Linea Retta – Linea di Combattimento

“Non lasciarsi andare, oggi è alla base.
In questa società sbandata si deve essere capaci del lusso di avere carattere. Bisognerebbe esser da tanto che, ancor prima di essere riconosciuti come i difensori di un’ideologia politica, sia visibile una linea di vita, una coerenza interna, uno stile fatto di coraggio intelle
ttuale, in ogni umana relazione.”

Julius Evola

Buon Lavoro PuntoZero

Bene, il periodo elettorale finalmente è finito, terminate le elezioni gli equilibri si sono modificati. A seguito di questi risultati molte cose nello scenario politico cambieranno, molto cambierà nei rapporti di forza tra le ali estreme, soprattutto alla destra del PDl che conoscerà disarticolazioni e rimescolamenti inimmaginabili. Non ci meraviglieremo se qualcuno si cospargerà il capo di cenere e se qualcun’altro ci suonerà il piffero. L’importante è che i panzer propagandistici verranno rimessi nei garage della politica, un ritmo così alto di attività militante non può essere retto a lungo, soprattutto da chi non è abituato. Costante sacrificio, concretezza, spese, non sono attività alle quali ci si abitua da un giorno all’altro. Ci sarà più spazio di prima, questo occorrerrà metterselo bene nella testa, uno scenario con il quale dovremo necessariamente fare i conti. Auguriamoci buon lavoro.

Se questo è un silenzio

Siamo arrivati al venerdì, domani è silenzio. Nella liturgia ecclesiastica il Venerdì Santo è uno snodo decisivo, uno spartiacque, l’acme (il punto più alto) di dolore, cui deve far seguito il silenzio. Oggi è Quaresima, non però ancora l’immediata vigilia di Pasqua e infatti la Pasqua non c’entra. La liturgia che imporrebbe il silenzio è infatti quella democratica-elettorale. In omaggio alle attitudini borghesi che permeano tutt’ora l’attuale regime, il silenzio che inizia il sabato pre-elettorale e che continua fino al momento della chiusura delle urne sarà rotto milioni di volte, con invadenti telefonate, messaggini, capannelli nei punti strategici delle città e all’esterno dei seggi elettorali, ammiccamenti, riempimento all’eccesso di materiale propagandistico nelle cassette delle poste e sulle auto, affissioni abusive perché fuori tempo massimo.

La comunità di azionepuntozero si allontana dall’ultimo mefistofelico atto della campagna elettorale per scegliere una campagna vera, il contatto diretto con il Creato e con il proprio ambiente, così lontano dalle cartacce, che siano propagandistiche o direttamente con filigrana, che vediamo circolare. Laggiù (o lassù) il silenzio sarà quello vero.

Passeggiata Ecologica

Dopo la rispettosa pausa, riprendiamo a segnalare le notizie più importanti sulla vita della nostra attività e sulle cronache del comprensorio.

Sabato mattina si svolgerà la prima passeggiata ecologica, uno sguardo sullo stato della nostra amata terra per iniziare a conoscere le bellezze e le aggressioni subite dal nostro territorio.

AZIONE PUNTOZERO

R.I.P.

La comunità di Azionepuntozero rende doveroso omaggio alla figura di Monsignor Carlo Chenis, Vescovo della Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia, scomparso dopo breve malattia giovedì 19 marzo.
Requiescat in pace.

Un Esempio….

In questi tempi, dove ogni giorno si avverte la mancanza di uomini che siano di esempio, l’ascesa al cielo del Vescovo Chenis rappresenta un momento estremamente doloroso. Una mancanza che Civitavecchia, nella melma nella quale affonda, proprio non poteva permettersi. A volte le leggi del Cielo sono difficili da comprendere, al tempo stesso, dobbiamo avere la capacità di prenderne il carico.

Straordinario esempio di magnanimità, fortezza, fede e sobrietà, il Vescovo della Diocesi di Civitavecchia e Tarquinia ha rappresentato un faro di luce in questa città. Testimonianza, amore, disponibilità, profondità dottrinaria, solarità, i segni evidenti di una esistenza informata dal Sacro in tutte le sue propaggini. La mancanza di uomini religiosi come il Vescovo lascia un vuoto incolmabile.
Certi che la luce del suo sorriso continuerà ad illuminarci la via…..

Da centumcellae.it: http://www.centumcellae.it/leggi.php?id=27463

Il pasticcio ecologista

Uno dei paradossi ideologicamente più clamorosi degli ultimi tempi è il vedere come le “sinistre” cavalchino in perfetta tranquillità il classico cavallo di battaglia di tutti i conservatorismi storici: la difesa dell’ambiente, il localismo differenzialista, la tutela delle specificità di paesaggio e territorio, il rilancio di tradizioni popolari, sagre, tutto quanto fa ruralismo. Infine, l’ostilità per cosmopolitismo e massificazione. Il progressismo è diventato conservatore. Pensano di dover conservare quello che l’industrialismo ha già fatto a brandelli. L’insipienza dei vecchi rivoluzionari falliti, che oggi vediamo giocare con la stessa faccia dei tempi brezneviani la carta riformista, non prova imbarazzi nell’appropriarsi di tutto quanto i loro padri nobili illuministi e marxisti avevano a lungo maledetto.

La colpa di questi paradossi, tuttavia, non è della “sinistra”, che ormai da un pezzo è un palloncino sgonfio, ma della cosiddetta “destra”, che con l’indifferenza di un’immobile sfinge si fa togliere di mano uno dopo l’altro tutti gli ottimi argomenti che avrebbe nel suo patrimonio genetico, adattissimi per offrire risposte concrete all’evidente crescita del disagio della gente di fronte ai fallimenti e ai guasti del radicalismo industrialista.

Chiunque apra un libro di ecologia, deve subito fare i conti col primo capitolo, che inevitabilmente riporta la dannatissima verità storica che, come ha scritto tra molti altri il filosofo francese Luc Ferry, «dobbiamo ancora oggi al regime nazista e alla volontà personale di Hitler le due legislazioni più elaborate che l’umanità abbia mai conosciuto in materia di protezione della natura e degli animali». Il rospo da mandar giù è terribile, ma i nuovi Politburo non sono come quelli vecchi: agili e pieghevoli, si insinuano con noncuranza nelle problematiche della qualità della vita, riuscendo nel sensazionale numero di assimilare l’impossibile. Il risultato è che oggi l’ecologismo appare ai più come un perfetto argomento “di sinistra”.

Essere ecologisti significa, innanzi tutto, credere nella diversità. Che, notoriamente, è il contrario dell’eguaglianza. Difendere il territorio di ogni popolo dalle contaminazioni esogene significa volerne difendere la cultura, le tradizioni, e tutte quelle specificità che costituiscono il patrimonio variegato dell’umanità. Senza il quale, si ha l’omologazione universale che oggi gli USA tentano di iniettare fino nelle più sperdute plaghe del pianeta. Difendere il territorio della propria bio-storia è atto politico contrario alla globalizzazione, e come tale dovrebbe essere vissuto, con la coscienza di proteggere la vita stessa, che è fatta di differenza. Ecologismo e immigrazione, ad esempio, sono due situazioni mal compatibili. O l’una o l’altra. Non tutte e due, come pretende di fare la “sinistra”.

L’ecologismo fondamentalista utilizza argomenti nazional-popolari ma non tira le conseguenze. Come sappiamo, esistono titolati esponenti del pensiero progressista, specchiati esponenti dell’antifascismo culturale che in materia ecologica utilizzano il frasario e il sistema ideologico che fu dei vari fascismi, ma che amano non rilevare l’ascendenza delle loro convinzioni. Quando sentiamo un Felix Guattari fare l’elogio delle appartenenze etniche o delle caratteristiche culturali come “realtà ontologica”, viene in mente che forse in Occidente gli schieramenti, le parole, gli stessi concetti non sono più ormai che formule estetiche, suoni in libertà, non corrispondono più ad alcuna realtà effettuale. Prendiamo la seguente frase, nella quale si prefigura il prevalere della dimensione comunitaria su quella individualista, argomento tradizionalmente differenzialista: “lo sradicamento è un dramma…il primo fra i diritti fondamentali della persona è possedere un’identità, e questa si confonde con l’identità del gruppo umano cui si appartiene”: questa frase, se detta “a destra”, porta tra le maglie della legge Mancino, se scritta “a sinistra” fa lustro e tendenza. E difatti è di Antoine Waechter, facente parte dell’intoccabile casta dei progressisti: loro non saranno mai volgarmente razzisti, ma, sulla scorta di un Levy-Strauss oppure di un Sartre, raffinatamente racialistes. La potenza delle idee, quando sono nelle mani “giuste”, consiste nel fatto che, come in questo caso, si può essere ad un tempo a favore e contro l’immigrazione, a favore e contro il localismo etnicista… Questo è il vero “gramscismo” al potere, l’occupazione di tutto lo spazio del pensabile.

La cabala progressista in tema di ecologia raggiunse, già alcuni anni fa, uno dei suoi vertici allorquando si parlava di “ecofemminismo”, un termine nel frattempo messo in sordina: la tesi di Ariel Salleh, uno dei promoter della trovata, era che l’uomo è cattivo, distruttore, violento, perché ha dimenticato la sua parte femminile, vicina alla terra, alla vita, al nido. L’ecologia non sarà mai così profonda, dunque, fino a quando non ci saremo liberati del maschilismo (sempre definito fascistoide), per abbracciare la concezione materna dell’essere. Sono i medesimi argomenti che settant’anni fa aveva trattato Ludwig Klages nella sua celebrazione dell’Eros cosmogonico, poi ripresi da Walther Darré e dal suo movimento per il sangue e il suolo: quella materna, femminile, è la dimensione vera e autentica, è popolo, è terra propria, è sangue delle generazioni, è stirpe.

Noi assistiamo impassibili all’esaurimento degli indici ideologici e al loro totale depotenziamento, gestito da una sub-cultura generica e impolitica che, nel suo veicolare tutto e il contrario di tutto senza trarre le ultime conseguenze politiche, è perfettamente funzionale al sistema globalizzatore.

Luca Leonello Rimbotti

Fonte: Il Fondo Magazine

Campane elettorali – 1

Dice che c’è la campagna elettorale… Ce n’eravamo accorti. E’ il momento in cui vanno riempite le pance di sera e le plance di notte. Perché è il momento delle cene e dei manifesti. Dice che ce ne sono containers bloccati, da qualche parte, in attesa di un’improbabile riammissione del PdL. Ce ne sono di manifesti s’intende, non di aiuti alimentari, che a tanto ancora non si è ri-arrivati (ma la democrazia in Italia esordì così: con la pagnotta elettorale, distribuita alla popolazione). Aspettando i manifesti, i sedicenti destri si dovranno accontentare delle manifestazioni…
Ma ci sono anche i fortunati che hanno avuto modo di attaccare i loro bei faccioni per le strade. C’è Luciani, ad esempio: uno degli slogan coniati dice “sempre dalla stessa parte”, però il rosso d’ordinanza di sfondo ai manifesti ha dovuto trasformarsi per questioni ontologiche in verde cacarella. Propone il reddito per tutti, Luciani. Propone l’autostrada gratis per i pendolari civitavecchiesi che vanno a Roma. Ci poteva pensare prima: è stato consigliere regionale per due legislature consecutive, l’ultima delle quali nella maggioranza trans-versale di M’arrazzo. “Sempre dalla stessa parte”, dice Luciani. Peccato che però le cronache di un mese fa (mica secoli) lo davano prossimo a candidarsi con l’Italia dei Valori, e per questo protagonista di una battaglia con Balloni, portata avanti a colpi di sponsorizzazioni presso i colonnelli dipietristi romani. La partita, per la cronaca come dicono i giornalisti sportivi, finì 0-0. A Balloni il pareggio non è servito: fatto fuori, ha dovuto riarrotolare i megamanifesti che recitavano: “La coerenza pagata a caro prezzo”. Uno slogan firmato Cassandra. Vedremo se il punticino (rientro in extremis tra le fila di Sinistra-ecologia-libertà) servirà a Luciani.

Questo un primo giro d’orizzonte di questa campana elettorale. Campana, non campagna, perché i sinonimi contenitori per la raccolta differenziata continuano ad essere gli oggetti del maggiore desiderio degli attacchini. Rotondi, occhieggiano dai parcheggi fornendo uno spazio leggermente sferico e un ideale sfondo verde ai faccioni ammiccanti degli aspiranti onorevoli regionali. E pazienza se, sotto ai manifesti, finiscono le istruzioni su come differenziare vetro, plastica, carta. Sono altri i rifiuti oggi in bella vista sulle campane… (1. continua…)

Le Palle al Balzo……

Effettivamente Forum Italia non ne sbaglia una, sempre sulla cresta dell’onda, sempre pronto ad aderire…… dobbiamo riconoscere una lungimiranza ed un tempismo non comune….. interessante

Forum Italia Civitavecchia aderisce a Generazione Italia

CIVITAVECCHIA – Dopo due mesi di incontri avuti dai vertici nazionali con il Presidente della Camera Gianfranco Fini ed altri dirigenti nazionali del Pdl, a partire dall’on. Carmelo Briguglio, Forum Italia Civitavecchia annuncia di aver aderito alla nuova associazione interna al Pdl Generazione Italia lanciata ieri dall’on. Italo Bocchino, dichiara Luca Pitzalis presidente di Forum Italia Civitavecchia.

Tempo di Elezioni….

Qualcosa è cambiato. Lo avevamo intuito dal fatto che persone con le quali conversavamo normalmente fino ad una o due settimane fa sono progressivamente impazzite. Strano l’effetto che produce il periodo elettorale, occorrerebbe soffermarsi un momento per vedere gli effetti che produce l’elettoralite sulla stabilità psicologica degli individui. A differenza di come si comportano durante l’anno politici, politicanti, portaborse e galoppini, di colpo da schivi e arroganti diventano suadenti e gentili. Talmente gentili, che arrivano a metterti sotto assedio in tutti i modi…….
Democrazia, democrazia…….

Multisala, coraggio e identità per i giovani di destra….

Eravamo in trepida attesa, attendevamo da tempo una presa di posizione forte, identitaria, corrispondente a questo clima politico teso. La città di Civitavecchia alle prese con problemi irrisori come l’occupazione l’inquinamento, i trasporti, la stabilità politica, necessitava di uno slancio, di un sostegno al Sindaco per qualcosa da cui non si può prescindere. Giovane Italia scende in campo a favore del Multisala > Flacchi “questo importante progetto, che vedrà lo smettere di un pendolarismo dei giovani e non giovani, nei comuni limitrofi, che non era qualificante per una città importante e strategica come Civitavecchia.” Essere Giovani e di Destra nel Pdl… per fare certe dichiarazioni e certe battaglie ci vuole coraggio!

Giovane Italia: “Ben venga il multisala” (da TRC giornale che gentilmente ringraziamo)

11 Marzo 2010

Il circolo locale della Giovane Italia apprende con piacere e plaude alla notizia del concretizzarsi della realizzazione del multisala nella nostra città. Questo insieme ad altri punti del programma Moscherini è tra quelli presi più a cuore, dai giovani e dal circolo stesso e sono rimasti profondamente contenti dell’annuncio fatto dal Sindaco nei giorni scorsi e applaudono a questo importante progetto che in tempi brevi, potrà diventare realtà.

“Il multisala a Civitavecchia -sostiene Giuseppe Flacchi Dirigente Provinciale di Giovane Italia Pdl- è uno dei tanti progetti inseriti all’interno del programma Moscherini, che grazie ad un’ottima azione di questa amministrazione stanno diventando realtà. Era uno dei punti a cui tenevamo molto e siamo felici dell’ annuncio del Sindaco e siamo sicuri che questa amministrazione del fare, porterà a termine a breve anche questo importante progetto, che vedrà lo smettere di un pendolarismo dei giovani e non giovani, nei comuni limitrofi, che non era qualificante per una città importante e strategica come Civitavecchia.”

Il circo dei commenti anonimi…..

Probabilmente in cerca di notorietà, qualche buontempone o provocatore, si aggira per il web spacciandosi per sostenitore di organizzazioni a cui – qualora pubblicassimo quello che scrive, farebbe fare una pessima figura (evitiamo quindi di pubblicare i suoi deliri, soprattutto per rispetto altrui). Oltre alla mancanza di rilevanza delle sue analisi, si avventura in minacce di comunicazioni a fronte di documentazioni in suo possesso che dimostrerebbero come vi sarebbero legami tra questa iniziativa e possibili candidati, imprenditori, ndrangheta, Sauron.
Il nostro costume ci impone tre cose.
La prima è quella di diffidare dei provocatori, di sbirraglia e di chi campa della visibilità altrui. La seconda è quella di dare credito a ciò che dicono le organizzazioni in via ufficiale e non a coloro che si spacciano per tali, in forma anonima su web. La terza è che se ha qualcosa da dimostrare, la dimostri, non la minacci. Ancor prima di non aver interesse per le elezioni, non abbiamo interesse per la politica come la si intende adesso. Il problema non si pone. L’unica cosa che vale ad oggi, è che il nostro percorso si arricchisce sempre di più, ne abbiamo prova ogni giorno, nel nostro silente lavoro. A tale proposito cogliamo l’occasione per ringraziare chi ci mostra ogni giorno attenzione, supporto e ci dà sostegno.

Non programmi ma Uomini Nuovi.
C.Z. Codreanu

Cane non morde cane….

In Italia c’è un gigante. Ma non solo è un gigante dai piedi d’argilla: è anche guidato da un nano. Difficile, perciò, che possa riuscire nell’impresa: infatti il gigante è inciampato, a quanto pare in un panino Piccolo Piccolo, alla presentazione della lista del PdL per la Provincia di Roma. I pruriti preelettorali dei colonnelli romani del partito hanno così avuto un effetto contrappasso che manco il Sommo Poeta avrebbe potuto disegnare: la cancellazione dell’intera classe dirigente capitolina del partito di governo, o quanto meno il rischio concreto che ciò possa avvenire. Un pericolo ben più grave della stessa sconfitta elettorale, che in un “regime d’alternanza” sarebbe comunque ben digerito. E il problema a ben guardare risiede proprio qui: nell’alternanza, che è poi un regime. Ad “alternarsi” nel “gioco” democratico non sono due visioni del mondo, due modi di leggere i problemi e di proporre soluzioni. Sono uomini, forse qualcosa meno che uomini, i quali occupano dei posti senza minimamente interessarsi delle funzioni di responsabilità che gli sarebbero proprie. Infatti risiedono in due schieramenti tra i quali è comunque possibile, spesso per ragioni tattiche (e sempre più di frequente), il travaso di uomini. L’importanza vitale è quindi, per loro, che si mantenga il “regime d’alternanza”: e quando l’alternanza si riduce a semplice illusione ottica, resta esclusivamente un regime. Gli italiani, fondamentalmente, pensano di partecipare ad elezioni e invece non si rendono conto di ritrovarsi, ad ogni voto che danno, intruppati in qualcosa che assomiglia maledettamente ad un congresso del Pcus.
Gli scivoloni nelle presentazioni delle liste hanno tuttavia prodotto una ventata tale da alzare il velo e far intravedere cosa esso nasconda. Un’intera classe dirigente è stata gettata nel panico, messa davanti alla impensabile prospettiva di aver speso centinaia di migliaia di euro (a persona, s’intende) senza più la certezza del rientro dall’investimento. Ma il miraggio stesso dell’alternanza è finito nel tritacarne dei ricorsi, della burocrazia, della magistratura. Ed ecco allora il coup de theatre: Pannella, pater della piemontese Bonino che andrebbe a conquistarsi da sola il Lazio con una novella Porta Pia, chiede il rinvio delle elezioni e la sanatoria di tutte le liste. Strano, per chi ha fatto sapere di aver rinunciato al cappuccino per giorni e giorni proprio per “salvaguardare la legalità nella presentazione delle liste”.

Cosa c’è dietro? Lotte interne al “centro-sinistra” perché il Pd vuole il grosso della torta così facilmente conquistata? Un rigurgito d’abortismo della Bonino, che vuol abortire ormai anche se stessa? Più probabilmente c’è solo il terrore di far cadere lo spaventapasseri dell’alternanza, di aprire uno spazio politico mai esistito e quindi di dover riconoscere un’opposizione altra da quella che si è scelta, “fuori dall’alternanza”, con esiti imprevedibili.
Tale è il livello di collusione: questo centro-destra non esisterebbe senza questo centro-sinistra e viceversa. D’altronde nessuno guarderebbe un film nel quale l’antagonista muore al primo fotogramma. The show must go on, perciò, e tutti gli attori si presentino in scena a recitare il copione, tra gli applausi del pubblico in sala, che crede così di partecipare al “gioco” democratico e invece dovrebbe, più semplicemente, cominciare a pensare di… cambiare gioco.

La libbra di carne avvelenata da Moni Ovadia al Teatro Traiano

Avevamo quasi abboccato, poi quasi un sesto senso, le indiscrezioni, gli interpreti, il dubbio. Vuoi vedere che avremmo dovuto assistere alla solita lezioncina di Moni Ovadia su quanto siamo cattivi noi “goim”? Cianciano di teatro militante e didattico, in realtà usano shakespeare per i propri fini, un grimaldello mieloso per trasmettere un senso di colpa che, ribadiamo all’eletto MONI, non ci assalirà, può starsene in pace. Preferiamo il buon vecchio William, rispetto a Moni e Shel, ha sempre molto da insegnare. Molto.

Il teatro dell’impegno con Moni Ovadia al Traiano
(Da TRC giornale che gentilmente ringraziamo)

Il teatro militante, dell’impegno e della rappresentazione didattica approda al Traiano nelle tre rappresentazioni di “Shylock il mercante di Venezia in prova” proposto da Moni Ovadia che ne cura la scrittura e la regia con Roberto Andò. Una rappresentazione difficile da dimenticare per intensità e teatralità con Shel Shapiro nei panni dell’ebreo. La prova generale di cui parla il titolo avverte lo spettatore che non si troverà a seguire il Mercante di Venezia di Shakespeare con il suo lieto fine e le annesse riflessioni sul denaro, il potere, la crudeltà dell’animo. Ad andare in scena è il teatro militante, la lezione ricca di citazioni, provocatoria e potente di Moni Ovadia che comanda la scena dal suo trespolo. Non è il teatro classico che i forzati dell’abbonamento, per dirla con una citazione dello stesso Ovadia, magari digeriscono perché in scena c’è il protagonista con carriera cine televisiva alle spalle. Qui l’impatto è forte, e se qualcuno si alza e se ne va, se il dubbio domina il dopo spettacolo, è perché questo teatro è diventato raro e difficilmente appagante, impegnativo e poco o nulla edificante. L’ospedale manicomio mattatoio che domina la scena con le reliquie di carne umana appese ai lati e da un enorme schizzo di sangue sopra uno specchio sul fondale è il luogo in cui si svolge la lezione. La vicenda di Shylock, uno Shel Shapiro in barella, viene condotta dal regista Moni Ovadia con incursioni frequenti sul tema: il teatro nel teatro, i personaggi che rappresentano se stessi come nei Sei personaggi pirandelliani, che educano il pubblico con le ballate dell’orchestrina nel più classico Brecht. E allora più che la storia di Shakespeare viene proposto con durezza, con l’urlo ricorrente di Moni Ovadia, il filo spinato che congiunge la diversità: l’ebreo Shylock l’archetipo dello strozzino senza nessuna umanità da cui deriva la convinzione antisemita che culminerà con l’olocausto, e poi l’omosessualità di Antonio, appena accennata in Shakespeare, e qui messa nella giusta evidenza con l’effeminato Bassanio, come la figura del rom che compare nel finale e la cruda versione di Porzia seminuda e sempre pronta all’amplesso. Difficile riportare gli elementi che compongono la lezione. Una rilettura molto limitata che non può afferrare i tanti riferimenti alla contemporaneità, compresa lo sferzante accenno al triste panorama teatrale di oggi e ai forzati dell’abbonamento. Uno spettacolo con un impatto devastante, di teatro impegnato, su cui occorre pensare e riflettere a luci spente e anche dopo. Una grande prova di teatro, curata nei particolari e nei personaggi, con un gruppo bravissimo d’interpreti a cui va il merito di saper sostenere il difficile compito di sostanziare le forme, di offrire contenuti, magari complessi e scomodi, senza ammiccamenti. E questo ha lasciato qualche perplessità e tenuto a bagno maria il pubblico del Traiano.

Preferite….. l’originale…

http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mercante_di_Venezia

2010: i comunisti della perla scoprono il gramscismo!

E’ possibile che abbiano ritenuto che nessuno se ne sarebbe accorto? Probabilmente sì, facendo in conti con i politici di centrodestra e gli analisti politici locali, probabilmente pensavano di svangarla.

La tentazione gramscista del resto è divenuta obbligata a seguito delle bordate elettorali prese nelle ultime chiamate alle urne. Dapprima sulla base dei dati numerici e poi sul piano politico e organizzativo, la sinistra comunista ha dovuto fare i conti con un progressivo ripensamento di sè (atteggiamento tra l’altro virtuoso che nella destra radicale litoranea manca del tutto). A seguito delle infiltrazioni borghesi neoprogressiste nel centrosinistra (le scomode coabitazioni con Tidei, Bianchi, Mucciola ed i democristiani di sinistra), dopo aver perso il rapporto egemonico con la società civile attraverso le categorie del politico, hanno iniziato un’opera di infiltrazione civica e culturale che prende le mosse da lontano. Hanno abbandonato Lenin ed hanno abbracciato Gramsci.
Iniziano dal Liceo scientifico, passano per l’agesci e via via dall’ambientalismo light arrivano al berlinguerismo culturale. Ultima in pole position l’iniziativa “culturale” sull’8 Marzo. Bene, noi siamo molto attenti, del resto nel paese non ci vuole molto a capire chi anima una attività piuttosto che un’altra. Si riconosce chi anima il partito della rifondazione e contemporaneamente produce inziative parallele di suporto. Una prece per Vladimir Ulianov, i comunisti si sono letti i “Diari dal Carcere”….. da rivoluzionari son diventati “revisionisti”…. o socialdemocratici? Continuate così magari passando per Gramsci, arrivate a Croce, fate una giravolta sull’attualismo gentiliano, vuoi vedere che diventate “fascisti di sinistra”?


Non Programmi ma Uomini Nuovi!

…maschi deboli e con le idee confuse, disabituati al cameratismo e con scarsa propensione alla lotta. Tutto questo lasciammo alle nostre spalle, tanto tempo fa!

E’ più di un mese ormai da quando abbiamo iniziato a riempire queste pagine con riflessioni, commenti, notizie. Le visite, le conversazioni, gli incontri, ci danno la misura del lavoro sin qui svolto.
Oltre all’attenzione rivolta ai media locali ed alle attività del centrodestra e delle destre del comprensorio per comprenderne le dinamiche (esterne ed interne), stiamo rapidamente allargando il nostro raggio d’azione. Stiamo progettando momenti di selezione, formazione e di ricreazione. Certo, il periodo elettorale – soprattutto con le fibrillazioni legate a lista sì lista no lista iamme, non è il periodo migliore ma, non ce ne preoccupiamo. Tanto ormai lo sappiamo, tra qualche tempo, si tornerà al solito trans trans quotidiano. Ad occuparsi di politica, formazione, territorio e azioni concrete si rimarrà come al solito in pochi. Quello che a noi basta è l’esser conosciuti da una minoranza attenta, che sa riconoscere chi lavora silenziosamente con dedizione e approfondimento. Il resto sarà tutto conseguente, passo dopo passo.

Non programmi ma uomini nuovi! C.Z. Codreanu

Bucarest, 12 Febbraio 1937

I DIECI COMANDAMENTI

a cui il legionario deve attenersi per non deviare dalla sua strada gloriosa in questi giorni di oscurità, di sventura e di tentazione satanica. Affinché tutto il mondo sappia che noi siamo legionari e restiamo legionari per l’eternità.
1. NON CREDERE in nessun modo alle informazioni, alle notizie sul movimento legionario lette in qualunque giornale -anche quando questo sembri nazionalista- o sussurrate all’orecchio da agenti o pure da uomini onesti. Il legionario non crede se non all’ordine e alla parola del suo Capo, Se questa parola non viene, significa che nulla è cambiato e che il legionario prosegue tranquillo avanti per la sua strada.

2. STAI BENE ATTENTO con chi hai a che fare. E valutalo come si deve, sia quando e un avversario che vuole ingannarti, sia quando è un amico stolto che è stato ingannato da un avversario.

3. GUARDATI come da una grande calamità dallo sconosciuto che ti esorta a fare qualcosa. Egli ha un interesse e vuole perseguire il suo interesse tramite te o vuole comprometterti di fronte agli altri legionari. Il legionario agisce soltanto dietro ordine o per sua propria iniziativa.

4. SE qualcuno vuole tentarti o comprarti, sputagli in faccia. I legionari non sono né stupidi né merce d’acquisto.

5. EVITA coloro che vogliono farti doni. Non accettare nulla.

6. ALLONTANATI da coloro che ti adulano e ti lodano.

7. DOVE esistono soltanto tre legionari, costoro vivano fra loro come fratelli: Unità, unità e ancora unità! Sacrifica tutto, immola te stesso, i tuoi desideri e tutto il tuo egoismo per questa unità. Essa, l’unità, ci darà la vittoria. Chi è contro l’unità, è contro la vittoria legionaria.

8. NON PARLAR MALE dei tuoi compagni. Non accusarli. Non mormorare all’orecchio e non tollerare che ti si mormori.

9. NON SPAVENTARTI se non ricevi ordini, notizie, risposte alle lettere, o se ti pare che la lotta ristagni. Non allarmarti, non prender le cose sul tragico, ché Dio e al di sopra di noi e i tuoi capi conoscono la via giusta e sanno quello che vogliono.

10. NELLA TUA SOLITUDINE prega Iddio, in nome dei nostri morti, affinché ci aiuti a sopportare tutti i colpi sino alla fine delle sofferenze, sino alla grande risurrezione e alla vittoria legionaria.

Marzo 1935 Corneliu Zelea Codreanu

Il consiglio comunale dei giovani (dove sta?)

Da trcgiornale (che gentilmente ringraziamo): A distanza di un anno dalle elezioni cosa ha prodotto il consiglio comunale dei giovani? Lo abbiamo chiesto al presidente dell’assemblea[…] “L’esperienza fino adesso – spiega Zucaro – non è completamente positiva perchè abbiamo avuto qualche difficoltà dovuta alla mancanza di esperienza nel gestire una situazione assolutamente nuova. L’unica attività condotta è stata una raccolta fondi per i terremotati dell’Abruzzo.”[…] “Questo primo anno è stato di ambientamento”

Beh questa notizia non poteva certo passarci inosservata, in particolar modo a persone alle quali è stato impedito di candidarsi e perfino di votare per un regolamento emanato dalla Regione che confliggeva addirittura con un decreto del Presidente della Repubblica (democratica?).
Le parole del presidente dell’assemblea ci lasciano veramente perplessi, un anno per ambientarsi?? non mi sembra che il consiglio dei giovani sieda nella stanza dei bottoni, da statuto è un’organo che puo solamente fare delle proposte al governo locale per quanto concerne la politica giovanile. Considerando il fatto che questa è la prima esperienza che la nostra realtà sperimenta a nostro parere si poteva veramente fare di più…specialmente da parte di chi, interrogato a proposito risponde con frasi tipo “e l’amico tuo che fece?”, risposte che non dovrebbero essere usate cosi incautamente poichè renderebbero il discorso che si sta facendo veramente più ampio e a volte è veramente inutile parlare con chi non vuol sentire.

Nein Carbonen!

Siamo sempre molto attenti alle attività degli altri, specialmente se riguardano la salute di tutti i cittadini. Lo scorso anno abbiamo partecipato all’incotro svoltosi nell’aula del consiglio comunale di civitavecchia e ne abbiamo apprezzato i contenuti. Proveremo ad andare, per riconfermare a qualcuno – forse se lo è scordato, che l’ecologia è un tema assolutamente proritario. Intimamente legato alla cultura della destra radicale nazional-rivoluzionaria, è stato abbandonato dalla destra di governo per ovvi motivi di bilancio. Coloro i quali rimangono, nonostante tutto, dalle parte dei cittadini e su posizioni antisistema non potranno mancare (ringraziamo civonline per la gentile segnalazione dell’articolo).

Inquinamento: se ne parla in un convegno *01-03-2010 20:27*

I no coke domani nella Perla per parlare dei problemi legati alla centrale a carbone
All’assemblea si parlerà anche di osservatrio ambientale, inceneritori e discariche

SANTA MARINELLA – I ‘‘no coke’’ domani (martedì) nella Perla per parlare di inquinamento e dei fumi di Torre Valdaliga Nord. Durante l’assemblea pubblica, che si svolgerà alle 17 in biblioteca, è prevista la visione dei documenti-video già consegnati alla Procura della Repubblica di Civitavecchia sulla gestione di rifiuti e ceneri della centrale di Torre Valdaliga Nord. I documenti, presentati anche all’aula Pucci di Civitavecchia, intendono mostrare riprese sullo smaltimento delle ceneri e sulla gestione dei rifiuti nel cantiere della centrale. Anche i rappresentanti di ‘‘Un’altra città è possibile’’ invitano la cittadinanza a partecipare. «L’appuntamento – affermano dalla lista civica – vuole essere un’occasione per parlare di osservatorio ambientale, di inceneritori e discariche, presenti e future, nel nostro comprensorio».

Un tranquillo week end di paura……

Tra Parchi Almirante sostenuti da antifascisti e contrastati da antifascisti, presentazioni e mancate presentazioni di liste, l’orizzonte politico del comprensorio ha subito uno scossone micidiale. Sopravviveremo a tutto ciò? Nel frattempo dobbiamo solo riportare una notizia (offerta da civonline che, gentilmente, ringraziamo) circa le polemiche relative all’intestazione di un parco a Giorgio Almirante a Santa Marinella. Il primo pomeriggio di marzo ci riserverà senza dubbio qualche sorpresa…..
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Parco Almirante, battute la vetriolo tra Rifonadazione comunista e Forum Italia
27-02-2010 20:58
S. MARINELLA. Dopo la decisione della giunta Bacheca di intitolare l’area di via Saffi al noto personaggio politico
S. MARINELLA – Parco Almirante, è botta e risposta tra Rifondazione comunista e Forum Italia. Contro l‘intitolazione del parco di via Saffi, ovviamente, si schierano gli esponenti del circolo ‘’Benedetti Michelangeli’’ che partendo dai principi repubblicani e antifascisti della Costituzione, ritengono che Giorgio Almirante abbia dedicato una vita intera all’apologia e alla ricostruzione del partito fascista. «I simboli non sono neutri, né casuali – insistono dal Prc – essi vogliono parlare e veicolare messaggi. Ecco perché l’indifferenza non può essere la giusta risposta a questo tipo di messaggio. Cosa significa titolare ad Almirante un parco giochi per bambini? Cosa intende comunicare la giunta Bacheca ai suoi concittadini, alle famiglie? Cosa, esattamente, si vorrebbe innalzare ad esempio, celebrando Almirante? Forse la coerenza, la pervicacia con cui egli ha perseguito e promosso, rivendicato la simbologia, l’ideologia, l’etica fascista? Perché allora non intitoliare strade e piazze ai repubblichini di Salò? alla X MAS? ai colonizzatori dell’Africa Orientale? ai giudici dei tribunali speciali? ai capò dei campi di concentramento? agli assassini di Matteotti e Gramsci? Perché non celebriamo la dittatura, la censura, la persecuzione degli oppositori politici?‘’ ‘’Forse – concludono i comunisti della Perla – il messaggio che la nostra giunta vuole comunicare è un altro: la celebrazione del potere‘’. ‘’Anacronismo? – si chiedono da Forum Italia – forse sarebbe la parola più gentile per definire quanto sta accadendo in città per l’intitolazione di un parco a Giorgio Almirante. Comprendiamo anche che per i pochi rimasti nel Prc, ormai orfani di tutto, anche dei loro vecchi leader e della loro ideologia sfoderare l’antifascismo nel 2010 può essere l’ultima spiaggia. Ma lo facessero con cognizione di causa. E’ proprio vero che non ci sono più i comunisti di una volta, quelli con il quale lo scontro poteva anche essere violento, ma avevano cultura».