Il Grande Gioco del Punteruolo…. ROSSO!

Buon pomeriggio cari lettori del nostro blog!
Oggi vorrei sottoporvi un gioco divertente, capace di stuzzicare le menti e, al contempo, migliorare le vostre capacità intellettive! Tutti voi conoscerete, ne sono certa, la settimana Enigmistica, bene prendendo spunto dal suo famoso gioco “Aguzzate la vista”, vi invito a trovare le differenze tra la prima e la seconda immagine. Chi troverà le differenze non riceverà alcun premio ahimè ma anch’egli avrà la possibilità di dire la sua contro il punteruolo rosso, come fanno da tempo tutti i nostri politicanti senza esclusione di colore più o meno vivido, aspettando che il nuovo male del secolo divori le nostre palme! ….. Che il gioco abbia inizio!!

Tina Lombardi

Disney, sbirri virtuali e uomini mascherati… …

Caro Anonimo (come noi), rispondiamo al suo commento riga per riga,almeno, forse ,qualcosa riuscirà a dedurla. Prendiamo impegno da ora per il futuro però, a replicare solo a i suoi commenti serii che questi sono tristi…..

Anonimo ha detto…

“..questa ribalta virtuale…”
Ma quale ribalta, ma li avete visti i numeri…

Per noi trattasi di ribalta virtuale ciò che corrisponde ad un teatrino effimero, se per lei un blog rappresenta qualcosa di concreto è affare suo, per noi questo è accessorio, diciamo che non lo facciamo per professione, noi qui ci divertiamo.

La cosa triste è che giudicate senza sapere..
Non c’è cosa peggiore che additare le persone e nascondersi dietro il dito.
La verità è che i nomi che fate e le chiacchiere da bar che spesso Si leggono qui riguardano la rispettabilità di persone che hanno il coraggio di esporsi e metterci la faccia. E parliamo di madri, figli, coniugi, genitori ecc. ecc.

Non si è additato nessuno, abbiamo solo ironizzato su chi si dice una cosa e poi ne fa un’altra. Il fatto che si dica di Destra chi esercita una funzione politica in una direzione opposta rispetto al luogo politico dove è stato eletto, nominato etc, oltre ad essere offensivo soprattutto per tutti coloro che si sono sacrificati e, a volte, hanno perso la vita per taluni valori, riteniamo doveroso denunciarlo usando sempre il tono dell’ironia anche se acida. Viste le vicende che, non possono non definirsi comiche.

N.B.: controlla pure gli ip non è un problema, tanto sappiamo a vicenda chi siamo. Anche voi, cari signori, siete rintracciabilissimi e credetemi, basta poco, basta una semplice segnalazione…

Come vede basta poco per far emergere la vocazione sbirresca (questo è il secondo abbocco, il primo era quello massonico), abbiamo scritto di tracciamento IP proprio perchè ne siamo stati più e più volte soggetti e qualcuno, guardacaso, se ne è risentito arrivando pure alle velate minacce di segnalazione…. e a chi ci vuole segnalare? A Disney Channel, alla STASI, a RadioCvitavecchia.org? Guardi che dopo l’ambasciatore cinese a santa marinella, adesso ci stanno pure i cinesi in fila per farci chiudere e, come si sa, quelli lì non son buoni amici a starci a braccetto……

Gli Angeli della Formazione… altro che blogger!


Siamo lieti di segnalare che presso:

la Cartolibreria “De Pasquale” Via Aurelia Santa Marinella
l’Edicola Terminal Autostrade del Mare – Porto di Civitavecchia
la “Galleria del Libro” Via Traiana – Civitavecchia

Sono presenti i libri, i DVD, le riviste della cultura tradizionale e i testi della cultura non conforme. Gli autori : Evola, Guenon, Sermonti, De Giorgio, Mishima, Romualdi etc. Le case editrici: Raido, Il Cinabro, EffeDiEffe, Sentinella d’Italia, Ritter, Trecento, Ritterkreuz, S.E.B., L’Uomo Libero etc.

Finalmente a Civitavecchia e a Santa Marinella tre spazi liberi, contro la palude della cultura moderna. Il Valore del Dono nel Richiamo della Tradizione. Un granaio spirituale in servizio permanente effettivo. Altro che comunicati stampa!

Un servizio a cura del Cuib Femminile di Raido – per ordini e info: cuibfemminile@raido.it

Tina Lombardi

Cosa vede Lullo? Droga, astensioni e AN… mah!

Ci fa sorridere il caro Lullo, che – citiamo: “i consiglieri di Alleanza Nazionale” (ma dove li ha visti n.d.r.), “gli unici tre consiglieri veramente di destra ( così si definiscono…) si sono addirittura astenuti.” vede cose ormai inesistenti. Nella sarabanda del consiglio comunale ormai ci sono solo lotte tribali tra gruppi che si aggregano e disaggregano in ragione di interessi momentanei. Tale è la ragione per la quale spesso ordini del giorno, delibere, decisioni, vengono prese da maggioranze dinamiche. La questione Droga a civitavecchia e nel comprensorio è totalmente fuori controllo, ormai in certi ambienti chi non ne fa uso è addirittura OUT. Perchè dovrebbe essere assurdo che dei consiglieri del PDL si astengano sul narcotest?
Lullo è ora che ti svegli, LA RICREAZIONE E’ FINITA!
PDL e DESTRA non coincidono, DESTRA E DROGA NON COINCIDONO, chi la usa è di fatto un nemico dei camerati, dello Stato e della Nazione, forse ci sorge il dubbio che dovremo iniziare a rimettere le idee a posto anche su questo argomento.

CIVITAVECCHIA: CONSIGLIERI……….. STUPEFACENTI!!!!!

Dopo l’approvazione della mozione, inutile ma educativa, sul narcotest agli amministratori del comune di Civitavecchia, sono andato subito a vedere chi sono stati i consiglieri che hanno votato a favore; sono rimasto stupefatto nell’apprendere che i consiglieri di Alleanza Nazionale si sono astenuti dal voto!!!!
E’ assurdo e a dir poco sconcertante vedere che dei consiglieri di sinistra hanno votato a favore, mentre gli unici tre consiglieri veramente di destra ( così si definiscono…) si sono addirittura astenuti.
E che astensione: anche il Sindaco si è astenuto, ma almeno si è dichiarato disponibile a farsi fare comunque il test, mentre i tre “ex A.N.”non si sono nemmeno degnati di trovare una motivazione plausibile alla loro astensione. Un pessimo esempio per tutti coloro, specialmente giovani, i quali credono in quei princìpi tipici dell’ideologia di destra.
Un altro esempio lampante di come si comportano determinati personaggi ( vedi pure i consiglieri vaganti) una volta eletti dal popolo; si fanno eleggere da un elettorato riconducibile ad un certo schieramento, ma poi si comportano in maniera del tutto diversa da quelle che sono le aspettative del proprio elettorato.

lullo
lullonostro@gmail.com

Civitavecchia e la Musica Alternativa

Dopo lunghi anni, anche questa volta Civitavecchia torna protagonista per la musica alternativa italiana, in uno studio di registrazione cittadino gli IMPERIUM stanno registrando il brano/contributo all’album “TRIBUTO A INTOLLERANZA” che uscirà per l’etichetta RTP. Il brano che verrà riarrangiato sarà “Libertà”.

Dopo “Vita est Militia”, “Ustica chiama Bologna” e varie tracce per album di altri gruppi della musica alternativa, le note ribelli si conficcano di nuovo sul territorio dei benpensanti della destra bene.

INTOLLERANZA
(alcuni dei più famosi brani, tempo di lottare, yankee in mare, la rivoluzione è come il vento, impero)

Nel 1987 Katanga (voce e basso) proveniente dall’esperienza delle “Scogliere di Marmo”, Stolz (chitarra) e Testone (batteria) formano a Roma gli Intolleranza. Dopo nemmeno un anno esordiscono, per la Romana Dart, con il demo registrato in studio dal vivo “Intolleranza”. Nel 1989 partecipano ai raduni di Caorle in Veneto ed esce il demo dal vivo del concerto per Giaquinto “Tempo di lottare” (Dart)e contemporaneamente approntano il secondo nastro “Grezzi in studio, ignoranti dal vivo” (Dart). In seguito il gruppo va in letargo senza mai sciogliersi ufficialmente. Nel 1990 Stolz pubblica un nastro intitolato “Nuova Alba” e nel ‘93 formerà i “Londinium SPQR” , Nel 1995 il gruppo si riunisce per registrare, per la romana RTP, il Cd postumo “Tutti all’inferno” e nello stesso anno partecipano alla compilazione “Fuori dal ghetto”. Nello stesso anno Testone suona come batterista per i 270 bis e nel 1996 Katanga forma i “Sotto Fascia Semplice” .

Consigli Comunali, nasi finti e tanta allegria!

Per il consueto siparietto dell’allegria segnaliamo l’appuntamento del giorno, purtroppo a carnevale terminato. Nella mattinata di oggi si son visti consiglieri comunali alla disperata ricerca di parrucche, nasi finti e occhialoni scuri. Il Sindaco verificata la diffusa disperazione, ha pensato bene ad una distribuzione gratuita all’ingresso dell’aula Pucci. Vista l’occasione, non mancheranno lanci di coriandoli e simpatiche siglette al suono delle lingue di menelik! Tutti pronti per un nuovo capitolo della politica spettacolo!



Da TRCgiornale.it (che gentilmente ringraziamo)

Lunedì si discute del “drug test” per consiglieri e assessori

di Redazione sabato 20 febbraio 2010 17:30

Torna a riunirsi lunedì, dopo oltre due mesi di inattività, il consiglio comunale. All’ordine del giorno molti provvedimenti. Prima nell’elenco dell’allegato A, dedicato a mozioni e interrogazioni, figura la mozione presentata dal consigliere dell’Idv, Alvaro Balloni, che chiede l’accertamento di assenza di tossicodipendenza per consiglieri comunali e assessori.

Un dibattito particolarmente interessante, specie in un momento in cui se ne è parlato e se ne parla molto a livello nazionale. Prevista poi la discussione su una serie di provvedimenti in materia di urbanistica, tra cui anche il Regolamento edilizio.

Una agenzia per il turismo per Santa Marinella

Una segnalazione anonima giunta alla nostra casella di posta. Ci fa piacere constatare come il richiamo alla impersonalità attiva abbia ricevuto qualche risposta. al posto dei “politicisemprepresenti” del “timbro sull’iniziativa” qualcosa questo blog inizia a smuovere. Vuoi vedere che si riuscirà a formulare anche un documento con una serie di temi da sottoporre agli amministratori che si definiscono di “Destra” ma proprio quella VERA? Visti i gruppi, la competizione, tutto questo destrismo diffuso, non possiamo non far altro che invitare coloro che hanno proposte da inserire a farsi avanti.

Creare una Agenzia del Turismo, società mista tra l’Amministrazione comunale e le associazioni degli imprenditori di Santa Marinella.
Metterci a capo un manager del turismo (possibilmente pagandolo in modo equo), individuare i rappresentanti da far sedere attorno ad un tavolo permanente, progettare, creare reticolo, darsi scadenze a breve, medio e lungo termine. Dopodichè iniziare a fare l’elenco delle eccellenze del territorio e destagionalizzare (non è possibile che a santa marinella vi sia turismo per due mesi all’anno). Abbiamo il porto di Civitavecchia a 10 chilometri, l’aeroporto di fiumicino a mezz’ora e la città più visitata del mondo a 50 minuti.

Abbiamo inoltre una delegata al “marketing territoriale” che non conosce nessuno e un delegato “all’intercettazione del traffico crocieristisco del porto di civitavecchia” (artista dei ghirigori sui fogli in consiglio comunale).

Potremmo innanzitutto organizzare una mostra su FUTURISMO a Santa Marinella, nel senso proprio del FU TURISMO! E ORA?

Saluti e Baci – Una destra che pensa!

Sempre lei… la malapianta

MASSONERIA LITORANEA

Ce lo dovevamo aspettare, ci stannno giungendo informazioni attraverso dei commenti che non pubblichiamo (attualmente in corso di conferma) del ruolo svolto dalla massoneria circa la ormai decennale disgregazione delle formazioni a destra del PdL.
Le indicazioni ricevute ci invitano a ricercare dei documenti che in questi giorni stiamo cercando e, seppur esistenti, abbiamo estrema difficoltà a venirne in possesso. Purtroppo in questo momento non possiamo andare oltre. Speriamo di nel prossimo di futuro di poter darne ulteriore accenno. Sempre che prima non ci oscurino il blog. Insomma,oltre alle già evidenti manchevolezze e disarticolazioni dei presunti appartenenti a queste formazioni di destra radicale, ci mancava lo zampino di squadrette, compassi e grembiulini. Vuoi vedere che quest’anno gli incappucciati, vengono fuori prima della processione del Venerdì Santo?

Donne e Avanguardia


LA DONNA VISTA DAL FASCISMO

La donna è la prima responsabile del destino di un popolo. Sapete da dove ho estratto questa frase? Non dai manuali sulle strategie supermarket per recuperare la propria autostima, neanche da uno dei libri intrisi di miele che evocano esotici amori della Pilcher e tantomeno dall’ultimo sapientone new age! Ora vi svelo la verità…. questa frase è stata estratta dal “Decalogo e speranze della Piccola Italiana”. Eh già, non mento! Certo che si stava male allora, se la considerazione della donna era tale da ritenerla la prima responsabile di un popolo (permettetemi una certa ironia…) e allora ho deciso oggi di donarla questa frase, la dono a chi ha inventato le quote rosa e ci ha rinchiuse in un ghetto; alle ragazze perché capiscano e comprendano che la loro essenza vale ben oltre il ruolo borghese che viene cucito loro addosso; alle donne che si perdono nel loro vorticoso uniformarsi al modello maschile. Eallo stesso tempo, la dedico questa a tutte le donne che vogliono migliorarsi, che hanno capito che il femminismo non ha fatto altro che svuotare la nostra reale essenza, alle donne che silenziosamente continuano sorridono e continuano a meravigliarsi della bellezza del mondo. Alle donne che ascoltano i propri cari e che trovano tempo per farlo senza sentirsi prevaricate, private. Alle donne anche se non è l’8 marzo…ma tanto io non ci credo, e voi continuerete a farlo?

P.s. leggete anche l’articolo di seguito riportato, secondo me può offrire molti spunti e se volete condividerli lasciate un commento!

Tina Lombardi

I FASCI FEMMINILI

D. Da chi sono composti i Fasci femminili?

R. I Fasci femminili sono composti da donne italiane di sicura fede fascista e di buona condotta morale che abbiano compiuto il 21° anno di età. Le donne fasciste hanno gli obblighi di coloro che militano nel P.N.F. e devono osservare la disciplina stabilita dallo statuto del P.N.F.

D. Qual è il compito dei Fasci femminili?

R. I Fasci femminili hanno il compito di divulgare e tenere desta l’idea fascista anche fuori dell’ambito della famiglia, di migliorare la preparazione spirituale e culturale della donna italiana, di concorrere ad attuare tutte le attività assistenziali del Regime, di svolgere negli ambienti femminili azione di propaganda per la difesa ed il potenziamento della razza, di collaborare con le organizzazioni sindacali ed economiche per l’autarchia della Nazione.

D. Qual è l’organo centrale dei Fasci femminili?

R. L’organo centrale dei Fasci femminili è la Consulta.

La Consulta
centrale dei Fasci femminili è presieduta dal Segretario del P.N.F. ed è composta delle Ispettrici nazionali del P.N.F., della Ispettrice della G.I.L., della Ispettrice dei G.U.F. e della Commissaria nazionale dell’Associazioni Donne Artiste e laureate. Di essa fanno parte di diritto un vice-Segretario del P.N.F., l’Ispettore del P.N.F. per i Fasci femminili.

Il compito della Consulta centrale dei Fasci femminili è quello di indirizzare e coordinare tutta l’attività delle organizzazioni femminili del Partito.

D. Come sono organizzati i Fasci femminili?

R. Il Fascio femminile è istituito presso ciascun Fascio di combattimento ed è retto da una Segretaria.

I Fasci femminili di ciascuna provincia sono inquadrati nelle Federazioni provinciali dei Fasci femminili, rette da Fiduciarie nominate dal Segretario del Partito.

Una Consulta provinciale, presieduta dal Segretario federale, ha il compito di coordinare e di dare un indirizzo unitario a tutte le attività femminili delle singole provincie.

D. Qual è l’ordine gerarchico delle organizzazioni femminili?

R. L’ordine gerarchico delle organizzazioni femminili è il seguente:

– Ispettrici delle organizzazioni femminili;

– Fiduciaria della Federazione dei Fasci femminili;

– Vice-fiduciaria della Federazione dei Fasci femminili;

– Collaboratrici federali;

– Segretaria provinciale della Sezione massaie rurali; Segretaria provinciale della Sezione operaie e lavoranti a domicilio; Segretaria provinciale per la preparazione della donna alla vita coloniale;

– Vice-segretaria del Fascio femminile del capoluogo;

– Ispettrici federali;

– Segretaria di Fascio femminile; Segretaria di Gruppo rionale femminile;

– Vice-segretaria di Fascio femminile; Vice-segretaria di Gruppo rionale femminile;

– Collaboratrice di Fascio o di Gruppo rionale femminile;

– Segretaria Sezione massaie rurali; Segretaria Sezione operaie e lavoranti a domicilio;

– Visitatrici di settore;

– Visitatrici di nucleo; Capo nucleo massaie rurali;

– Visitatrici.

D. Quali sono le funzioni delle Ispettrici del P.N.F.?

R. Le Ispettrici delle organizzazioni femminili del P.N.F. sono nominate dal Segretario del Partito, fanno parte della Consulta centrale dei Fasci femminili, ed assolvono gli incarichi che loro affida il Segretario del P.N.F.

D. Quali sono le funzioni della Fiduciaria della Federazione dei Fasci femminili?

R. La Fiduciaria della Federazione dei Fasci femminili sovraintende alla costituzione ed al funzionamento dei Fasci femminili della provincia, dei quali nomina le segretarie; regge il Fascio femminile del capoluogo ed è responsabile verso il Segretario federale dell’attività di tutte le organizzazioni femminili del P.N.F. della provincia.

D. Quali sono le funzioni della Segretaria del Fascio femminile?

R. La Segretaria del Fascio femminile, d’intesa col Segretario del Fascio di combattimento, provvede allo svolgimento delle attività organizzative, assistenziali e di propaganda, secondo le direttive impartite dalla Fiduciaria della Federazione dei Fasci femminili verso la quale è responsabile.

D. Chi sono le Visitatrici fasciste?

R. Sono donne fasciste di particolare attitudine, che in ciascun settore, e nucleo del Fascio di combattimento a cui appartengono, visitano le famiglie bisognose a scopo di assistenza morale e materiale, con speciale cura per ciò che riguarda la maternità ed infanzia, riferendo periodicamente alla Segretaria del Fascio dalla quale dipendono.

D. Chi sono le massaie rurali?

R. Le massaie rurali costituiscono una organizzazione fascista che fa capo ai Fasci femminili. Di tale organizzazione fanno parte le donne che risiedono abitualmente in Comuni a carattere rurale, che appartengono a famiglie di proprietari coltivatori diretti, coloni e mezzadri, operai agricoli, che abbiano l’età richiesta per l’ammissione ai Fasci femminili.

D. Qual è lo scopo delle Sezioni massaie rurali?

R. Le Sezioni massaie rurali si propongono: di promuovere, secondo le finalità fasciste, l’educazione e l’istruzione delle donne della campagna, facendole oggetto di assistenza morale, sociale e tecnica; migliorare l’arredamento e l’igiene delle case rurali; favorire l’allevamento igienico della prole; far apprezzare tutti i vantaggi della vita dei campi, per contrastare, come il Fascismo vuole, le dannose tendenze all’urbanisimo; incrementare, ai fini dell’autarchia economica, l’attività produttiva delle massaie rurali;

D. Quali donne fasciste sono inquadrate nella Sezione operaie e lavoranti a domicilio?

R. La Sezione operaie e lavoranti a domicilio inquadra le donne operaie, dipendenti da stabilimenti, da fabbriche o da manifatture varie; le lavoranti a domicilio autonome e per conto di terzi e le appartenenti a famiglie operaie, che abbiano l’età richiesta per l’ammissione ai Fasci femminili.

D. Quali sono gli scopi della Sezione operaie e lavoranti a domicilio?

R. La Sezione operaie e lavoranti a domicilio si propone di:

a) promuovere la propaganda fascista ed educativa presso le operaie, assecondando il miglioramento delle loro capacità professionali e domestiche;

b) curare l’assistenza morale e sociale delle operaie, con specifico riguardo alle loro attività femminili;

c) facilitare, a mezzo degli uffici competenti, il collocamento delle operaie e delle addette ai servizi familiari iscritti alla Sezione, l’esercizio del lavoro a domicilio per incarico di terzi e la applicazione di tutte le provvidenze assistenziali e assicurative istituite dal regime per la donna lavoratrice.

Tratto da il LIBRO DEL FASCISTA

Bertolaso visto da Destra

Aspettando che i sedicenti scudieri delle varie destre immaginarie ci dicono cosa è il loro essere di destra (ma… ce la “facete”?), può essere d’aiuto alla comprensione degli altri come l’essere di destra di azionepuntozero legge gli avvenimenti d’attualità. E già: non c’è Torre d’Avorio in cui chiudersi, quando si ha una visione organica del mondo che ti permette di avere una chiave di lettura passepartout.
Al sodo: Guido Bertolaso. Nelle more della lotta scatenata tra poteri occulti (che fortunatamente ancora non sono ricorsi, come in passato, allo stragismo per prevalere l’un sull’altra o trovare un accordo), è finito nel tritacarne l’uomo che il 2009 aveva definitivamente incoronato come la più fulgida testimonianza di un’italianità che ancora funziona. Il Capo della Protezione Civile ha risolto i problemi di L’Aquila come a nessun’altra regione italiana devastata da una calamità naturale era mai accaduto prima. Lo stesso dicasi per Napoli (Napoli) ripulita dalla monnezza. L’uomo della provvidenza oggi è Bertolaso, e tutto sommato ci si poteva pure accontentare. Dove servono case, compaiono case; dove la monnezza è troppa, sparisce la monnezza. Un’efficienza che diventa efficientismo, uno spot impensabile nell’Italia di oggi, persino un po’ pericoloso, perché dimostra che una qualche forma di buon governo esiste: basta tenerla a debita distanza dai processi democratici e dalla burocrazia, perché la democrazia e la burocrazia uccidono ogni forma di possibile buon governo. Proprio lo status particolare della Protezione Civile, per definizione esclusa dai passaggi burocratici e dal giogo dei “rappresentanti eletti”, ha reso possibile i suoi successi.
Così, a contrappasso di chi faceva funzionare le cose escludendo i processi democratici, ecco arrivare la spada di Damocle di un processo, con i più moderni annessi a sfondo sessuale, che fanno audience.
Ulteriore dato: il tempismo. Appena una settimana prima che il ciclone si scatenasse sull’uomo che combatte le calamità naturali, Bertolaso si era reso protagonista di reato di lesa maestà, mandando a dire agli americani che ad Haiti stavano sbagliando tutto. Ad Haiti, gioverà saperlo a chi abbia orecchie per intendere, gli Usa non hanno mandato “aiuti”, ma militari, che hanno paralizzato lo staterello a poche centinaia di miglia dalla loro costa con posti di blocco e macchinosità (la burocrazia invisa a Bertolaso) che hanno reso vani molti degli sforzi profusi dai veri soccorritori, tra cui gli italiani della Protezione Civile. La mannaia si è abbattuta su di lui nel giro di pochi giorni, come abbiamo visto.
Ultimo spunto. Era in discussione in Parlamento la proposta di legge per la riforma della Protezione Civile, che sarebbe peraltro diventata una S.p.a. Oggi si sa che non diventerà una S.p.a., il governo con la più ampia maggioranza mai avuta ha deciso di fare un dietro-front. Strano, però, quello che lo stesso Bertolaso ha detto dalla trasmissione “Ballarò”, in diretta e che ben poco risalto ha avuto: “La norma che più mi è stata osteggiata in Senato, dal centrodestra e dal centrosinistra, non è stata la Spa, ma una piccola norma che diceva che sono annullati tutti gli arbitrati che a qualsiasi titolo siano stati attivati nell’ambito delle attività della Protezione Civile”. Una norma che Bertolaso ha introdotto “perché indipendentemente dalla mia possibilità di controllo, ad un certo punto le imprese si mettono d’accordo con le stazioni appaltanti per fare gli arbitrati, quando ci sono esigenze di aumentare la spesa”. Eccola, la sede dove la burocrazia torna ad essere tale e ad alimentare quelle sacche d’ombra all’interno della quale nasce il vero sperpero, per non chiamarlo apertamente corruzione. L’uomo della provvidenza voleva estirpare la malerba, ma l’unanimità dei “rappresentanti democraticamente eletti” è stata di altro parere.
Tornando all’incipit: nessun “sedicente di destra” potrà mai fare una vera difesa di Bertolaso come quella che avete letto. Difficilmente lo troverete sui giornali o leggerete interventi di parlamentari che la dicono chiara, così com’è. Solo chi è davvero di destra ve lo potrà raccontare. Accontentatevi, finché dura, di azionepuntozero.

Lo dicevamo che c’era aria di fascismo……

Nostalgia fascista, il gadget del candidato Pdl

Il lunario distribuito in centinaia di copie a ogni appuntamento elettorale: “Calendario storico 2010 – LXXXVII E.F.”. Ovvero ottantottesimo anno dell’Era Fascista. E’ la trovata del candidato Pdl in consiglio regionale, Luigi Celori, autore del nostalgico cadeau destinato a militanti che come lui non rinnegano. Né il passato né le gloriose origini. Riassunti nel distico riportato in basso: “Dovete sopravvivere e mantenere nel cuore la fede. Il mondo, me scomparso, avrà bisogno ancora dell´idea che è stata e sarà la più audace, la più originale (…). La storia mi darà ragione”. Firmato: Benito Mussolini. Il suo lascito morale, l´eredità politica. Che l´ex capogruppo di An alla Pisana, in corsa per un terzo mandato, non ha alcuna intenzione di ripudiare LEGGI L’articolo (di Giovanna Vitale)
Ringraziamo il sito de “La Repubblica” per la gentile concessione.

Non è che a noi non piace il calendario, è che con il PdL c’entra poco……. ci sembra!

Facebook, tanti gruppi …. tanta allegria!

Tempi incredibili segnano il comprensorio, fioriscono iniziative, gruppi, aggregazioni. Oggi ci soffermiamo su Santa Marinella.
L’evidente aria di elezioni, spinge verso un dinamismo partitico che ci sembra sospetto. Su facebook scopriamo di tutto, come gruppi “quelli che..vorrebbero un po’ di DESTRA vera a Santa Marinella..” http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?v=wall&ref=ts&gid=60500329745, capitanato da Alessio De Persio.
Poi abbiamo “Santa Marinella è,è sempre stata ,e sara’ sempre di destra!” guidato da Alfredo De Antoniis che, spettacolo nello spettacolo, dopo aver varato il regolamento contro affissioni e volantinaggi selvaggi che fa? Si immortala con apposito video mentre affigge manifesti su spazi non consentiti! http://www.facebook.com/home.php?#!/video/video.php?v=1126596331378 , ….. un solo grido:”Perchè… non ce la facete?”

Santa Marinella di Destra!

Finalmente! Era ora, che ci fosse una schiera di uomini liberi e determinati che alla faccia di tutti gli interessi propugnasse una battaglia di idee, di valori, di principi autenticamente di DESTRA. Recentemente su Facebook è sorto un simpatico gruppo: Santa Marinella è,è sempre stata ,e sara’ sempre di destra, (http://www.facebook.com/search/?q=santa+marinella+destra&init=quick#!/group.php?gid=270169941148&ref=search&sid=1198757144.3282312082..1). I messaggi che lanciano ed il profilo di alcuni politici locali che vi hanno aderito, qualche dubbio lo suscitano, permettetecelo. Per il resto rimaniamo in ascolto, perchè non meravigliano gli aderenti passivi che, in qulache misura, possono anche risultare sprovveduti ma le intenzioni degli ispiratori che, guardacaso, proprio in prossimità delle elezioni regionali vogliono innescare processi identitari quando in realtà la loro identità è pressochè smarrita. Non possiamo certo dimenticare i circoli intestati a “Brasillach” (ucciso come collaborazionista dagli antifascisti francesi). Ma quelo che ancor più scuote la coscienza è: sarà più di destra passare le notti al privè del little paradise o una lettura di un saggio di Junger? Sarà più di destra non assicurare ai defunti uno spazio di affissione dei manifesti funebri, delimitata e dignitosa o aver praticamente desertificato la militanza giovanile in favore della bella vita? Ai supercameratoni l’ardua sentenza.

Alfredo de Antoniis February 5 at 12:10pm Reply In pochissimo tempo il gruppo si e popolato, segno ancor una volta che santa marinella,lo è stata storicamente e ancora lo è di destra. a differenza di altri problemi,da noi l’immigrazione è poca!e dove c’è,è gente che lavora; le forze dell’ordine svolgono un ottimo lavoro.e la citta e sicura! continute cosi’ che santa marinella come l’ Italia come l’europa,ha sempre piu bisogno di una forte cultura di destra,l’unico ideale che la societa’ civile puo’ conoscere.

In missione per Rutilio

Cronaca di un viaggio, con gli occhi di un accompagnatore molto giovane. Le sue parole sono di insegnamento anche per i più grandi e fanno riflettere sul significato della militanza.

Si parte dalla libreria alle tre meno un quarto. E’ sabato 13 e il Sole è alto e imponente in un cielo cristallino come da settimane non si vedeva; non c’è pranzo fuori o scampagnate che tengano: la militanza chiama e la sua voce è forte. Noi due militanti, rispettivamente di Raido e del suo Cuib femminile siamo diretti a Montecompatri ai Castelli Romani, per andare a prendere un guerriero: Rutilio Sermonti. Non penso abbia bisogno di presentazioni; dalla Seconda Guerra mondiale, in cui ha combattuto tra le file delle SS e della RSI, non è più tornato dai campi di battaglia facendosi testimone ed esempio vivo di quei valori eterni cui noi cerchiamo di ispirarci giorno per giorno. Può essere nient’altro che un grande onore dover assolvere una funzione come questa che ci è stata assegnata. Arrivati a Montecompatri veniamo accolti nella sua casa, tempo di organizzare le ultime cose e si parte alla volta di Civitavecchia, dove ci aspettano i camerati che hanno organizzato l’evento in cui Sermonti dovrà sostenere un incontro, il titolo del quale è “Il dovere dell’azione”. Durante il tragitto abbiamo goduto dei racconti e delle testimonianze del guerriero: un’occasione unica, da prendere al volo, che non capita tutti i giorni e di cui solo in pochi hanno l’opportunità di godere.

Arriviamo a Civitavecchia, ordiniamo al volo la sala, e per le diciotto e quindici l’incontro può iniziare. La realtà è di provincia, le adesioni non sono molte, ma sicuramente “sentitissime” ed il relatore ha incantato tutti gli ospiti presenti con le sue storie di vita ed i suoi imperativi categorici per come organizzare un piano di contrattacco politico contro la vuotezza dei nostri tempi. Sono andati a ruba i suoi libri, tra i quali pietre miliari come “Stato organico” o i suoi manuali del militante.

Da lì ci siamo diretti con Sermonti a Santa Marinella dove ci avrebbe aspettato un altro reduce, persona di gran cultura, anch’esso con la sua presenza, forza e luce del fuoco di chi è esempio: l’avvocato Niglio. Classe 1918, vecchio camerata di Sermonti, ci ha accolto con grande calore nella sua casa, appena dopo aver scambiato con Rutilio un fraterno e cameratesco abbraccio. E’ nata tra i due reduci una conversazione unica, della quale la particolarità e il fascino forse non potrò più godere in vita mia: due vecchi reduci del loro calibro con la storia che si portano sulle spalle (del durante e del dopo la guerra!). Curiosità: Niglio fu anche marito della figlia del segretario del Partito Nazionale Fascista Roberto Farinacci.

Mi è venuta in proposito una riflessione, in seguito proprio alla morte del professor Pio Filippani Ronconi, del quale i funerali sono stati fatti la stessa mattina: siamo l’ultima generazione in grado di poter venire a contatto con personalità del genere e proprio in base a ciò penso sia doveroso, per gente come noi, cercare di trarre beneficio massimo della presenza di queste “stelle polari”, mentre troppo spesso purtroppo anteponiamo le nostre futili preoccupazioni borghesi ad occasioni del genere. Dal caso particolare si trasponga il tutto in maniera universale: potere approfittare delle più varie occasioni militanti, che portano sempre a livello sia interiore che esteriore, a qualcosa di buono, senza “disperderci” troppo nelle nostre più svariate piccole situazioni personali; sempre cercando ovviamente la giusta misura.

Un po’ provato per l’intensa giornata, grande sforzo per un “giovane” ottantanovenne – come si sa la giovinezza per noi è una qualità interiore, verso le ventuno e trenta si riparte per Montecompatri per riaccompagnare Rutilio a casa; non ci siamo fatti scappare l’occasione e anche in questo momento il Guerriero ci ha offerto un po’ delle sue memorie, come, molto interessanti, le impressioni che gli suscitavano i suoi incontri con Evola.

La giornata si è chiusa, con molta soddisfazione alle ventitrè e trenta, al nostro rientro a Roma.

Rutilio Sermonti a Civitavecchia – Il Dovere dell’Azione

Con i migliori auspici ci ritroviamo all’ora stabilita presso l’ingresso della sala del consiglio comunale di civitavecchia, l’arrivo dei partecipanti è abbastanza puntuale, mentre alcuni rimangono a sistemare il locale qualcuno rimane presso il luogo dell’appuntamento per eventuali ritardatari. Molto gradite le presenze romane, giunte appositamente per l’occasione. Ci si accomoda ed inizia la conferenza, dopo una breve introduzione sullo scopo dell’incontro ed i saluti a cura di un membro di azionepuntozero, Rutilio inizia il suo intervento precisando fin da subito la necessità di fare chiarezza politica. Noi non abbiamo nessun nemico politico, le categorie da combattere sono essenzialmente due, gli imbecilli e i mascalzoni, i quali non rappresentano alcuna ideologia politica. I mascalzoni lo sono in quanto tali, mentre gli imbecilli sono portati ad esserlo, come vittime, principalmente dai mass-media.

L’intervento di Rutilio prosegue con la constatazione del fatto che nessuna promessa dei cosiddetti “liberatori” dal ’45 ad oggi è stata mantenuta ciò ci dovrebbe far riflettere e ci dovrebbe portare ad una semplice domanda: questo sistema è veramente migliore?

L’unica alternativa che possiamo attuare in questo sistema è il combattimento attraverso la concretezza rivoluzionaria (causa—>effetto). Non bisogna agire tanto per agire, ma agire compiendo un’azione della quale vogliamo lo specifico effetto.

I militanti devono quindi riuscire gradualmente a togliersi da dosso tutte quelle “impurità” che il sistema ha incrostato sopra ogni individuo fino ad arrivare alla liberazione dei tre principali fattori di sovranità su di sè: la ragione (che da sola non basta), la natura fisica intesa come corpo e anima (mente-psiche) , in quanto quest’ultima può connettersi con la sfera superiore (a questo compito in passato provvedevano le religioni, che in questa fase storica stanno perdendo contatto con la società) per infine la liberazione della scintilla divina presente in ogni individuo; si giunge quindi al trinomio Corpo-Anima-Spirito.

Con grande capacità comunicativa Rutilio consiglia ai presenti di diffidare dell’entusiasmo, a volta infatti esso è effimero e momentaneo, al contrario essi devono procedere con freddezza dritti allo scopo, devono avere chiaro l’obbiettivo davanti a se, procedere verso di esso dando un senso ad ogni azione e riflettendo su ciò che si è compiuto durante una giornata poiché bisogna gradualmente imparare a conoscere se stessi.

Il militante risulta quindi l’unica figura che ripristina la cultura del sacrificio, del donarsi, l’unica alternativa possibile. In questo quadro, la militanza attraverso l’esempio nella vita di tutti i giorni, con le persone di tutti i giorni, fa si che si ponga costante attenzione a se stessi. L’unica grande guerra da combattere è lavorare dentro di noi, attenersi alla propria funzione, qualificandosi. La piccola guerra nel quotidiano sarà molto più facile.

Finita la conferenza registriamo con piacere anche una vasta distribuzione libraria, una grande disponibilità da parte della gestione del locale e un graditissimo ritrovo dopo molto tempo di due reduci della RSI, Rutilio ed Antonio, che hanno avuto nuovamente l’occasione di comunicarci attraverso la passione del loro rapporto cameratesco un senso di fratellanza che la società moderna vorrebbe distruggere. Successivamente, accompagnato Rutilio a Santa Marinella, abbiamo dato modo allo stesso di incontrare un altro suo fraterno camerata della RSI che non incontrava da tanti anni. La Memoria del resto, si onora con l’azione, ci lasciano indifferenti coloro che parlano e poi non fanno niente. La Scuola di Mistica Fascista questo ci insegna: chi nulla dà, nulla vale! Ci auguriamo di avere presto una nuova occasione come questa. E’ evidente che questa città, come tutto il comprensorio, ne ha veramente bisogno.

Rutilio SERMONTI a Civitavecchia

Sabato 13 Febbraio, ore 17.30, Civitavecchia – RM

Incontro con Rutilio SERMONTI – Il Dovere dell’Azione

Conferenza e presentazione dell’opera editoriale di un combattente che non si è mai arreso!

Appuntamento all’ingresso della sala del consiglio comunale di Civitavecchia.

Confermare la presenza. Puntuale e necessaria.

Comunisti, Giorno del Ricordo, Salò


Ci è stato inviato da un nostro lettore, un articolo e il suo commento estrapolato da un blog di santa marinella, precisamente dal blog dei comunisti rivieraschi http://perlacomunista.blogspot.com/. Come al solito danno prova di stile ed eleganza proprio in prossimità del “Giorno del Ricordo” . Ci fa piacere segnalarlo, per far prendere coscienza del livello di bassezza. Al tempo stesso, non possiamo non rilevare come il commento del lettore sia estremamente incisivo. Bene, stiamo mantenendo il timone dritto. Non lo lasceremo mica solo?

lunedì 8 febbraio 2010

Salò bussa al parlamento

Liberamente tratto da “L’oca al passo” di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)

Se i saloini erano bravi ragazzi, i campi fascisti per le minoranze slave della Venezia Giulia erano dunque colonie di vacanza?I cantastorie italiani sono molto bravi, e sanno come preparare piatti deliziosi a partire dai magri ingredienti della storia patria…

Nei primi giorni del 2006, per fare gli auguri all’Italia, è approdata in Senato una proposta di legge voluta dalla destra che equipara partigiani e repubblichini, perché considerati “militari belligeranti”. La proposta è stata bocciata ma questo fatto positivo non cambia la gravità del disegno. Naturalmente nell’equiparazione sarebbero stati compresi anche i sopravvissuti delle famigerate bande Koch e Carità e altre bandette assassine e torturatrici che davano una mano ai nazisti nei loro eccidi al di sotto della linea gotica. Dalla sinistra ferita, specie da molti esponenti Ds, si sono levate esclamazioni di indignazione. L’Italia è un paese privo di coerenza politica, visto che questa legge non è altro che la logica conclusione di un percorso iniziato qualche anno fa proprio da un esponente Ds, l’onorevole Luciano Violante. A lui si deve in un incontro con l’onorevole Gianfranco Fini, il conio del gentile sintagma “ragazzi di Salò” per denominare i militi repubblichini. Se si abbassa l’età, le responsabilità diminuiscono, e poco importa se molti dei saloini, soprattutto i caporioni, erano vecchi fascisti incarogniti come il maresciallo Graziani. Inoltre la parola “ragazzi” è portatrice di tenerezza e di affetto: si dice dei calciatori della nazionale, dei militari italiani in Iraq al seguito di Bush; un lessico che richiama sempre la mamma e che ha qualcosa di giocoso (perché i ragazzi giocano, anche I ragazzi della via Paal facevano la guerra fra di loro, ma era una guerra per gioco). L’Italia ha giocato tanto nel secolo scorso. Pensate, “i nostri ragazzi” andarono in Libia, in Abissinia, in Albania, tentarono di spezzare le reni alla Grecia sul bagnasciuga, e altre missioni di questo tipo. Eventualmente in Abissinia e in Libia fu lanciato qualche gas asfissiante, fu bombardata Tripoli, furono usati i lanciafiamme nei villaggi fatti di capanne di paglia, ma questo faceva parte del gioco. E poi erano ragazzi. Insomma, per il suo irrefrenabile spirito giovanilistico che tutto il mondo le invidia, l’Italia non ha da chiedere scusa a nessuno, e infatti non l’ha mai fatto. E dunque non deve chiedere scusa neanche a quella parte dell’Italia che i repubblichini, a fianco dei nazisti invasori, deturparono con eccidi osceni. Anche perché le torture, i rastrellamenti, i massacri, le complicità con le SS venivano da un profondo ideale che “i ragazzi” nutrivano e un ideale, si sa, è pur sempre un ideale. Per capire bene l’ideale dei repubblichini bisognerebbe dunque pensare che essi fecero quelle scelte “credendo di servire ugualmente l’onore della propria patria”. Parole, queste, del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi il quale solennemente dichiarò; “Abbiamo sempre presente, nel nostro operare quotidiano, l’importanza del valore dell’unità d’Italia. Questa unità che sentiamo essenziale per noi, quell’unità che oggi, a mezzo secolo di distanza, dobbiamo pur dirlo, era il sentimento che animò molti dei giovani che allora fecero scelte diverse e che le fecero credendo di servire ugualmente l’onore della propria patria”. Ecco: si trattava di “ragazzi” che avevano sbagliato, ma in buona fede. Ah, la buona fede! Ma il mondo è pieno di buona fede, lo è sempre stato. Quando l’inquisizione mandava gli “eretici” sul rogo, lo faceva in buona fede e per la buona Fede, quella vera. E quanto ai “ragazzi” delle SS che commettevano eccidi nel nostro paese, quanto agli addetti ai forni crematori, molti dei quali volontari, non lo facevano forse in buona fede? Il loro, in fondo, non era un ideale? E’ vero, quell’ideale prevedeva un repulisti dalla faccia della Terra di razze considerate inferiori, soprattutto Ebrei, e voleva la dominazione assoluta della razza ariana. Ma non si può negare che fosse un ideale.
La vita è un ideale per tutti, facciamoci avanti.

Pubblicato da comunistisempre a 16.56 0 commenti

Commento giuntoci dal lettore “Enclave Norma Cossetto”

Sono talmente tante le imprecisioni storiche di questo brano che se non fosse pubblicato da parte vostra potrebbe anche essere commentato. Genocidi di serie A e genocidi di serie B, come al solito. La tipica doppia verità bolscevica (di radice israelita come quella del vostro maestro karl mordechai)riemerge ciclicamente. La cosa più miserabile è che questo genere di commenti li pubblicate proprio in prossimità del 10 Febbraio “Giorno del Ricordo”.
A titolo di raggio di luce nel vostro buio infernale: i combattenti della RSI, nella stragrande maggioranza, non hanno per niente voluto la leggina di equiparazione (tanto per ricordarvelo lo status di combattente è riservato a chi guerreggia con una divisa e spara da davanti)perchè non è possibile una equiparazione tra soldati di un esercito e dei BANDITI. Che tali erano e tali resteranno per il codice militare di guerra.

Il resto, è la solita vostra melma nella quale affondate… servi della Bonino… in fila per l’elemosina!

Enclave Norma Cossetto

N.d.r. Questo “Enclave” ci pare proprio tosto

Giorno del Ricordo – 10 Febbraio

10 febbraio: Giorno del Ricordo

Ricordo le migliaia e migliaia di uomini, donne, anziani e bambini, lasciati morire nel buio di una foiba, seppelliti vivi tra i morti. Perché si risparmiassero le pallottole. Ricordo maestri, preti, soldati, operai, studenti seviziati e uccisi dalle milizie comuniste jugoslave nelle scuole, in strada, in chiesa, in casa propria. Cadaveri disseminati senza pietà lungo tutto il confine nord-orientale d’Italia. Ricordo giovani donne torturate con tenaglie roventi, rinchiuse in gabbie di ferro, stuprate ed esposte al ludibrio degli uomini di Tito. Ricordo quei carnefici ancora impuniti, prosciolti dall’accusa di sterminio per aver operato in territorio “extranazionale” o mai neanche processati. Ricordo la disperazione dei 350 mila esuli italiani di Fiume, dell’Istria, della Dalmazia. Costretti ad abbandonare le loro case, le loro terre, i loro ricordi radicati nei secoli. Ricordo migliaia di persone scomparse nel nulla che l’Italia, l’Europa ed il mondo hanno fatto finta di dimenticare. Ricordo il silenzio degli storici di partito e l’omissione complice della scuola pubblica italiana, perché le giovani generazioni non sapessero, perché non ricordassero. Il 10 febbraio di ogni anno, nel “Giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano – dalmata e delle vicende del confine orientale” io indosso il fiocco tricolore per tributare il mio riconoscimento a questi Figli d’Italia troppo a lungo dimenticati. Io ricordo. E tu?

Essere Militanti

Riproponiamo qui, uno scritto apparso qualche anno fa sul blog Aurhelio perchè riteniamo che esso sia utile per focalizzare il senso della parola militante. Oggi , questa parola, è troppo spesso confusa con una vaga idea di una appartenenza mentale ad un mondo, in realtà essere militante è innanzitutto coerenza tra pensiero e azione. Essere militante significa donare tempo, denaro, dedizione e sacrificio costante, alla causa, senza badare ai frutti. E’ il momento di schiarire le idee

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a chi ne ha davvero bisogno.

Essere militanti

Se questa realtà non ci piace, se in qualche modo ci sentiamo estranei, nostro deve essere il compito di cambiarla, di favorire quelle forze a noi amiche e di creare un clima propizio. Se il compito del militante è quello di conquistare la realtà, come riflesso della propria affermazione interiore, le azioni quotidiane acquistano un nuovo e un diverso significato, per il militante non è importante ciò che si compie, ma come si compie.
L’uomo di milizia, pur vivendo in questo mondo, sente di esserne estraneo, sente di non appartenergli e con fermezza rifiuta i compromessi, le convenzioni e le ipocrisie.
Bisogna finirla

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con la vanità esibizionista di “apparire” ad ogni costo, di considerarsi importanti e ad essere privi d’umiltà, ritenendosi infallibile e comportandosi in modo borioso, irascibile e senza scrupolo. Abbandonare ogni arroganza e tracotanza, segno di un vero “complesso d’inferiorità”, che vuole le persone uniformate ad un unico schema mentale. Finirla di sostituire l’utilità e la menzogna alla Verità e alla Giustizia, di essere un tipo superficiale insicuro e nevrotico, volgare e triviale, la cui legge è solo la sopraffazione e la violenza gratuita. Incapaci di assumere un carattere e una disciplina, incapaci di assumersi le proprie responsabilità, di conoscere il senso della distanza, del rispetto, della gerarchia e dell’autorità. Il cameratismo è confuso con la complicità: difendere le posizioni indifendibili; il semplice divertirsi: all’eroica strafottenza legionaria del “me ne frego”, si è sostituito il “faccio quello che voglio”; calpestando se serve anche la dignità dei militanti: “il fine giustifica i mezzi”. Tra camerati non devono esistere sospetti o malintesi, mezze parole e mezze verità, i rapporti devono essere sempre chiari, stabili e coerenti, non è ammesso essere torbidi e tortuosi. Il militante non ha paura di mettersi in discussione, con realismo e coerenza, il suo stile è l’azione impersonale e la sua volontà è la forza di sconfiggere ogni bassezza e ogni viltà. Fra camerati ognuno è chiamato ad una gara per essere di esempio, il cameratismo è innanzitutto un’apertura d’amore che richiede una risposta

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d’amore, è un donarsi totale e disinteressato. Perché nel mondo del profitto e dello sfruttamento il dono è un atto rivoluzionario.
Per molti ribellarsi alla società borghese, è diventato il sinonimo di vivere alla giornata, rifiutando di studiare o di lavorare, di dare conto dei propri impegni e delle proprie responsabilità. Si prende come proprio modello il “ribelle” ma l’esperienza ha provato che dietro questa parola, troppo spesso non si cela un atteggiamento “rivoluzionario” o se si preferisce “l’uomo differenziato”, ma il disadattato che contesta solo perché è incapace di cambiare la realtà che lo circonda. La “rivolta”, allora, non è altro che un sinonimo di fuga dalla realtà, una carta di tornasole per mascherare e giustificare la propria impotenza.
Il militante, al contrario, oppone all’ideale borghese della comodità e della mediocrità, lo stile “guerriero” di chi affronta la vita con entusiasmo e consapevolezza. La lucidità rivoluzionaria di chi non si tira indietro dinanzi alle prove che la vita gli presenta.
L’anticonformismo, tanto

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declamato, si è trasformato nel più ridicolo dei conformismi, uno scetticismo etico, una critica contro ogni autorità, un adattamento alla società dei consumi e al suo modello assorbito passivamente senza alcuna reazione radicale. Così si diventa sempre più standardizzati, si è spersonalizzati e privi di carattere, è il trionfo dell’uomo massa che si annulla nell’anonimato delle metropoli, che vive nei quartieri dormitori dove nessuno si conosce e nessuno si preoccupa degli altri, favorendo l’anarchia senza regole
Il militante non è un obiettore di coscienza, un anarchico o un emarginato, egli interiormente si sente assolutamente fuori dalla società, ne è completamente estraneo, sente che questo mondo non gli appartiene, ne lui vi vuole in qualche modo appartenere. Al limite, può comprendere chi come lui rifiuta questo mondo e si schiera contro di esso, siano essi “disadattati” o “asociali”, ma dal momento che la sua vita non s’incontra con quella dei suoi contemporanei, rimane distaccato dalle loro disavventure. Il Militante, forte della sua visione aristocratica chiara e disincantata, non offre presa alcuna al potere, anzi ne vuole la sua completa disintegrazione, e nello stesso tempo sa proporre l’alternativa di valori superiori. Non si comporta come un delinquente o uno sbandato, ma assume lo stile dello spirito guerriero, pur accettando di vivere insieme a mille difficoltà lo fa con onore e dignità. Non ha nulla a che vedere con il ribelle o il disperato, sempre più agito e agitato dalle sue insoddisfazioni, suoi modelli non sono l’arrivista o il rivendicatore sociale, bensì agisce in modo impersonale, senza badare a vittoria o sconfitta. Avere stile significa fare delle scelte, scoprire in positivo che cosa si è; in negativo individuare il proprio nemico imponendo alla propria esistenza un riferimento superiore come se fosse naturale e spontanea l’obbedienza, una volontà di dominio e di affermazione assoluta. Si tratta, quindi, di ridestare la volontà come principio di affermazione eroica.