. Risparmierete solo qualche €uro al giorno ma moltiplicate per 365 e vi ritroverete con una tredicesima in più (che non date ai supermercati, i fruttivendoli sono una rarità). Mangerete frutta e verdura seguendo le stagioni e saprete esattamente cosa mangiate e da dove viene. Ovviamente mangerete più verdura e la giudicherete come la più buona che avete mai mangiato. Sentirete e capirete meglio le stagioni, la natura e le leggi che le governano. La piccola coltivazione è un po’ faticosa, ma diverte rilassa e fa bene. Per concimarlo vi ritroverete a fare il compost con l’umido, produrrete meno rifiuti: il comune è contento, meno le multinazionali che vendono a peso d’oro i fertilizzanti. Se coinvolgerete figli e/o nipoti scoprirete anche il valore educativo e formativo dell’orto.

Checco

Tra 15-20 giorni il circo finirà ….

Antenne Dritte!
Una delle prerogative di questo diario di bordo è quella di non occuparsi esclusivamente di vicende locali e delle disarticolazioni che in una misura maggiore o minore soffre la cosiddetta area della destra radicale (oltre ai personaggi che si arrogano il diritto di rappresentarla) del territorio. Per intenderci, quell’area a destra di un PDL che tutto fagocita e tutto trita in un polpettone indigeribile. Le indicazioni e le prefigurazioni comunicate da questa parte lo scorso anno si stanno manifestando una ad una. Disgregazione, lotte intestine, presunzione nel voler far da soli, ritorni nella Canossa del PdL, ritiri nella sfera privata, sono la dimostrazione palese di quanto le militanze siano consapevoli, di quando le idee siano profondamente sentite, di quanto “la bella vita” sia seducente. Perle ai porci. L’azione di Azionepuntozero, fedele alla promessa di molti anni fa, mantiene lo stesso stile di condotta, anzi lo affina, lo arrichisce con i valori della Dottrina Tradizionale. Frutto di sacrificio – corpo, anima e spirito – subordinando tempo e portafogli, l’azione viene portata avanti inesorabilmente. Chi oggi si ritrae dalla linea di combattimento non è indifferente, è complice. “E’ importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un’assoluta intransigenza l’idea, in funzione della quale si deve essere uniti, ed affermi questa idea soprattutto nella forma dell’uo­mo nuovo, dell’uomo della resistenza, del­l’uomo dritto fra le rovine. Se sarà dato andar oltre questo periodo di crisi e di or­dine vacillante e illusorio, solo a quest’uo­mo spetterà il futuro. Ma quand’anche il destino che il mondo moderno si è creato, e che ora sta travolgendolo, non dovesse esser contenuto, presso a tali premesse le posizioni interne saranno mantenute: in qualsiasi evenienza ciò che potrà esser fatto sarà fatto e apparterremo a quella patria, che da nessun nemico potrà mai essere ne occupata ne distrutta.” Julius Evola – Orientamenti

Nuova sede per il Centro Studi Aurhelio

E’ iniziato da pochi giorni il riassetto per l’apertura della nuova sede del nostro Centro Studi. Il locale si trova in Via della Libertà 22 a Santa Marinella. In pieno centro e facilmente raggiungibile, diverrà il nuovo punto di contatto con coloro che sono interessati alla cultura tradizionale ed a tutte le attività che Aurhelio ha già messo in cantiere. A giorni l’apertura ufficiale e a fine mese, augurandoci che i lavori per il parco adiacente siano finiti, non è esclusa la possibilità di una piccola festa.

Da lunedì, quindi, inizierà ufficialmente la nuova avventura …..

29 Aprile – Ciao Sergio!

Quella del 29 aprile è una sera piovosa, è l’anniversario della morte di Sergio Ramelli, militante 19enne assassinato barbaramente sotto casa nel 1975 per gli ideali in cui credeva e che vede i ragazzi di Santa Marinella, non solo di AzionePuntozero, riuniti insieme per ricordarlo. Per l’occasione è stato visionato il film-documentario Milano Burning – Storia di Sergio, realizzato scritto e diretto da Paolo Bussagli con il Coro Drammatico Renato Condoleo (CDRC), sulla figura del giovane camerata e sui fatti drammatici che portarono alla sua uccisione. Sergio Ramelli, studente dell’istituto tecnico “Ettore Molinari” di Milano entrò nell’attenzione dell’organizzazione comunista “Avanguardia Proletaria” in seguito alla sua militanza nei ranghi del Fronte della gioventù e per aver scritto un tema in cui condannò senza riserve le Brigate Rosse. Esso, dopo aver subito in precedenza due aggressioni a sfondo politico venne attaccato il 13 marzo sulla via di casa con una chiave inglese mentre tornava dalle lezioni. Morì il 29 aprile, dopo 49 giorni di agonia circondato dai suoi camerati. Il documentario ha inspirato profonde riflessioni sulla figura di Sergio Ramelli e sulla determinazione che portò il giovane militante ad affermare con orgoglio il suo credo nonostante gli atti di violenza perpetrati ai suoi danni ed il chiaro pericolo di vita. Ciò fa di lui un esempio da seguire e un camerata da ricordare. Sergio Ramelli Presente!

Milano Burning – storia di Sergio è un documentario su Sergio Ramelli, di circa 1h30′, disponibile in DVD, ideato e diretto da Paolo Bussagli. Con interviste, tra gli altri, a Guido Salvini, Guido Giraudo (che ha fatto da consulente storico), Anita Ramelli, Gianlugi Melega, Leo Siegel e Paola Frassinetti. Con oltre 15 minuti di ricostruzioni tridimensionali  
E’ una situazione veramente di persecuzione, potremmo definirla una persecuzione razziale se volessimo usare una metafora” (Guido Salvini in “Milano Burning”)

non sembra una riunione politica, puzza più di riunione del Klan, con o senza i costumi da carnevale” (da Mississippi Burning)
con il contributo del Ministero della Gioventù


Ringraziamo Paolo Bussagli e Guido Giraudo per la pazienza mostrata nei confronti della nostra esuberanza e testardaggine nel voler proiettare il film-documentario. Confidiamo nella loro comprensione, perchè siamo certi che avranno saputo cogliere la nostra totale dedizione nel voler dare onore e rispetto a Sergio!